Il bimbo è geloso del fratellino

Per il più grandicello l’arrivo del fratellino o della sorellina rappresenta una novità della quale non si rende ancora perfettamente conto

Quasi mai l’arrivo del fratellino coincide con l’inizio della gelosia del più grandicello e proprio per questo motivo molti genitori rischiano di cadere nell’errore di pensare che il proprio bambino l’abbia “presa bene” e non sia affatto geloso del nuovo arrivato. Soprattutto se si mostra affettuoso e premuroso con il più piccolo e manifesta il desiderio di accudirlo, abbracciarlo e baciarlo. In realtà, le cose non sono così semplici. Potrà capitare, a distanza di giorni o settimane dalla nascita, di sentirgli chiedere a mamma e papà frasi come questa: “quando lo riportiamo indietro?”. Segno del fatto che, passata la novità, il bambino ha voglia di tornare alla sua vita di prima, senza il nuovo “intruso”.

Entra in competizione con l'”intruso”

Come per ogni tappa della crescita, anche nello sviluppo della gelosia si possono intravvedere diversi momenti. In un primo tempo, infatti, quando il nuovo arrivato necessita di un accudimento solo fisico, le cose possono anche andare meglio. Il bebè arrivato sottrae al più grande del tempo che prima era riservato solo a lui, ma agli occhi del più grande sembra reclamare solo attenzioni di tipo pratico alla mamma: piange perché ha fame, ha sete, vuole essere cambiato, ma non interagisce più di tanto con l’adulto. In questa fase, il più grande ha la sensazione di essere ancora lui al centro delle attenzioni di mamma, l’interlocutore privilegiato a livello comunicativo e affettivo. Le cose sembrano cambiare, sempre agli occhi del più grande, quando anche il fratellino o la sorellina inizia, con sguardi e sorrisi, a voler catturare l’attenzione della mamma e del papà, a voler ritagliarsi un proprio spazio affettivo. Insomma, è soprattutto da questo momento che il bimbo più grande inizia a percepire il più piccolo come un “intruso”, come una presenza che in qualche modo viene a rubargli qualcosa dal rapporto privilegiato che finora intratteneva con la mamma. È una gelosia che si estende anche agli oggetti di cui il più piccolo, crescendo e iniziando a muoversi e a gattonare, comincia a entrare gradualmente in possesso. Se prima i giocattoli erano irraggiungibili dal fratellino, ora quest’ultimo è libero di prenderli, toccarli, metterseli in bocca e tutto questo al più grande non va proprio giù. È proprio in questa fase che può iniziare a fare i capricci più sonori.

Conta molto la differenza d’età tra i bimbi

Se è vero che ogni bambino manifesta (o non manifesta) la gelosia in modo diverso, è altrettanto vero che a incidere su questo sentimento è anche la differenza d’età che esiste tra i due fratellini. Non si può affermare che ci sia una situazione privilegiata, semplicemente occorre che mamma e papà prestino attenzione ad aspetti diversi a seconda dell’intervallo di tempo che intercorre tra i loro figli.

Se il maggiore è ancora piccolo

Se il bambino è ancora piccolo quando arriva il fratellino o la sorellina, cioè ha un’età compresa tra l’anno e i due-tre anni, può manifestare la propria gelosia con atteggiamenti violenti e aggressivi nei confronti del neonato. Per esempio, può capitare di sorprenderlo mentre picchia il più piccolo, lo morde, oppure (in modo più “subdolo”) lo abbraccia ma magari lo stringe un po’ troppo, oppure ha slanci affettuosi un po’ troppo violenti, per esempio “si tuffa” letteralmente sulla sdraietta del fratellino con la scusa di abbracciarlo. A dispetto di quanto si creda comunemente, però, questa espressione manifesta della propria rabbia è positiva perché significa che il bambino riesce a esternare i suoi sentimenti e per la mamma e il papà è più facile capire che cosa prova realmente. In questa fase il più grande è infastidito dagli aspetti più pratici legati all’accudimento del fratellino e non sarà raro sentirgli fare i capricci mentre la mamma allatta il neonato, gli cambia il pannolino o gli fa il bagnetto o, ancora, mentre lo imbocca per la pappa o lo mette a nanna. Si tratta spesso anche di una gelosia che tocca spazi che prima erano riservati solo a lui, come il fatto di dover condividere una cameretta o lo stesso fasciatoio, e che ora invece deve condividere con il fratellino o la sorellina.

Se è già grandicello

Quando il bambino è più grandicello, dai tre anni in su, la gelosia si manifesta sotto altri aspetti. A dargli “fastidio” ora non sono più aspetti pratici, ma quelli più sottili, che riguardano il piano emotivo e affettivo. In questa fase i genitori dovranno stare dunque molto più attenti a bilanciare complimenti e gesti affettuosi tra i due figli: per esempio, se si fa un complimento al più piccolino, è opportuno non dimenticarsi di farne uno anche al più grande. Se si fa un regalino al più piccolino, è bene ricordarsi di avere un piccolo pensiero anche per il maggiore. Il bambino più grande tende, in genere, a esprimere in modo meno manifesto la gelosia: ciò è dovuto soprattutto al fatto che è più inibito dall’esprimere fisicamente i propri sentimenti di rabbia perché viene maggiormente sgridato dai genitori rispetto a un bambino più piccolo. Certe manifestazioni, infatti, come i morsi o le botte, che sono un po’ più “tollerati” con i bambini più piccoli, non sono più accettabili quando il bambino ha già quattro o cinque anni di età. E così spesso i bambini più grandicelli tendono a trattenere tutto dentro e a manifestare in modo diverso il proprio disagio, assumendo atteggiamenti regressivi. Così potrà capitare di vedere il bambino grandicello tornare all’improvviso a fare la pipì a letto, oppure assumere atteggiamenti da bambino piccolo, come reclamare di nuovo il ciuccio o il biberon o volere all’improvviso essere di nuovo imboccato, solo per richiamare su di sé l’attenzione della mamma.

È importante “prepararlo” all’evento

Posto che la gelosia è un sentimento assolutamente naturale da parte di un bambino nei confronti di chi arriva in famiglia dopo di lui, è importante che mamma e papà preparino per tempo il proprio figlio alla nascita di un fratellino o di una sorellina. Non è il caso di comunicarglielo nei primi mesi, sia per i rischi che possono essere connessi ai primi tempi della gravidanza sia perché è ancora troppo presto (i bambini non hanno il senso del tempo e si aspettano che il fratellino arrivi subito) ma già quando la pancia della mamma comincia a essere più evidente può essere il momento opportuno per cominciare a spiegare al piccolo che lì dentro sta crescendo un fratellino o una sorellina e che quando sarà ora, busserà e vorrà uscire. Questo aiuterà il bimbo, a modo suo, a cominciare a entrare nella prospettiva che la famiglia presto si allargherà e a vivere tutto con più serenità.

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