Quando è meglio fare l’aerosol ai bambini?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 15/04/2022 Aggiornato il 15/04/2022

Molti genitori la considerano una sorta di panacea in grado di risolvere qualsiasi disturbo respiratorio. Così, non appena il bambino manifesta qualche colpo di tosse o un lieve raffreddore ricorrono all’aerosolterapia. In effetti, questo trattamento può essere davvero benefico, ma solo se usato con buon senso. Ecco quando è meglio fare l’aerosol ai bambini

Quando è meglio fare l’aerosol ai bambini?

L’aerosolterapia consiste nell’inalazione di una sospensione di microscopiche goccioline disperse nell’aria, che possono essere di sola soluzione fisiologica oppure di soluzione fisiologica mescolata a farmaci. Si basa sull’utilizzo dell’aerosol, uno speciale apparecchio in grado di ridurre le sostanze inserite in particelle finissime (nell’ordine di pochi micron, cioè millesimi di millimetro), capaci di diffondersi nell’albero respiratorio. Il processo con cui le sostanze vengono scomposte e trasformate è chiamato nebulizzazione. In commercio esistono varie tipologie di aerosol che sfruttano tecnologie differenti per nebulizzare le sostanze medicinali. In tutti i casi, le particelle prodotte si presentano in uno stato intermedio tra quello liquido e quello gassoso, definito “sol”. Di qui il nome della metodica. Ecco quando è meglio fare l’aerosol ai bambini.

Cosa mettere nell’aerosol?

L’aerosolterapia è particolarmente adatta per curare le malattie respiratorie. Infatti, la soluzione fisiologica ed eventualmente i farmaci trasformati in particelle finissime e intrappolati nelle goccioline riescono a raggiungere in modo rapido e diretto le vie respiratorie. A differenza di altre cure, però, è in grado di agire esclusivamente e specificamente laddove serve, ossia dove si è sviluppato il processo infiammatorio. Ecco perché è la soluzione più corretta, oltre che più semplice, per trattare molti disturbi dell’apparato respiratorio. Le particelle, a seconda della loro dimensione e della loro velocità, riescono a penetrare a diversi livelli, raggiungendo le alte vie respiratorie, quelle medie e/o quelle basse. In linea di massima più le particelle sono piccole e rapide e più riescono ad arrivare in profondità, fino a bronchi e polmoni.

Oltre a essere mirata e specifica, l’aerosolterapia è anche molto ben tollerata. I farmaci, infatti, vengono indirizzati sono negli organi in cui serve la loro azione, per cui non rischiano di entrare in circolo ed essere assorbiti da altre parti. A differenza di quanto accade con la somministrazione per bocca, dunque, con l’aerosol si evita l’assorbimento gastrico e intestinale e si limitano gli effetti indesiderati. Ecco perché i medici dicono che con questa terapia si massimizza l’azione terapeutica e si minimizzano gli eventi avversi. Non solo. L’aerosolterapia può essere usata durante tutto l’arco della vita e in tutte le categorie, dai neonati di pochi giorni di vita fino agli anziani.

Insieme alla soluzione fisiologica, il medico può prescrivere anche l’utilizzo di farmaci, come antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e broncodilatatori. In questo caso, dunque, all’azione idratante si uniscono gli effetti specifici dei principi utilizzati. È importante, però, evitare il “fai da te” e attenersi scrupolosamente alle indicazioni del pediatra, sia per quanto riguarda i medicinali da utilizzare sia per quanto riguarda frequenza e durata della cura. Quando si ricorre alla sola soluzione fisiologica non esiste una regola certa: in genere, si consigliano tre-quattro somministrazioni al giorno, ma dipende dalla singola situazione e dalla sintomatologia presente. Quando si impiegano i farmaci, invece, bisogna rispettare una cadenza ben precisa, a maggior ragione in presenza di asma, che richiede un programma terapeutico scrupoloso e cadenzato.

Come sciogliere il muco in gola nei bambini?

Ma perché questo trattamento è così efficace per le malattie delle vie respiratorie? Già la semplice idratazione con soluzione fisiologica, costituita da acqua e sale, è estremamente benefica. Innanzitutto perché idrata le mucose che così funzionano meglio e proteggono in maniera più efficiente le vie respiratorie. Non solo: idratando le mucose, ne riduce anche l’irritazione. Di conseguenza sintomi come tosse, naso gocciolante, mal di gola, si alleviano. Inoltre, esercita un effetto antinfiammatorio a livello locale, decongestionando le mucose. Infine, fluidifica il muco, facilitandone l’espulsione, e riequilibra la sua produzione.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quando si deve fare l’aerosol ai bambini?

L’aerosolterapia è fondamentale in caso di malattie che interessano le basse vie aree, come polmonite e bronchite e asma. Infatti, si tratta dell’unica terapia in grado di raggiungere le vie respiratorie più fini, specie se si utilizzano gli apparecchi di ultima generazione, capaci di produrre particelle di farmaco minuscole, che riescono a penetrare in profondità anche quando le vie sono chiuse. È utile anche nei disturbi che riguardano gli organi più alti, come gola e naso. In questi casi, infatti, è essenziale garantire una buona umidificazione delle mucose.

Essenzialmente l’aerosolterapia è indicata in presenza di malattie o caratterizzate da una componente di broncospasmo, con restringimento del lume bronchiale, per esempio asma e bronchite asmatica. In questo caso, si consiglia in genere una cura con soluzione fisiologica, broncodilatatori e steroidi inalatori, con frequenza e durata che vanno stabilite di volta in 
volta dal pediatra. Può essere utile in caso di bronchiolite, ma solo in casi attentamente selezionati dal pediatra. In queste situazioni, si può impostare una cura con soluzione ipertonica da sola o, nei casi più gravi, con soluzione ipertonica associata ad adrenalina. Inoltre, l’aerosol con soluzione fisiologica e steroidi  inalatori può avere una certa utilità nella laringite”.

Quando non deve essere fatto l’aerosol a un bimbo?

Non ci sono dati che dimostrino che sia utile nei casi in cui non c’è componente di broncospasmo e/o laringospasmo. In queste ituazioni, bisogna invece procedere con lavaggi nasali. Anche se i genitori preferiscono sempre avere una cura, in realtà molto disturbi non richiedono trattamenti medici, perché vanno incontro a una risoluzione spontanea”.

 

Fonti / Bibliografia

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