Come difendere i bambini dalle punture d’insetto

Zanzariere, abiti con maniche lunghe, repellenti…  Ecco tutte le strategie per evitare al piccolo reazioni spiacevoli alle punture d'insetto

Le punture d’insetto si riconoscono per il fastidio o il dolore che provocano. Successivamente può comparire un pomfo, cioè un rigonfiamento della pelle, o semplicemente una zona arrossata, a seconda dell’insetto che l’ha determinata.

Le zanzare

Quelle di zanzara sono le punture d’insetto più comuni. La reazione si manifesta subito dopo la puntura ed è caratterizzata da un intenso prurito, accompagnato da rossore e, a volte, da un rigonfiamento (pomfo).

Api, vespe e calabroni

Più rare sono invece le punture di imenotteri (api, vespe e calabroni). In questo caso la reazione alla puntura provoca arrossamenti, pomfi e prurito. Ma le sensazioni più evidenti sono il dolore e il bruciore determinati dal veleno che è neuro-tossico, cioè colpisce i nervi. Nel caso di punture di imenotteri è importante accertarsi che il pungiglione non sia rimasto nella pelle. Nel caso si verifichi questa evenienza è necessario rimuoverlo con una pinzetta disinfettata. Se lasciato nella pelle, infatti, il pungiglione può provocare un’infezione.

Gli accorgimenti da seguire

Di norma le punture d’insetto tendono a riassorbirsi da sole, anche nei bambini che hanno manifestato reazioni molto evidenti. Ecco, comunque, alcuni accorgimenti da seguire:
– applicare subito il ghiaccio sulla zona della puntura, dopo averlo avvolto in un panno. Grazie al suo potere anestetizzante, il freddo è, infatti, in grado di alleviare il fastidio e il dolore;
– usare una sostanza astringente per ridurre l’infiammazione e alleviare il prurito;
– non utilizzare l’ammoniaca o la candeggina: sono poco efficaci e spesso irritano la pelle del bimbo;
– non spalmare pomate al cortisone: questa sostanza, infatti, penetra lentamente nella pelle e fa effetto quando il prurito è ormai passato naturalmente.

Il pericolo allergia

Le punture d’insetto possono diventare un problema solo se il bimbo è allergico al veleno (in questo caso, quindi, si tratta in genere solo delle punture degli imenotteri). Di rado si può verificare una reazione spropositata anche a una puntura di zanzara, se il bimbo è allergico alla saliva dell’insetto. In questo caso, il gonfiore si potrebbe manifestare non solo nella parte punta, ma anche al volto, alle labbra o alla gola, creando quindi problemi alla respirazione. Possono inoltre comparire febbre, mal di testa o nausea. Occorre allora portare subito il bimbo al pronto Soccorso per le cure necessarie.

Le regole di prevenzione

– Applicare le zanzariere alle finestre e lettino.
– Tenere il più possibile le luci spente o basse.
– Evitare le zone dove vi sono molti insetti.
– Far indossare al piccolo magliette con le maniche lunghe e pantaloni, preferibilmente di colore chiaro (attira meno gli insetti), quando lo si porta al parco giochi o in campagna.
– Applicare sulla pelle i prodotti repellenti specifici per l’infanzia a partire dai tre anni. Prima di questa età è meglio proteggere il bimbo solo con metodi barriera (indumenti e zanzariera).
– Utilizzare zampironi, antizanzare elettrici o insetticidi spray, se il bambino è più grandicello.

 

 

 
 
 

In breve

CONTRO GLI INSETTI, SPRAY E ZANZARIERE

Le punture d’insetto provocano bruciore, gonfiore e arrossamento. Talvolta, però, possono dare anche reazioni più serie. Per questo motivo è bene fare il possibile per evitare che il bambino venga punto utilizzando i metodi barriera (come le zanzariere e gli abiti con le maniche lunghe) e i prodotti repellenti specifici per l’infanzia.

 

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