V Malattia

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Scoperta dopo le prime quattro
La Quinta malattia è causata dal Parvovirus B 19 ed è nota anche come megaloeritema o eritema infettivo. La definizione di quinta malattia deriva dal fatto che è stata scoperta dopo le altre quattro malattie infettive tipiche dell’infanzia (morbillo, scarlattina, rosolia e quarta malattia, una forma lieve di scarlattina). Colpisce per lo più bambini in età scolare (5-10 anni) ed è più frequente nelle stagioni calde. La legge italiana non prevede per chi è colpito dal megaloeritema un periodo di isolamento, in quanto si tratta di una malattia scarsamente contagiosa. L’infezione può essere trasmessa solo nei sette giorni precedenti la comparsa dell’esantema (le macchie).
Come si manifesta
A differenza delle altre malattie infettive infantili, la quinta malattia si manifesta attraverso l’esantema (la comparsa di macchie), senza essere anticipata da altri disturbi. Il periodo di incubazione va da una a quattro settimane. In una prima fase le guance si arrossano uniformemente, mentre il resto del volto resta pallido. Nella seconda fase (a distanza di uno-quattro giorni) l’esantema si diffonde alle braccia, alle gambe e al sederino con un aspetto definito “a ghirlanda” (macchie dal centro chiaro e dal bordo rosa e rilevato). Il megaloeritema può provocare prurito e determinare un lieve innalzamento della temperatura (non oltre i 38° C misurati nel sederino). La malattia può durare da due a trenta giorni durante i quali l’esantema scompare progressivamente. Le macchie possono, però, ripresentarsi anche nelle settimane o nei mesi successivi alla guarigione: in particolare, ciò può avvenire se la pelle viene esposta a lungo al sole o a eccessivi sbalzi di temperatura, o nel caso di intensi sforzi fisici o di tensioni emotive. Tali “riaccensioni” non devono preoccupare e sono destinate a scomparire in modo spontaneo.
Si riconosce così
Nella prima fase l’esantema della quinta malattia si manifesta con chiazze rosse e calde diffuse uniformemente sulle guance (come se fossero state schiaffeggiate); nella seconda fase le macchie, dal diametro medio di un centimetro, sono caratterizzate da un aspetto “a ghirlanda” (con centro chiaro e alone rosa leggermente rilevato). L’esantema comincia con l’arrossamento delle guance, quindi, dopo uno-quattro giorni, si estende a braccia, tronco, gambe e natiche. Guarisce nel giro di dieci giorni circa.
Le cure
La quinta malattia guarisce in modo spontaneo senza bisogno di cure specifiche. In genere, la febbre è molto lieve, quindi è possibile evitare di dare al piccolo farmaci antifebbrili. In caso di prurito il pediatra può prescrivere un antistaminico per alleviare il fastidio. Nelle settimane successive alla guarigione, la pelle è particolarmente sensibile e le manifestazioni cutanee tipiche della malattia possono riapparire. Per questo è bene evitare le esposizioni al calore e al sole o al freddo eccessivi e gli sbalzi improvvisi di temperatura.
Attenzione nei nove mesi
Di norma, nei bambini questa malattia passa senza lasciare conseguenze. Negli adolescenti e negli adulti, invece, può raramente causare artriti o dolori articolari che si risolvono nel giro di pochi giorni. La quinta malattia può, però, raggiungere il feto attraverso la placenta della mamma contagiata dal virus, causando, pur se in rarissimi casi, complicazioni al nascituro. Quindi, è bene evitare qualsiasi contatto tra le persone infette e le donne in gravidanza.
Non c’è la vaccinazione
Non esiste un vaccino contro la quinta malattia. Si tratta, comunque, di un disturbo leggero e privo di complicanze significative; per questo motivo le misure preventive per evitare la trasmissione del contagio non sono necessarie.

I CONSIGLI PER I GENITORI
Occorre evitare di esporre il bimbo agli improvvisi passaggi dal caldo al freddo e al sole, in quanto queste situazioni possono riacutizzare l’esantema, cioè la ricomparsa delle macchie. È bene tenere le unghie corte al bambino o fargli indossare dei guantini di cotone, per evitare che, grattandosi per alleviare il prurito dell’esantema, possa graffiarsi.