Bimbo di 28 mesi che le educatrici non vorrebbero avere a scuola

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 13/03/2026 Aggiornato il 22/05/2026

Chi lavora in una scuola materna dovrebbe anche essere in grado di gestire certe intemperanze o almeno di provare a farlo prima di arrivare a chiedere di non portarci più un bambino.

Una domanda di: Alba
Ciao, sono la mamma di un bambino di 28 mesi che ha iniziato la scuola materna 5 mesi fa. Si è adattato molto rapidamente alla scuola materna. Ma circa due settimane fa ha iniziato a picchiare i suoi amici senza fare nulla, lo fa mentre gioca o anche al parco. Alla scuola materna, le maestre dicono che è molto mobile, che si arrampica su tavoli e sedie e li rovescia. Il bambino segue le istruzioni e ha iniziato a formare due parole insieme come "papà è andato via", "la macchina di papà", "vieni qui", "mamma" o "papà", ha persino imparato i nostri nomi e quelli dei suoi amici e della maestra. È molto bravo nell'imitazione. Canta le canzoni che ha imparato alla scuola materna. Quando gli racconto un nuovo gioco, lo impara molto velocemente. Le maestre dicono solo che è molto mobile e picchia i suoi amici e preferiscono non tenerlo alla scuola materna perché è molto stancante e altri genitori si sono lamentati. È qualcosa di cui dovrei preoccuparmi o è solo una fase che sta attraversando il bambino?

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
mi permetta una battuta prima di risponderle seriamente: le maestre a livello inconscio forse vorrebbero un comò o una credenza invece di un bambino visto che usano il termine “mobile” al posto di vivace. Le confesso che sono davvero sconcertata da quello che riferisce. Le maestre “preferiscono non tenerlo a scuola perché è molto stancante e gli altri genitori si sono lamentati?”. Quindi, cosa propongono? Di escluderlo? Di sospenderlo temporaneamente? Di allontanarlo per sempre? Sinceramente non capisco. Vorrei però dire che chi fa l’educatrice dovrebbe anche saper gestire i bambini che salgono sui tavoli e rovesciano sedie, come non è raro facciano, essendo appunto bambini. Devono anche saper intervenire quando un bambino picchia gli altri: i metodi ci sono e funzionano, dovrebbero conoscerli e attuarli. Qui siamo di fronte a quella che io con un brivido di vera paura definisco “volontà di annullare l’infanzia”. Questo bimbo ha 28 mesi! Neppure due anni e mezzo, cosa si vorrebbe che fosse? Un soldatino obbediente? Spero di no. Lei addirittura dice che suo figlio “segue le istruzioni”, ma non è un robot, è un bambino, non va programmato, va accudito con amore e pazienza, rispettando il suo temperamento. Naturalmente io parlo senza avere modo di vedere il bambino, solo sulla base di quanto mi riferisce e le informazioni che mi ha dato giocoforza non possono essere esaustive. Di questo deve ovviamente tenere conto. Non credo e, ripeto, lo dico da remoto con pochi dati a disposizione, che vi sia nulla di cui preoccuparsi, tuttavia si confronti anche con il suo pediatra, il quale avendo la possibilità di visitare il bambino potrà anche capire se i suoi dubbi meritano un approfondimento, cioè se sia opportuno chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. Mi scriva ancora per aggiornarmi, se lo desidera. Cari saluti.

Bimbo di 28 mesi che le educatrici non vorrebbero avere a scuola

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