I bambini capiscono la rabbia… e reagiscono

I bambini sono dei veri e propri “detective” di emozioni e, anche se molto piccoli, riescono a captare la rabbia degli adulti. Ecco con quali conseguenze

Fin dalla prima infanzia, i bambini sono in grado di capire la rabbia degli adulti e riescono a sviluppare strategie per calmare gli adulti, anche in contesti del tutto nuovi. Questo è quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Institute for Learning and Brain Sciences presso la Washington University attraverso due indagini che hanno coinvolto oltre 300 bambini di 15 mesi.

 “Sintonizzati” sulla rabbia

La prima ricerca ha coinvolto 270 bambini, attraverso un semplice esperimento: ai piccoli, seduti sulle ginocchia dei genitori, un ricercatore mostrava come utilizzare un gioco, mentre un altro, detto “emoter”, assumeva inizialmente un atteggiamento neutro e in seguito negativo. In una fase successiva, i piccoli venivano lasciati liberi di interagire con il giocattolo. È risultato che, essendo stati esposti al comportamento “rabbioso” del secondo adulto, i bambini tendevano ad avvicinarsi di meno al gioco, evitando di riprodurre i gesti che erano stati insegnati dal primo ricercatore. La seconda ricerca, condotta su 72 bambini sempre di 15 mesi, ha associato ai giochi atteggiamenti neutri e negativi, dividendo i bambini in due gruppi.  In un secondo momento, veniva chiesto ai bambini di condividere il gioco con i genitori: i piccoli che erano nell’ “anger group” erano più propensi a cedere il gioco per evitare di generare nuovamente reazioni negative, rispetto al gruppo delle reazioni neutre.

Il ruolo dei genitori

In conclusione, entrambi gli studi hanno dimostrato come i bambini siano in grado di elaborare veloci giudizi sul tipo di emozioni delle persone e abbiano un comportamento adattivo quando devono affrontare la rabbia degli adulti. I piccoli, fin dalla prima infanzia, sono quindi “detective” di emozioni e, in caso di situazioni “pericolose”, tendono a privilegiare un atteggiamento prudente e di “auto-conservazione”, proprio come gli adulti, intuendo la migliore strategia per evitare che si ripeta il comportamento aggressivo.

Genitori invitati a “trattenersi”

L’autrice della ricerca, Betty Repacholi, ha precisato che le due ricerche “mostrano che i bambini sono molto sintonizzati sulla rabbia delle altre persone: per i genitori è importante essere consapevoli di quanto sia potente questa emozione per i piccoli”. Pertanto, è necessario che i genitori utilizzino questa emozione in modo equilibrato e ragionevole, cercando di essere consapevoli degli effetti sui piccoli.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

I bambini cresciuti in un contesto “rabbioso” e violento tendono all’isolamento e alla timidezza, con conseguenze dirette sulla socializzazione e sulle modalità relazionali future: alcuni scelgono di “proteggere”, altri di “aggredire”.

 

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