Come difendere i bambini dalle punture d’insetto

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/06/2019 Aggiornato il 05/06/2019

Le punture d’insetto si riconoscono per il fastidio o il dolore che provocano. Successivamente può comparire un pomfo, cioè un rigonfiamento della pelle, o semplicemente una zona arrossata, a seconda dell’insetto che l’ha determinata. Ecco come proteggere al meglio i bambini

Come difendere i bambini dalle punture d’insetto

Le punture d’insetto provocano bruciore, gonfiore e arrossamento. Talvolta, però, possono dare anche reazioni più serie. Per questo motivo è bene fare il possibile per evitare che il bambino venga punto utilizzando i metodi barriera (come le zanzariere e gli abiti con le maniche lunghe) e i prodotti repellenti specifici per l’infanzia.

Le zanzare

Quelle di zanzara sono le punture d’insetto più comuni. La reazione si manifesta subito dopo la puntura ed è caratterizzata da un intenso prurito, accompagnato da rossore e, a volte, da un rigonfiamento (pomfo).

Api, vespe e calabroni

Più rare sono invece le punture di imenotteri (api, vespe e calabroni). In questo caso la reazione alla puntura provoca arrossamenti, pomfi e prurito. Ma le sensazioni più evidenti sono il dolore e il bruciore determinati dal veleno che è neuro-tossico, cioè colpisce i nervi. Nel caso di punture di imenotteri è importante accertarsi che il pungiglione non sia rimasto nella pelle. Nel caso si verifichi questa evenienza è necessario rimuoverlo con una pinzetta disinfettata. Se lasciato nella pelle, infatti, il pungiglione può provocare un’infezione.

Gli accorgimenti da seguire

Di norma le punture d’insetto tendono a riassorbirsi da sole, anche nei bambini che hanno manifestato reazioni molto evidenti. Ecco, comunque, alcuni accorgimenti da seguire:
– applicare subito il ghiaccio sulla zona della puntura, dopo averlo avvolto in un panno. Grazie al suo potere anestetizzante, il freddo è, infatti, in grado di alleviare il fastidio e il dolore;
– usare una sostanza astringente per ridurre l’infiammazione e alleviare il prurito;
– non utilizzare l’ammoniaca o la candeggina: sono poco efficaci e spesso irritano la pelle del bimbo;
– non spalmare pomate al cortisone: questa sostanza, infatti, penetra lentamente nella pelle e fa effetto quando il prurito è ormai passato naturalmente.

Il pericolo allergia

Le punture d’insetto possono diventare un problema solo se il bimbo è allergico al veleno (in questo caso, quindi, si tratta in genere solo delle punture degli imenotteri). Di rado si può verificare una reazione spropositata anche a una puntura di zanzara, se il bimbo è allergico alla saliva dell’insetto. In questo caso, il gonfiore si potrebbe manifestare non solo nella parte punta, ma anche al volto, alle labbra o alla gola, creando quindi problemi alla respirazione. Possono inoltre comparire febbre, mal di testa o nausea. Occorre allora portare subito il bimbo al Pronto soccorso per le cure necessarie.

Le regole di prevenzione

– Applicare le zanzariere alle finestre e lettino.
– Tenere il più possibile le luci spente o basse.
– Evitare le zone dove vi sono molti insetti.
– Far indossare al piccolo magliette con le maniche lunghe e pantaloni, preferibilmente di colore chiaro (attira meno gli insetti), quando lo si porta al parco giochi o in campagna.
– Applicare sulla pelle i prodotti repellenti specifici per l’infanzia a partire dai tre anni. Prima di questa età è meglio proteggere il bimbo solo con metodi barriera (indumenti e zanzariera).
– Utilizzare zampironi, antizanzare elettrici o insetticidi spray, se il bambino è più grandicello.

 

 

Da sapere!

In caso di una forte reazione allergica (shock anafilattico) occorre portare subito il bambino al Pronto soccorso.

 

 

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