Autismo, con l’intelligenza artificiale la diagnosi arriva prima

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 27/04/2017 Aggiornato il 27/04/2017

Accurata nell’81% dei casi, questa tecnica di diagnosi è precoce rispetto alle attuali indagini diagnostiche di autismo che vengono effettuate tra i 2 e i 3 anni. In che cosa consiste

Autismo, con l’intelligenza artificiale la diagnosi arriva prima

Prevedere prima del compimento dei due anni di età se un bambino soffrirà in futuro di autismo: un gruppo di ricercatori dell’Università della Carolina del Nord (Stati Uniti) ha messo a punto un avanzato software di intelligenza artificiale in grado di prevedere se i piccoli soffriranno di autismo attraverso scansioni cerebrali effettuate a partire dai sei mesi e fino ai due anni di età su bambini a rischio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

Buona accuratezza

Questo innovativo metodo di diagnosi è accurato nell’81% dei casi – contro un 50% garantito dai tradizionali test comportamentali – e risulta essere precoce rispetto alle attuali indagini diagnostiche di autismo, che a oggi vengono effettuate tra i due e i tre anni di età. Come spiega Joseph Piven, uno degli autori della ricerca, “il nostro approccio può aiutare a prevedere nel corso del primo anno di vita quali bambini a rischio potranno probabilmente ricevere una diagnosi di autismo una volta raggiunti i due anni. Questa scoperta è molto importante dal punto di vista clinico”.

I vantaggi della diagnosi precoce

I ricercatori spiegano che nei bambini affetti da autismo si rileva un maggiore volume cerebrale() tra il primo e il secondo anno di età. Un cambiamento che, osservando alcune aree del cervello, è in realtà riscontrabile prima dei 12 mesi. Questi cambiamenti a livello cerebrale, spiegano, possono essere rilevati attraverso la risonanza magnetica (MRI), ovvero “fotografando” il cervello.

Come funziona il software

Lo studio è stato realizzato su 106 bambini considerati a rischio autismo e su 42 non a rischio: le immagini ottenute mediante la risonanza magnetica sono poi state analizzate da un software dotato di intelligenza artificiale in grado di riconoscere i segnali cerebrali legati allo sviluppo della patologia.

 

 

da sapere!

Venire a conoscenza il prima possibile del disturbo del bambino permette ai genitori di intervenire in anticipo per favorirne le capacità di relazione l’integrazione nella società.

 

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