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12-16 anni

Cyberbullismo: un ragazzo su 10 ne è vittima

Il cyberbullismo è la violenza che corre in Rete. Affligge il 10% degli adolescenti italiani. Per evitarlo, occhi aperti e alcuni consigli

C’era una volta il bullismo. Fatto di minacce, violenze, insulti, dispetti. Oggi c’è il cyberbullismo, la versione “tecnologica” di un disagio giovanile che non conosce crisi.  Privilegia e utilizza i nuovi mezzi di comunicazione: email, sms, telefonate, social network per umiliare, sottomettere o arrecare disagio ad altri. Secondo una ricerca realizzata da Pepita, cooperativa sociale di educatori, oggi un adolescente italiano su 10 ha vissuto fenomeni di questo tipo.

Comportamenti violenti on line

Il bullismo (in tutte le sue forme) è un comportamento violento e prevaricatore messo in atto in modo volontario, che si ripete nel tempo e sfrutta alcune caratteristiche di superiorità rispetto alla vittima, come l’età, la forza fisica e, nel caso del cyberbullismo, la popolarità in rete. Da una recente indagine di Ipsos per Save the Children, emerge come il 72% degli adolescenti italiani consideri il cyberbullismo come il fenomeno sociale più pericoloso del proprio tempo e che almeno 4 su 10 siano stati testimoni di atti di questo tipo.

Attenzione ai campanelli d’allarme

Esistono alcuni campanelli d’allarme per i genitori: uso non controllato di internet e smartphone, scambio eccessivo di immagini, uso di messaggi che possono destare preoccupazione o inquietudine, mancanza di orari e stile di vita disorganizzato. I comportamenti sospetti, invece, si manifestano con rifiuto di parlare di ciò che si fa online, calo nel rendimento scolastico, turbamento o malessere dopo aver utilizzato internet, cambiamenti nei toni dell’umore, possesso di accessori o oggetti che presuppone una disponibilità di denaro non ragionevole o baratti poco convincenti.

Ripercussioni su salute e scuola

Gli atti di cyberbullismo influenzano negativamente la crescita e la maturazione dei ragazzi. Ansia, depressione, insicurezza, bassa autostima, ritiro sociale, disinvestimento scolastico e passività sono le reazioni più comuni, indotte dal timore di aver perso credibilità o dalla diffusione di immagini compromettenti. 

In breve

C’È TROPPO “VIRTUALE” NELLA VITA DEI RAGAZZI

Il 95% dei ragazzi italiani ha un profilo Facebook, 9 su 10 utilizzano anche altri social network. In 7 casi su 10 navigano senza il controllo dei genitori.  

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