La disidratazione nei bambini: attenzione al caldo eccessivo

Il piccolo è molto sensibile alle alte temperature e, più degli adulti, corre il rischio di disidratarsi a causa della perdita di liquidi e sali minerali attraverso il sudore. I consigli degli esperti per affrontare senza problemi la calura estiva

Nel bambino piccolo il sistema di termoregolazione corporea non è ancora perfettamente sviluppato. Questo significa che la temperatura del corpo del bebè si adegua a quella esterna con tempi più lunghi rispetto a quelli di un adulto. Il meccanismo di termoregolazione comprende tutte le funzioni che regolano la produzione e il trasporto del calore, in base alle condizioni termiche dell’ambiente, consentendo alla temperatura interna di rimanere costante (37° C). La termoregolazione può aumentare in condizioni di freddo ma non può diminuire in condizioni di caldo, per questo motivo i neonati, che non hanno la possibilità di sudare adeguatamente e possiedono ampie capacità metaboliche, temono principalmente l’ipertermia (aumento della temperatura corporea oltre i valori normali per aumentata produzione o diminuita dispersione di calore), piuttosto che l’ipotermia (abbassamento della temperatura corporea al di sotto della media fisiologica, cioè normale). Giuseppe Banderali, direttore dell’unità di neonatologia e patologia neonatale presso l’ospedale San Paolo di Milano, ci spiega quali sono i segnali da tenere sotto controllo e come intervenire.

Come avviene la disidratazione?

La disidratazione si ha quando si perdono più liquidi di quelli che si introducono. Nel caso di diarrea, primo sintomo di un’infezione gastrointestinale, bisogna controllare il peso del piccolo per verificare che non ci sia un calo eccessivo. Se il calo è inferiore al 2% del peso corporeo, la disidratazione è lieve; se invece è superiore al 5% inizia a essere importante. Bisogna tenere conto che il neonato si disidrata più in fretta del bambino e dell’adulto perché il suo volume corporeo è inferiore.

E nel caso di disidratazione da caldo eccessivo o colpo di calore?

In questo caso avviene per un’intensa sudorazione, un processo fisiologico che ci permette di raffreddare il nostro corpo. Sudiamo quando siamo in un ambiente con temperatura superiore a quella corporea, 35-36 gradi, che è la stessa del bambino. Oppure per un’intensa attività fisica. La disidratazione nei bambini si manifesta in questi modi: quando il piccolo piange senza versare lacrime, quando non fa la pipì e quando ha la pelle particolarmente secca.

Che cosa bisogna fare?

Bisogna farlo bere, spogliare il bambino come quando ha la febbre. È sbagliato coprirlo. L’evaporazione è la prima possibilità di raffreddare il corpo. Se lo si veste, suderà di più e perderà ancora più liquidi. In genere, i bambini sono molto più vestiti del necessario.

Sconsiglia anche la canotta o il body, che in genere molte mamme fanno indossare ai loro bambini anche alle temperature più alte?

Bisogna tenere conto che la temperatura di una termoculla è di 28 gradi e che lì il neonato è nudo, senza alcuna canotta. Lo stesso discorso dovrebbe valere per i bambini più grandi. Altra cosa, invece, è quando il bambino è esposto ai raggi del sole. In questo caso, come succede nei paesi del Nord Africa, per esempio, il vestito, soprattutto se di un certo colore, serve a proteggiere la pelle sia dalle scottature sia dall’eccesso di calore. In questo modo si suda di meno.

I sintomi per capire che bisogna ricorrere al pronto soccorso quali sono?

Sicuramente, quando il bambino diventa ipotonico e soporoso, così come quando il pianto è flebile e si spegne. Bisognerebbe intervenire, però, prima che la disidratazione si manifesti. Non avendo il vissuto psicologico, il bebè non riesce sempre a esprimere la sua sofferenza; anche per questo motivo la disidratazione nei bambini è più pericolosa. Sono i genitori che devono prevenirla facendo bere il bambino, spogliandolo ed evitando ambienti troppo caldi.

Anche l’umidità può essere pericolosa?

Certo. Se la temperatura è di 30 gradi ma l’umidità è del 90%, allora il processo di osmosi è difficoltoso, e si evapora poco e male. Viceversa, con 45 gradi e l’aria umida del 20%.

I bambini più grandi si autoregolano quando fa caldo, sentendo la sete, oppure no?

In genere, più sono grandi più si autoregolano. È una questione di abitudine. Sono i genitori che dovrebbero educare i figli, dicendo loro di bere prima di andare a giocare a pallone sotto il sole e di prendersi delle pause per farlo. I bambini quando si divertono sono troppo presi da quello che stanno facendo. In genere, quelli che arrivano in Pronto soccorso senza una malattia concomitante hanno eseguito uno sforzo fisico in un ambiente eccessivamente caldo e non hanno bevuto adeguatamente. Comunque, per non creare allarmismi, è bene ricordare che i casi più comuni sono quelli che riguardano la disidratazione da gastrointerite.

 
 
 

In breve

Attenzione al caldo e alla perdita eccessiva di liquidi

L’esperto consiglia di rivolgersi al Pronto soccorso “quando il bambino diventa ipotonico e soporoso, così come quando il pianto è flebile e si spegne. Bisognerebbe intervenire, però, prima che la disidratazione si manifesti facendo bere il bambino, spogliandolo ed evitando ambienti troppo caldi”.

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