Quando i bambini iniziano a gattonare: a che età e cosa sapere

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 24/08/2026 Aggiornato il 24/08/2026

I tempi sono molto diversi a seconda del bambino: alcuni attraversano questa fase dopo i sei mesi, altri invece fanno altri tipi di movimento.

bambino che gattona

24Quando si ha un bambino piccolo è normale interrogarsi su quando avverranno le principali tappe del suo sviluppo. Bisogna tenere in considerazione che ogni bimbo è unico e ha i suoi tempi per fare le cose, quindi nella maggior parte dei casi non è necessario preoccuparsi eccessivamente se il piccolo ci sembra in ritardo sulla “tabella di marcia”. Spesso i genitori si chiedono quando i bambini iniziano a gattonare: vediamo cosa sapere sull’argomento!

A che età i bambini cominciano a gattonare

Non c’è un momento preciso in cui il bimbo “deve” iniziare a gattonare, tanto che molti bambini saltano del tutto questa fase cominciando a muovere direttamente i primi passi.

In genere, un piccolo comincia a provare a spostarsi dopo i 6 mesi di età: molti iniziano prima a strisciare sulla pancia (crawling), un’ottima e valida forma di coordinazione motoria, per poi sollevarsi su braccia e gambe e capire come avanzare a quattro zampe.

Di solito questo accade tra i 7 e i 10 mesi, ma non occorre seguire una sequenza rigida: le modalità e le tempistiche variano da bambino a bambino.

Tutti i benefici di questa fase

Il gattonamento può apportare tanti benefici ai nostri bimbi, che possono prima di tutto cominciare a spostarsi in maniera autonoma per esplorare l’ambiente che lo circonda e raggiungere gli oggetti che desidera. A livello fisico, il gattonamento favorisce lo sviluppo grosso motorio e la motricità fine, rinforza la muscolatura, migliora l’equilibrio, permette di migliorare la coordinazione oculo-manuale e prepara i nostri piccoli a muovere i primi passettini. Non solo: gattonare incoraggia gli occhi a lavorare insieme, favorendo così la visione binoculare, e allena la visione bifocale che permette di mettere a fuoco oggetti vicini e lontani.

Gattonare permette al bimbo di avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo nello spazio e una migliore propriocezione. Avere la possibilità di spostarsi e di raggiungere i propri obiettivi, inoltre, migliorerà la capacità di superare ostacoli e darà modo al bimbo di migliorare la propria autostima e la propria autonomia.

Tutti i bambini gattonano?

Quella del gattonamento viene ritenuta una tappa importante nello sviluppo dei bambini, ma non tutti la attraversano: alcuni bimbi trovano modi alternativi di spostarsi, ad esempio stando seduti e spingendosi con le gambe, altri passeranno direttamente ai primi passi. Nemmeno la durata di questa fase è uguale per tutti, dal momento che alcuni bambini gattonano anche solo per pochi giorni mentre altri si spostano in questo modo per molti mesi.

Cosa fare se il bambino non gattona

Se il bambino non sembra interessato a gattonare, non va forzato: in fondo non si tratta di una tappa obbligatoria. Ciò che conta davvero dal punto di vista dello sviluppo non è la tecnica di spostamento scelta, ma la presenza di un buon tono muscolare e, soprattutto, della curiosità esplorativa.

L’importante è che, entro i 9 mesi di vita circa, il piccolo manifesti il desiderio di interagire e spostarsi quando viene messo a terra, anche in maniera “personale” (ad esempio strisciando o rotolando).

Se vediamo che assume la posizione corretta ma sembra indeciso, possiamo incoraggiarlo in maniera dolce, senza alcuna pressione: mettiamoci di fronte a lui a poca distanza, chiamandolo per nome, oppure mostriamogli il suo gioco preferito invitandolo a raggiungerlo e lodando ogni suo tentativo.

In nessun caso bisogna insistere se il bambino non ne ha voglia o mostra disagio: la strategia migliore resta la pazienza. Sono inoltre da evitare tassativamente girelli e altri strumenti simili, che inibiscono il movimento naturale e non permettono di assumere una postura autonoma.

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Quando i bambini iniziano a camminare

La fase del gattonamento ha una durata molto diversa da bambino a bambino: c’è chi la attraversa alla velocità della luce e chi gattona per mesi, mentre altri cercano subito un appiglio per alzarsi.

Per favorire il movimento in modo sicuro e rispettoso, evitiamo di tirare il bambino per le braccia o per le mani per farlo stare in piedi; offriamogli invece appoggi stabili in casa (come divani o mobili bassi e pesanti) a cui possa aggrapparsi da solo quando si sentirà pronto.

Il passaggio dal gattonamento ai primi passi richiede tempo: il piccolo deve lasciare una modalità di spostamento per lui efficace per sperimentarne una in cui si sente momentaneamente goffo. Di solito, la maggior parte dei bambini comincia a muovere i primi passi in autonomia intorno ai 12 o 13 mesi. Non preoccupatevi per un eventuale ritardo: la voglia di esplorare avrà la meglio. L’essenziale è predisporre la casa in modo che sia sicura e a prova di bimbo!

 
 

In breve

Tra i traguardi di un bimbo c’è anche quello di cominciare a spostarsi da solo, ma quando i bambini iniziano a gattonare? Si tratta di una tappa importante nello sviluppo di un bambino, ma è importante sapere che non tutti la attraversano.

 

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