Polmonite

http://static.bimbisaniebelli.it/wp-content/uploads/2015/02/polmonite-fotolia_45672482_subscription_ondemand_m_plus-640x480.jpg
Polmonite nei bambini: ecco come affrontarla
È un’infezione che fa ancora paura. In realtà, nel nostro Paese la polmonite è facilmente curabile. A patto però di non sottovalutarla
Molti credono che si tratti di una malattia tipica della terza età. Invece, la polmonite è relativamente comune anche nell’infanzia. Non va sottovalutata, perché se trascurata può causare conseguenze anche serie. Fortunatamente, può essere sia prevenuta sia curata con efficacia. Vediamo come.
È un’infiammazione dei polmoni
Con il termine polmonite si indica una malattia infiammatoria, solitamente acuta, a carico di uno o entrambi i polmoni, gli organi principali dell’apparato respiratorio. Collocati all’interno della gabbia toracica, i polmoni permettono di assorbire l’ossigeno ed eliminare l’anidride carbonica. L’area interessata dall’infiammazione, che prende il nome di focolaio, si caratterizza per un aumento dell’afflusso di sangue e la formazione di liquido al suo interno. Di conseguenza, la quantità di ossigeno che entra a ogni respiro è inferiore.
Causa asma e respiro difficoltoso
I sintomi specifici della polmonite sono quattro, tutti dovuti alla formazione di liquido nel focolaio: le difficoltà respiratore, il catarro giallognolo o verdastro, il respiro affannoso e l’asma. A questi si associano disturbi meno caratteristici, che possono trarre in inganno e indurre a sospettare la presenza di un’altra malattia, come una banale influenza. Quali sono? La tosse, il mal di gola, la febbre, il catarro, la cefalea e i brividi. Solo in alcuni casi compaiono nausea e inappetenza, una sensazione di spossatezza, dolore in prossimità del petto e della parte alta dell’addome.
Può essere di origine virale o batterica
La polmonite può essere di origine virale o batterica. Tra i virus più spesso responsabili della malattia ci sono il virus dell’influenza, il virus respiratorio sinciziale e quello della parainfluenza. In molti casi, anche se in origine il germe responsabile è un virus, subentra una sovrainfezione batterica. Il battere che più comunemente scatena la malattia è lo Streptococcus pneumoniae, che causa dal 20% al 60% circa di tutti i casi, seguito da Haemophilus influentiae, Mycoplasma pneumoniae e Legionella pneumophila. Solo in rari casi l’egente responsabile è un fungo.
Si trasmette per via aerea
La trasmissione può avvenire tramite l’inalazione delle minuscole goccioline di secreti bronchiali infette, emesse dalle persone malate attraverso la tosse, gli starnuti o anche semplicemente con la parola. Il contagio è più comune negli ambienti affollati e poco ventilati, come centri commerciali, supermercati e anche scuole. Talvolta, specialmente nei bambini con difese immunitarie più deboli, la polmonite è la diretta conseguenza di un’altra malattia respiratoria, come l’influenza o un’infezione del tratto respiratorio superiore.
La diagnosi è abbastanza semplice
La diagnosi della polmonite si basa sul racconto dei sintomi avvertiti dal piccolo e sulla visita, durante la quale il pediatra ausculta i polmoni con l’aiuto dello stetoscopio. Per avere la certezza, può prescrivere una radiografia o una TC del torace, che “fotografano” con precisione il focolaio e l’entità del problema. Le analisi del sangue o l’esame di un campione di muco possono aiutare a identificare gli agenti responsabili.
Si cura con il riposo e gli antibiotici
Teoricamente, la polmonite di origine virale non necessiterebbe di grandi cure: il riposo, una dieta sana e bilanciata, ricca di tutti i nutrienti (specialmente le vitamine della frutta) e una corretta idratazione, necessaria per fluidificare il muco e compensare le perdite di liquidi causate dalla sudorazione, sarebbero sufficienti per far guarire il piccolo. Tuttavia, occorre sapere che spesso non è facile identificare l’agente responsabile della malattia. Ecco perché, in genere, il pediatra prescrive fin da subito una terapia antibiotica, solitamente per via orale. La cura può durare da una a tre settimane, a seconda dei casi. Se sospetta anche la presenza di una bronchite asmatica, il medico può associare anche una terapia con cortisonici e broncodilatatori. Raramente è necessario il ricovero in ospedale.
Esiste un vaccino
In Italia esistono due vaccini preventivi contro la polmonite da Streptococcus pneumoniae (la forma più frequente): i vaccini anti-pneumococco. Uno protegge contro 23 tipi di pneumococco (vaccino “23-valente”) e non è efficace sotto i due anni. L’altro è in grado di proteggere contro i 13 ceppi responsabili della maggior parte delle infezioni più gravi nei bambini ed è efficace anche nei lattanti. Entrambi questi vaccini proteggono anche contro altre infezioni pneumococciche, come la meningite e le infezioni dell’orecchio.
Polmonite: una malattia da non sottovalutare

Polmonite: una malattia da non sottovalutare

Secondo l’Unicef ogni anno un milione di bambini muore a causa della polmonite. Per questo la malattia va affrontata nel modo giusto. Ecco come  »