Il sanguinamento dopo un'interruzione volontaria di gravidanza seguita dall'assunzione del contraccettivo orale è destinato a terminare quando si completa l'adattamento dell'endometrio al farmaco. »
Di solito è l'ecografia morfologica che consente di vedere con maggiore chiarezza i genitali del feto nel momento in cui viene effettuata. L'ecografia è un'indagine in movimento che va letta durante l'esecuzione. »
Se dai controlli effettuati dopo l'intervento di conizzazione (asportazione delle lesioni presenti sul collo dell'utero) risulta che tuto è a posto nulla vieta di avviare una gravidanza. »
L'anello contraccettivo svolge correttamente la sua azionesolo se rimane inserito per tre settimane consecutive. Deve dunque essere lasciato nel canale vaginale anche durate i rapporti sessuali e, comunque, nel caso in cui fuoriesca deve essere applicato di nuovo entro e non oltre tre ore. »
Dopo circa 3-4 settimane da un'interruzione volontaria della gravidanza (IVG) è opportuno effettuare sia il test di gravidanza sia un controllo ginecologico con ecografia per verificare che la procedura sia andata a buon fine. »
Le perdite di sangue e muco dopo un intervento chirurgico di interruzione della gravidanza associato all' inserimento della spirale possono non essere significative dal punto di vista medico. »
Di per sé l'isterosalpingografia è in grado esclusivamente di definire la pervietà o meno della tuba, non la sua funzionalità che è data dalla condizione della porzione ciliare situata al suo interno. »
Il valore delle beta può continuare ad aumentare anche in presenza di un uovo cieco, tuttavia per capire veramente se la gravidanza è in evoluzione o no occorre affidarsi all'ecografia. »
Un collo dell'utero sottoposto a due successivi interventi può sanguinare per vari giorni, anche in seguito a stimolazioni come quelle determinate da un rapporto sessuale. »
Nel caso in cui dopo un aborto spontaneo il valore delle beta-hCG dovesse aumentare è necessario escludere, attraverso un attento monitoraggio della situazione, di trovarsi in presenza di una "mola vescicolare". »