Come difendere i bambini dalle punture d’insetto

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 09/04/2017 Aggiornato il 09/06/2017

Zanzariere, abiti con maniche lunghe, repellenti…  Ecco tutte le strategie per evitare al piccolo reazioni spiacevoli alle punture d'insetto

Come difendere i bambini dalle punture d’insetto

Le punture d’insetto si riconoscono per il fastidio o il dolore che provocano. Successivamente può comparire un pomfo, cioè un rigonfiamento della pelle, o semplicemente una zona arrossata, a seconda dell’insetto che l’ha determinata.

Le zanzare

Quelle di zanzara sono le punture d’insetto più comuni. La reazione si manifesta subito dopo la puntura ed è caratterizzata da un intenso prurito, accompagnato da rossore e, a volte, da un rigonfiamento (pomfo).

Api, vespe e calabroni

Più rare sono invece le punture di imenotteri (api, vespe e calabroni). In questo caso la reazione alla puntura provoca arrossamenti, pomfi e prurito. Ma le sensazioni più evidenti sono il dolore e il bruciore determinati dal veleno che è neuro-tossico, cioè colpisce i nervi. Nel caso di punture di imenotteri è importante accertarsi che il pungiglione non sia rimasto nella pelle. Nel caso si verifichi questa evenienza è necessario rimuoverlo con una pinzetta disinfettata. Se lasciato nella pelle, infatti, il pungiglione può provocare un’infezione.

Gli accorgimenti da seguire

Di norma le punture d’insetto tendono a riassorbirsi da sole, anche nei bambini che hanno manifestato reazioni molto evidenti. Ecco, comunque, alcuni accorgimenti da seguire:
– applicare subito il ghiaccio sulla zona della puntura, dopo averlo avvolto in un panno. Grazie al suo potere anestetizzante, il freddo è, infatti, in grado di alleviare il fastidio e il dolore;
– usare una sostanza astringente per ridurre l’infiammazione e alleviare il prurito;
– non utilizzare l’ammoniaca o la candeggina: sono poco efficaci e spesso irritano la pelle del bimbo;
– non spalmare pomate al cortisone: questa sostanza, infatti, penetra lentamente nella pelle e fa effetto quando il prurito è ormai passato naturalmente.

Il pericolo allergia

Le punture d’insetto possono diventare un problema solo se il bimbo è allergico al veleno (in questo caso, quindi, si tratta in genere solo delle punture degli imenotteri). Di rado si può verificare una reazione spropositata anche a una puntura di zanzara, se il bimbo è allergico alla saliva dell’insetto. In questo caso, il gonfiore si potrebbe manifestare non solo nella parte punta, ma anche al volto, alle labbra o alla gola, creando quindi problemi alla respirazione. Possono inoltre comparire febbre, mal di testa o nausea. Occorre allora portare subito il bimbo al pronto Soccorso per le cure necessarie.

Le regole di prevenzione

– Applicare le zanzariere alle finestre e lettino.
– Tenere il più possibile le luci spente o basse.
– Evitare le zone dove vi sono molti insetti.
– Far indossare al piccolo magliette con le maniche lunghe e pantaloni, preferibilmente di colore chiaro (attira meno gli insetti), quando lo si porta al parco giochi o in campagna.
– Applicare sulla pelle i prodotti repellenti specifici per l’infanzia a partire dai tre anni. Prima di questa età è meglio proteggere il bimbo solo con metodi barriera (indumenti e zanzariera).
– Utilizzare zampironi, antizanzare elettrici o insetticidi spray, se il bambino è più grandicello.

 

 

 
 
 

In breve

CONTRO GLI INSETTI, SPRAY E ZANZARIERE

Le punture d’insetto provocano bruciore, gonfiore e arrossamento. Talvolta, però, possono dare anche reazioni più serie. Per questo motivo è bene fare il possibile per evitare che il bambino venga punto utilizzando i metodi barriera (come le zanzariere e gli abiti con le maniche lunghe) e i prodotti repellenti specifici per l’infanzia.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Bimbo ostile allo svezzamento

Quando un bambino rifiuta con ostinazione le prime pappe e qualsiasi altro alimento diverso dal latte, occorre giocare d'astuzia (armandosi di infinta pazienza).   »

Bimba che di notte si sveglia spesso

I disturbi del sonno possono essere ben controllati con la pratica del co-sleepeeng, che consiste nel far dormire il bambino "accanto ai genitori", ma non nello stesso letto.   »

In che settimana di gravidanza si vede l’embrione con l’ecografia?

In genere l'ecografia permette di vedere il bambino (e il suo cuoricino che batte) a partire dalla sesta settimana di gravidanza.   »

Si ammala spesso: è normale che accada?

Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti