Bulli: i bambini li riconoscono già a 21 mesi

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 11/03/2019 Aggiornato il 13/03/2019

I bambini sono pieni di risorse e sono in grado di interpretare le situazioni in cui si trovano molto di più di quanto si creda, compresa la capacità di riconoscere i bulli a prima vista

Bulli: i bambini li riconoscono già a 21 mesi

A neanche 2 anni di età i bambini sembrano avere la capacità di riconoscere i bulli. Per lo meno, questo è quanto sostiene uno studio pubblicato sulla rivista medica Pnas – Proceedings of the National Academy of Sciences da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois di Urbana-Champaign (Stati Uniti), secondo cui già a 21 mesi i piccoli sarebbero in grado di riconoscere un comportamento da bulli e di distinguere il potere basato sul rispetto esercitato da chi si propone come leader da quello fondato sulla paura ed esercitato con prepotenza.

Leader o bulli

I ricercatori hanno sottoposto all’attenzione di quasi 100 bambini tra 20 e 22 mesi dei video animati in cui un leader rispettato diceva a un gruppo di tre personaggi di andare a letto, e altri video in cui a compiere la medesima azione era un bullo che lo faceva in modo prepotente. In alcuni di questi video leader e bulli si trattenevano a vedere se la loro imposizione veniva eseguita, mentre in altri casi se ne andavano dopo aver dato il comando. Solo in alcuni video, del resto, i membri del gruppo che avevano ricevuto l’ordine lo eseguivano, mentre in altri casi mostravano resistenza

Il metodo adottato

I ricercatori hanno osservato il comportamento dei piccoli spettatori secondo il metodo della “violazione dell’aspettativa”, che si basa sul fatto che i bambini tendono a fissare più a lungo gli accadimenti che contraddicono le loro aspettative, metodo già utilizzato per decifrare i comportamenti dei bambini quando sono troppo piccoli per spiegarsi.

Il leader viene rispettato

Quanto agli ordini impartiti dal leader rispettato, dall’analisi del comportamento dei piccoli è emerso che i bambini in generale si aspettavano che i personaggi che avevano ricevuto il comando di andare a letto lo eseguissero indipendentemente dal fatto che il leader si trattenesse o meno e, inoltre, si sorprendevano quando il leader non veniva ascoltato.

Il bullo no

Quanto agli ordini impartiti con prepotenza dal bullo, i ricercatori spiegano che i piccoli si attendevano che i personaggi eseguissero l’ordine del bullo quando era presente, molto probabilmente per evitare eventuali conseguenze spiacevoli che si sarebbero potute verificare in caso di mancata esecuzione del compito, ma non mostravano alcuna sorpresa quando i personaggi disobbedivano in sua assenza.

 

 

 
 
 

In breve

 

L’autorevolezza premia, l’autoritarismo no

Uno studio della Brigham Young University sulla “genitorialità positiva” mette in evidenza che se mamma e papà sono autorevoli ma non autoritari, i bambini con sindrome di Down, autismo e altri ritardi intellettivi mostrano livelli più elevati di indipendenza, migliori competenze linguistiche, miglior temperamento e interazioni sociali positive, sia con gli adulti sia con i coetanei.

 

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