Il bimbo e il significato dei suoi disegni

Per il bambino scarabocchiare è anche un piacevole gioco che favorisce lo sviluppo della creatività, accende la fantasia e nel contempo è un valido esercizio per imparare a controllare i movimenti della mano e delle dita. E può aiutarlo a esternare emozioni e disagi che non è ancora in grado di esprimere a parole

Lo stimolo che induce i bimbi a pasticciare con le matite colorate è dato dall’esigenza innata di lasciare una traccia di sé; ecco perché un’attenta lettura delle loro “opere” può rivelare molto riguardo il carattere ed eventuali disagi.  Solo in un secondo tempo, quando è in grado di afferrare la matita, proverà a “scrivere”, a imitazione dei grandi, su ogni superficie raggiungibile: carta ma anche pareti o divani, suscitando la disperazione dei genitori.  Non vi sono precise regole per indicare l’età in cui il bimbo passa dalla traccia semplice a quella più evoluta fino al disegno. Generalmente già verso i quindici mesi il bimbo comincia a scarabocchiare, anche se in lui non vi sono ancora né la capacità né l’intenzionalità o il desiderio di rappresentare qualcosa. Solamente verso i tre anni compaiono forme riconoscibili che indicano quello che il bimbo “sente” e vede attorno a sé.

il significato degli scarabocchi

Gli scarabocchi e i disegni sono molto importanti dal punto di vista psicologico, in quanto rappresentano una comunicazione in codice adottata inconsciamente dal bambino per tentare di farsi capire dai “grandi”. Proprio attraverso un’attenta lettura di questi segni liberi è possibile penetrare nel mondo emotivo dei piccoli, un universo sconosciuto e particolare che può riservare molte sorprese. Si può spiarne il carattere, capirne i conflitti, le ansie, le paure, le gelosie non manifeste, generalmente verso i fratelli. Nei più piccoli la mobilità delle sensazioni è estrema, ciò significa che le loro “opere” evidenziano gli stati d’animo del momento, per esempio:

  • uno scarabocchio premuto, concitato, spezzettato o tremolante rivela la reazione emotiva del bimbo rispetto un rimprovero dei genitori, la momentanea separazione dalla mamma, una disputa con il fratello, l’ansia o l’aggressività;
  • un tracciato più ampio, morbido e sicuro rivela la gioia, lo stupore del piccolo per qualcosa di insolito o il benessere per le coccole ricevute.

Che cosa osservare

Le modalità di lettura dello scarabocchio o del disegno passano attraverso l’osservazione di alcuni elementi. Vediamo i principali.

Lo spazio occupato

  • – un foglio completamente riempito rivela un bambino aperto che esige confidenza e ha voglia di stare con gli altri, con i coetanei;
  • – un foglio scarsamente riempito segnala un bambino introverso, insicuro, che deve essere incoraggiato perché ha poca stima di sé;
  • – un foglio occupato solo verso l’alto indica la tendenza alla fantasticheria come fuga da situazioni stressanti per il bambino;
  • – un foglio occupato solo verso il lato sinistro rivela un attaccamento affettivo alla mamma, l’introversione, la paura del bambino ad affrontare la realtà;
  • – un foglio occupato solo all’estremità destra indica un bimbo curioso, che vuole scoprire il mondo che lo circonda ed esige una certa indipendenza. A seconda del contesto, può essere una manifestazione di fuga da situazioni che lo angosciano.

La forma dei tratti

  • un tratto angoloso indica chiusura, introversione. Il bambino fa fatica a stabilire rapporti, gioca volentieri da solo. Può anche essere una forma di chiusura difensiva per realtà che lo hanno ferito;
  • un tratto curvo segnala un bambino estroverso con capacità di adattamento, ma sempre affettivamente dipendente: ama stare in compagnia perché trova sicurezza negli altri;
  • un tratto esitante, staccato, spezzato rivela un bambino che vive un isolamento affettivo, perché ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, e uno stato di agitazione e d’ansia quando deve affrontare cose nuove;

L’intensità della pressione

  • una traccia debole e sottile esprime la personalità di un bimbo di animo dolce, sensibile e per questo, più vulnerabile, a volte con scarsa resistenza fisica;
  • una traccia pesante, marcata indica un bimbo con una forte vitalità, con un temperamento portato allo scontro per volontà di imporsi. Se molto premuta e rapida, rivela una forte carica aggressiva che gli fa assumere atteggiamenti prepotenti con manifestazioni di collera.

La scelta dei colori

Anche per i colori esiste una simbologia di interpretazione psicologica che si riferisce alla preferenza che il bimbo dà a uno o più colori nel disegno, in quel momento. Nel disegno dei piccoli, specialmente in età prescolare, non vi sono colori giusti o sbagliati, perché la scelta del colore è inconscia e serve a esprimere gli stati d’animo del momento, più che gli elementi disegnati.

L’interpretazione delle tinte

  • il rosso (bacchetta) esprime vitalità, impulsività , eccitazione, bisogno di movimento. Se molto premuto e usato con violenza , aggressività.
  • l’arancione (bacchetta) è usato dai bimbi che possono esprimersi liberamente nell’ambiente in cui vivono. È il colore della gioia di vivere.
  • il giallo (bacchetta) anche questo è un colore allegro ed esprime affetto e spontaneità, ma anche facile eccitabilità.
  • il blu (bacchetta) esprime il desiderio di vivere in un ambiente calmo e ordinato.
  • l’azzurro (bacchetta) è usato dai bimbi obbedienti, sensibili, piuttosto passivi e portati a fantasticare.
  • il viola (bacchetta) trasmette un senso di lontananza , tristezza e solitudine. È il colore dei bimbi che non possono esprimersi liberamente ed espandere la propria affettività.
  • il rosa (bacchetta) è il colore dei bimbi sensibili, creativi, ma con tendenza a vivere in un mondo fantastico.
  • il verde (bacchetta) indica distensione e calma in opposizione a una educazione troppo rigorosa.
  • il marrone (bacchetta) è colore della concretezza che esprime la ricerca di un benessere fisico.
  • il nero (bacchetta) esprime sempre sensazioni di disagio che possono essere paura, ansia o aggressività trattenuta.
  • il bianco (bacchetta) è inteso come tendenza del bimbo a non usare i colori in modo parziale o totale. Può essere sintomo di isolamento affettivo. Ma può anche rivelare l’impazienza di un bimbo iperattivo che non vuole “perdere tempo” a colorare i suoi disegni.

Altri elementi da considerare

Va detto, infine, che con la comparsa dei disegni riconoscibili, se tutti gli elementi sono utili per la definizione della personalità , ve ne sono, tuttavia, alcuni che hanno un valore maggiore perché sono figure simboliche e universali, che compaiono nei disegni dei bimbi di tutto il mondo:

  • la figura umana;
  • l’albero;
  • la casa;
  • la famiglia;
  • il sole.

3 consigli per i genitori

  1. Non suggerire mai al bambino il soggetto da disegnare o imporre un modello da copiare. Bisogna lasciare libero il bimbo di interpretare il mondo visto dai suoi occhi e i suoi sogni.
  2. Lasciare a disposizione del bambino fogli, matite colorate o, meglio, pennarelli atossici e pastelli a cera.
  3. Far “disegnare” i più piccoli con gli appositi colori in cui possono intingere direttamente le dita.
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