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Pubblicato il 17/07/2018Aggiornato il 15/04/2025
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Giornalista freelance dal 2001 e web writer dal 2010, scrive di salute, medicina, psicologia, benessere, tecniche naturali, alimentazione, attualità. E ha molto a cuore le tematiche che ruotano attorno al self empowerment e alla maternità, specialmente da quando è mamma di Alice e Viola. Collabora sia per riviste cartacee sia per siti online, come businesspeople.it e modaacolazione.com
Di solito, si esegue tra la 36ª e la 37ª settimana di gravidanza se il bambino non è girato a testa in giù. È considerata una procedura sicura, ma non è sempre fattibile. Ha successo nel 40-60% dei casi. »
In genere basta usare il dentifricio fluorato, ma la decisione va presa dal pediatra o dall’odontoiatra dopo una valutazione personalizzata del rischio di carie. È importante quindi evitare il fai da te. »
È un’infezione cutanea innocua che si trasmette molto facilmente, ma non è necessario che il bambino stia a casa da scuola o rinunci alle attività sportive e sociali. Con qualche precauzione, può condurre una vita normale. »
È importante usare strumenti specifici per l’età e costruire un rituale che si ripeta uguale ogni giorno. L’obiettivo non è soltanto curare l’igiene orale, ma creare un’abitudine positiva e rassicurante, che si consolidi nel tempo
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Non esistono indicazioni uguali per tutti. In generale, è importante seguire una dieta equilibrata e varia, ricca di cibi semplici e digeribili. I consigli della dottoressa Boscaro.
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Questo esame, che si effettua su un campione di sangue, serve per sapere se una persona è allergica oppure no, ma non permette di sapere a quale sostanza si è sensibili. »
È importante agire su tre fronti: ridurre l’esposizione agli allergeni, curare l’igiene dei bambini dopo le attività all’aperto e seguire le cure prescritte del pediatra quando necessario. »
Si succhia le mani, cerca il seno, emette piccoli suoni. Riconoscere le avvisaglie prima che arrivi il pianto permette di rispondere ai bisogni del piccolo senza basarsi solo sugli orari.
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È la naturale conseguenza dei cambiamenti causati dal passaggio alla vita extrauterina. È importante armarsi di pazienza e assecondare i bisogni del bebè, offrendogli seno o biberon a richiesta. »
È un comportamento comune e del tutto normale, dettato da curiosità, bisogno di movimento, ricerca di comfort e sviluppo sensoriale. Se l’ambiente è sicuro e ben riscaldato, non occorre obbligare il bambino a rimetterli.
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Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »