Controlli e visite dal pediatra – 12-18 mesi

Il pediatra, in questa fase, valuterà la crescita del piccolo a 360 gradi: udito, vista, andatura e soprattutto analizzerà problemi come ernia ombelicale e problemi dei genitali

Controlli e visite dal pediatra – 12-18 mesi

La visita dal pediatra

Le visite dal pediatra tra il 12° e il 18° mese di solito sono legate, oltre a eventuali necessità, come una malattia del piccolo, alla somministrazione dei vaccini. I controlli, quindi, vengono pianificati caso per caso e, se necessario, sono effettuati anche a distanza più ravvicinata. Questo periodo, infatti, coincide con un momento particolarmente delicato sotto il profilo sia della crescita corporea sia dello sviluppo psicomotorio. Intorno all’anno di vita, infatti, lo svezzamento volge alla conclusione e l’alimentazione si arricchisce di una varietà di ingredienti nuovi. Anche gli organi di senso giungono a una prima importante tappa di maturazione. Ecco, di seguito, su quali aspetti si sofferma maggiormente il pediatra in occasione delle visite.

La crescita 

La tabella evidenzia i valori medi (nella colonna corrispondente al 50° percentile) di peso e altezza per bambini e bambine tra i 12 e i 18 mesi. Dato che i valori di crescita cambiano molto da bambino a bambino, sono indicati anche i valori minimi (3° percentile) e massimi (97° percentile) considerati nella soglia di normalità per la popolazione italiana.

La vista

Due sono gli aspetti che il pediatra considera tra i 12 e i 18 mesi:

  • l’allineamento degli assi oculari: il cosiddetto “strabismo di Venere”, cioè un posizionamento delle due pupille non perfettamente sincrono, si risolve di solito verso l’anno d’età, quando matura il coordinamento dei movimenti degli occhi.
  • la fissazione: è la capacità di mantenere lo sguardo puntato su un oggetto, fermo o in movimento. Si sviluppa a partire dal sesto mese e completa il suo sviluppo nei sei mesi successivi.

In ogni caso, i genitori sono i migliori “oculisti”: spesso sono proprio loro, attraverso la segnalazione al pediatra di un comportamento anomalo, a permettere il riconoscimento di alcuni disturbi visivi del bimbo. È quindi bene che prestino la massima attenzione a come egli si muove nell’esplorazione dell’ambiente e durante il gioco, in particolare se utilizza entrambe le mani (o se, al contrario, tende sempre a spostare l’attenzione e gli oggetti in un campo visivo), se evita gli ostacoli (spigoli, gradini, asperità del suolo) e se è recettivo ai vari stimoli visivi, indipendentemente dalla loro provenienza.

L’udito

Come la vista, anche l’udito deve essere opportunamente esaminato, soprattutto dopo il dodicesimo mese, quando migliorano la capacità di attenzione e la collaborazione del bambino. Ancora una volta i genitori svolgono un ruolo insostituibile nell’esporre al pediatra eventuali dubbi e perplessità.
Un test semplice consiste nel chiamare per nome il bambino mentre è concentrato in un’attività o in un gioco: la mancata risposta, da un orecchio, indica un possibile difetto ricettivo, che tuttavia non è sempre attribuibile a un problema vero e proprio dell’orecchio: un semplice tappo di cerume, per esempio, può attutire i suoni fino a renderli impercettibili. Un primo esame dell’udito può essere effettuato nell’ambulatorio del pediatra, mediante l’impiego di opportuni sonaglini che emettono suoni di differente frequenza: la risposta positiva consiste nello spostamento del capo del bambino nella direzione della fonte sonora.

L’esame dell’andatura

Non tutti i bambini sono in grado di camminare al compimento del 12° mese. Per alcuni genitori un ritardo in tal senso è fonte di preoccupazione, ma il pediatra di solito è più cauto nella sua valutazione. Un bambino “in carne”, per esempio, tenderà a muovere i primi passi con maggior lentezza rispetto a uno più magro, saltando magari la tappa del gattonamento. Un aspetto importante da valutare è l’equilibrio: tutti i bambini devono acquisire la capacità di stare in piedi appoggiandosi a un supporto, per poi giungere a un controllo efficace del proprio corpo durante la marcia. Anche se agli occhi di un adulto questa tappa può sembrare un passaggio automatico, per il piccolo non lo è. Infine, mentre i genitori focalizzano la propria attenzione sulla capacità del piccolo di muoversi senza cadere, al pediatra interessa soprattutto esplorare l’appoggio e il coordinamento dei movimenti. A 12 mesi il piede è piatto, in quanto non si è ancora formata la volta plantare, ma è importante verificare che non siano presenti deviazioni dell’asse del piede, come nel caso del piede torto. L’andatura sarà poi oggetto di un esame più accurato tra il secondo e il terzo anno.

Il controllo di eventuali anomalie

La visita del dodicesimo mese offre l’opportunità di controllare eventuali piccole anomalie rilevate già alla nascita o nelle prime settimane di vita.

  • l’ernia ombelicale: si presenta sotto forma di un rigonfiamento molle e depresso al tatto in corrispondenza dell’ombelico ed è causata da un ritardo o da un difetto di cicatrizzazione di quella zona, in cui passano nel periodo fetale i vasi sanguigni del funicolo. Di solito, il problema si risolve da sé entro il secondo-terzo anno di vita. In questa sede è utile per il pediatra capire se le sue dimensioni si sono ridotte rispetto alla nascita e lasciano pensare a un miglioramento graduale o se prospettano invece il futuro ricorso a un semplice intervento.
  • problemi dei genitali: il pediatra compie un’attenta osservazione dei genitali, valutando se nei maschietti 
il prepuzio (la pelle che ricopre il glande, la parte terminale del pene) ha acquisito sufficiente elasticità da consentire una maggior apertura; sempre nei maschietti verifica la presenza o meno dell’idrocele (raccolta di liquido nello scroto, il sacchetto cutaneo contenente i testicoli, che dovrebbero essere entrambi palpabili sotto le dita), che in questa fase dovrebbe ormai essere scomparso. Nelle femminucce è bene verificare l’assenza di adesioni (sinechie) tra le piccole labbra.
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