Giorni fertili

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Sia chi vuole avere un bimbo sia chi vuole proteggersi da una gravidanza indesiderata deve sapere quali sono i propri giorni fertili. Ecco come calcolarli
Le probabilità di rimanere incinta variano non solo in relazione alla propria età anagrafica, ma anche alla fase del ciclo mestruale in cui si trova la donna. I giorni fertili, infatti, sono limitati e concentrati in un unico periodo: al di fuori di questo, le chance di concepimento sono pressoché nulle.
Data inizio dell`ultimo ciclo


Quanti giorni passano di solito tra un ciclo e l`altro?
Come funziona il ciclo mestruale
Per calcolare quando cadono i giorni fertili è indispensabile capire come funziona il ciclo mestruale mensile, ossia l’insieme di tutti quei cambiamenti che avvengono all’interno del corpo femminile e sono finalizzati alla maturazione di una cellula uovo. Il ciclo mestruale inizia il primo giorno delle mestruazioni e dura mediamente 28 giorni, anche se occorre considerare che spesso è più corto o più lungo. Il suo funzionamento è regolato da tre organi:
  • ipotalamo, una piccola parte del cervello che comunica con l’ipofisi attraverso alcune sostanze,
  • ipofisi, una ghiandola del cervello che secerne ormoni in grado di controllare l’attività delle ovaie,
  • ovaie, che rilasciano gli ormoni sessuali, in particolare gli estrogeni e il progesterone, e fanno maturare gli ovociti.
La fase follicolare
La prima parte del ciclo mestruale è detta fase follicolare. All’inizio è caratterizzata da una diminuzione, nel sangue, del livello degli ormoni estrogeni e progesterone. Questo calo induce l’ipotalamo a rilasciare l’ormone di rilascio delle gonadotropine, o GnRH, che, a sua volta, stimola l’ipofisi a produrre due gonadotropine, l’ormone follicolo stimolante o FSH e l’ormone luteinizzante o LH, che sono responsabili dello sviluppo dei follicoli, le piccole sacche che contengono al loro interno le cellule uovo nei diversi stadi di sviluppo.
La maturazione dei follicoli
Ogni mese sono molti i follicoli che iniziano a svilupparsi e a produrre quantità sempre maggiori di estrogeni. Questi ormoni inducono un progressivo ispessimento dell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero, che così si prepara ad accogliere l’eventuale ovulo fecondato, e una secrezione abbondante di muco cervicale, che favorisce l’eventuale passaggio degli spermatozoi. Non solo: l’aumento degli estrogeni induce il cervello ad arrestare la produzione GnRH e, perciò, anche quella di FSH e LH. Tutti i follicoli, di conseguenza, interrompono il loro sviluppo, tranne uno, detto follicolo dominante, che continua a produrre grandi quantità di estrogeni e piccole quantità di progesterone, migra verso la superficie dell’ovaio, fino a giungere a completa maturazione.
L’ovulazione
Quando i livelli di estrogeni sono sufficientemente elevati – nei cicli regolari ciò si verifica intorno al 12°-13°-14° giorno – l’ipofisi aumenta improvvisamente la quantità di LH, che ha il compito di indurre la maturazione finale della cellula uovo (che si trasforma così in ovocita) e il suo rilascio. A distanza di 24-36 ore del picco di LH si ha l’ovulazione: lo scoppio del follicolo e la liberazione dell’ovocita, che si sposta nelle tube di Falloppio dove, in caso di rapporto sessuale, può essere fecondato dagli spermatozoi.
Quando inizia il periodo fertile
È proprio a cavallo del picco di LH e dell’ovulazione che cadono i giorni fertili. Occorre considerare che gli spermatozoi sopravvivono nelle vie genitali femminili per tre-quattro giorni, mentre l’ovocita per uno-due giorni. Dunque, se si hanno rapporti sessuali completi nel periodo compreso fra le 72-96 ore prima dell’ovulazione e le 48 ore successive si può concepire un bambino. Questo significa che nei cicli regolari il periodo fertile inizia intorno al 10°-11° giorno e termina intorno al 16°-18° giorno (nel caso in cui l’ovulazione avvenga un po’ dopo o che gli spermatozoi riescano a sopravvivere a lungo). Nei cicli irregolari, invece, può iniziare prima o dopo. Per esempio, in un ciclo di 24 giorni, l’ovulazione cade il 10° giorno: infatti, solitamente, a variare è solo la prima parte del ciclo, mentre la seconda fase (la fase luteale), che inizia dopo l’ovulazione, dura 14 giorni.
Rapporti se si vuole un bebè
Chi non desidera bambini dovrebbe astenersi dall’attività sessuale durante il periodo fertile oppure proteggersi con il preservativo. Le coppie che vogliono concepire, invece, devono avere rapporti in questa fase. Ma senza esagerare: in caso contrario, infatti, si verifica una riduzione della concentrazione di spermatozoi e, dunque, anche delle chance che si instauri una gravidanza. L’ideale è avere rapporti a giorni alterni. Al di fuori del periodo fertile, è bene avere rapporti quando si vuole: la qualità del liquido seminale peggiora anche a causa di lunghe astinenze.
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