A cura di “La Redazione”Pubblicato il 21/04/2017Aggiornato il 21/04/2017
La capacità dell’intestino di assorbire i nutrienti è diminuita dall’esposizione cronica al biossido di titanio, additivo presente in tantissimi alimenti come gomme e caramelle, ma anche creme solari, vernici e plastica
Masticare gomme e caramelle può interferire con il corretto funzionamento dell’intestino. Lo sostengono i ricercatori della Binghamton University (Stati Uniti) che hanno indagato sugli effetti di un’esposizione continuata e duratura dell’intestino al biossido di titanio, sostanza contenuta appunto in gomme e caramelle.
E171 presente in diversi alimenti
Il biossido di titanio è un additivo presente in tantissimi alimenti, come gomme e caramelle. Si tratta di un composto chimico, spesso indicato in etichetta come E171, ritenuto sicuro dalla Food and drug administration. Si può trovare anche in dentifrici, zucchero a velo, cioccolato, maionese, ma viene utilizzato anche in vernici, carta e plastica e creme solari. Spesso è presente sotto forma di nanoparticelle, difficili da smaltire dall’organismo. Secondo la ricerca americana, l’esposizione cronica a questa sostanza crea problemi intestinali.
Ridotta capacità di assorbimento
I ricercatori della Binghamton University hanno osservato che mentre l’esposizione acuta non ha gravi conseguenze, quella continua alla sostanza, presente in gomme e caramelle, diminuisce l’assorbimento sulla superficie delle cellule intestinali, note come microvilli, rallenta il metabolismo, indebolisce la flora intestinale e riduce l’ assorbimento di ferro, zinco e acidi grassi. Vengono, inoltre, compromessi gli enzimi e aumentano le infiammazioni.
da sapere!
Attenti alla sigla E171 nell’etichetta di gomme e caramelle dei bambini. La presenza di biossido di titanio è dannosa per il funzionamento dell’intestino.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »