Adolescenti e smartphone: è dipendenza!

L’uso o, per meglio dire, l’abuso di smartphone e dei dispositivi digitali in genere da parte degli adolescenti è ormai fuori controllo. I genitori ne sono anche consapevoli ma di certo non danno il buon esempio!

Adolescenti incollati a smartphone e tablet al punto da diventare sempre più dipendenti e incapaci di interagire con gli altri e genitori che considerano i figli malati  tecnologici, ma di fatto fanno poco e niente. Questo il quadro sconfortante delineato da una nuova ricerca statunitense.

Un disagio sociale vero e proprio

Se gli adolescenti preferiscono restare in casa e giocare con i videogame o chattare piuttosto che uscire e incontrare gli amici, allora c’è un problema. L’organizzazione no profit statunitense Common sense media han sottoposto a sondaggio 620 ragazzi e i rispettivi genitori. È emerso che in più di un terzo delle famiglie la dipendenza digitale è causa dei contrasti in famiglia, sebbene sia risultato che 1 adolescente su 2 ammette di avere un problema, il 72% dei ragazzi sente l’esigenza di rispondere subito a sms, chat e di visualizzare le notifiche e il 78% controlla il suo telefonino almeno una volta ogni ora.

Mamma e papà non sono d’esempio

Anche i genitori se ne rendono conto (il 59% dei ritiene che i propri figli soffrano di una forma di dipendenza tecnologica), ma faticano a dare il buon esempio Secondo lo studio di Common sense media, il 66% dei genitori pensa che i loro figli passino troppo tempo a smanettare sui loro smartphone e il 77% ritiene che i loro figli ne siano distratti. Non per questo, però, mamme e papà fanno di meglio con i loro dispositivi tecnologici. Il 48% dei genitori sente di dover rispondere subito alle notifiche ricevute e il 69% dà un’occhiata al cellulare almeno una volta all’ora. Nel 56% dei casi gli adulti dichiarano di controllare il telefono anche quando sono alla guida.

Rischio isolamento

Dietro l’uso compulsivo di smartphone e pc degli adolescenti e la loro tendenza a isolarsi dai rapporti “reali” possono nascondersi ansia, depressione e disagi psicologici. I ragazzi stanno sempre connessi, tanto da rischiare che app, giochi e social network si trasformino in una prigione virtuale.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Per questa tendenza giovanile è stato coniato il termine “nomofobia”: la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete.