La prima parola del bebè è una questione di… vista!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/05/2017 Aggiornato il 03/05/2017

Mamma o papà? Pappa o palla? Da cosa dipende la prima parola del bebè? Ecco nuove e interessanti ipotesi…

La prima parola del bebè è una questione di… vista!

Quali saranno le prime parole del bebè? Secondo alcuni ricercatori dell’Indiana University (Stati Uniti), tutto dipenderebbe dalla frequenza con cui un oggetto appare nel campo visivo dei bambini nei mesi che procedono il loro esordio linguistico.

Non contano tanto le parole che sentono…

Fino a oggi, lo studio dell’acquisizione linguistica si era concentrato sulle parole, indagando in che modo i bambini possono riconoscere singoli vocaboli all’interno dei discorsi degli adulti e come riescono ad attribuire loro un significato. Ricerche di questo genere sono utili a comprendere le fasi più avanzate dell’apprendimento del linguaggio, dai 18 mesi ai 3 anni di età, ma non approfondiscono il momento in cui i bambini si affacciano al mondo del linguaggio.

…Ma quello che vedono

Secondo quella che i ricercatori chiamano “ipotesi della pervasività”, le prime parole emesse dal bebè sono legate a oggetti che hanno una maggiore frequenza nella loro esperienza visiva e che rimangono impressi più facilmente nella memoria.

Lo sguardo del bebè

Per rispondere alla domanda su quali saranno le prime parole del bebè, i ricercatori hanno analizzato 8 bambini di 8-10 mesi indossando delle videocamere miniaturizzate in grado di riprendere il loro campo visivo durante mesi precedenti alla loro prima parola. Stilata una lista degli oggetti che trascorrono in media più tempo sotto gli occhi dei bambini, i ricercatori li hanno confrontati con una lista delle parole più diffuse nel vocabolario infantile.

Il momento della pappa

L’ambiente visivo in cui sono immersi i bambini durante i pasti, sostengono gli scienziati, è composto da un ristretto numero di oggetti presenti con grande consistenza e i nomi di questi sono tra quelli che vengono normalmente imparati per primi dai bambini. I risultati suggeriscono quindi che l’esperienza visiva svolga un ruolo di primo piano durante le fasi iniziali dell’apprendimento linguistico.

Nuove possibilità di cura

La scoperta su quali saranno le prime parole del bebè potrebbe rivoluzionare le attuali teorie sull’acquisizione del linguaggio e aprire nuove opportunità terapeutiche per i bambini che soffrono di deficit linguistici o altre patologie. I bambini che iniziano a parlare molto tardi potrebbero, per esempio, avere capacità compromesse o tardive di riconoscimento visivo degli oggetti.

 

 

 
 
 

In breve

 

UN AIUTO ANCHE PER I BIMBI AUTISTICI

Capire come i bambini acquisiscono le prime facoltà linguistiche può essere utile per aiutare quei piccoli che hanno difficoltà o deficit di apprendimento. Negli autistici, per esempio, è frequente la presenza di problemi nel processare le informazioni relative agli oggetti.

 

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