Autismo: screening al nido e alla materna

È partito in Italia un progetto sperimentale negli asili nidi e nelle scuole materne per diagnosticare l’autismo, osservando i bambini mentre giocano

Riconoscere i segnali dell’autismo in età prescolare è molto difficile e per una diagnosi definitiva occorre aspettare che il bimbo cresca. Proprio per riuscire a individuare prima la malattia da fine settembre è stato introdotto in alcuni asili nidi e scuole materne (a Trieste, Torino, Firenze e da gennaio anche Roma) un modello scientifico di valutazione che permette di individuare eventuali segnali o ritardi psicomotori collegati all’autismo.

Osservare i bambini

Il progetto, promosso dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche) e da Villa Santa Maria (Centro Neuropsichiatrico Infantile con sede a Tavernario), coinvolge i bambini nel momento del gioco, per avere un punto di vista neutro e confortevole dove osservare l’andamento dello sviluppo psicomotorio. Il tutto nasce da una collaborazione di diversi anni tra Villa Santa Maria e l’Ospedale Hadassah di Gerusalemme, l’Università Ebraica di Gerusalemme e il Centro di diagnosi e riabilitazione pediatrica dell’Ospedale di Beer Sheva in Israele.

Tre fasi di studio

Per la valutazione del comportamento dei bambini sono utilizzati strumenti di misurazione dello sviluppo psicomotorio, messi a punto dagli esperti e integrati con i test tradizionali. Il progetto prevede tre fasi: la formazione degli educatori scolastici, l’osservazione dei bambini e il coinvolgimento dei piccoli in laboratori motori, inseriti in un ambiente ludico. In questo modo, fin dai primi mesi di vita, sarà possibile individuare eventuali segnali di un ritardo nello sviluppo. Nell’autunno 2016 saranno presentati in un convegno ad hoc, promosso dall’UCEI, i risultati e i dati raccolti durante i sei mesi della sperimentazione nelle scuole.

Compromessa l’attività sociale

La sindrome dello spettro autistico, infatti, nei bambini compromette l’aspetto relazionale ed emotivo, con la conseguente incapacità per il piccolo colpito di relazionarsi con gli altri bambini. Va detto, però che, i sintomi dell’autismo nella prima infanzia non si manifestano con certezza e ciò porta spesso a un ritardo nell’intervento. Ecco perché il nuovo metodo diagnostico per aiutare i piccoli che manifestano disagi riconducibili all’autismo riveste particolare importanza.

Il parere dell’esperto

Spiega Enzo Grossi, direttore di Villa Santa Maria: “Il 10% dei bambini manifesta sintomi che vanno dal semplice ritardo alla sindrome dello spettro autistico e questo test è il primo innovativo progetto di prevenzione primaria legato alla diagnosi dell’autismo, in un ambiente “ecologico” e quindi non invasivo. È auspicabile che altri istituti e scuole adottino questo metodo per permettere, grazie a una diagnosi precoce, di curare al meglio i piccoli affetti da autismo”.

 

 

 

 

 
 
 

In breve

AVVIATO IL PROGETTO PILOTA

 Per la prima volta in Italia è partito un progetto di screening negli asili nidi e nelle scuole materne, per diagnosticare un possibile ritardo nello sviluppo psicomotorio dei bambini riconducibile all’autismo.

 

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