Smartphone e tablet: bambini abili già a due anni

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 10/02/2016 Aggiornato il 10/02/2016

I bambini sono molto precoci nell’era digitale: a 24 mesi sfogliano foto, ascoltano canzoni, guardano i cartoni con lo smatprhone o il tablet di mamma e papà

Smartphone e tablet: bambini abili già a due anni

I nativi digitali sanno usare tablet e smartphone già a due anni. Sarà l’effetto “tata” dei dispositivi mobili perché, diciamoci la verità, fa comodo tenere impegnati i propri figli per occuparsi nel frattempo di altro. I piccoli con le loro manine sfogliano foto, aprono applicazioni, guardano i video delle canzoncine o dei cartoni animati preferiti.

Smartphone baby-sitter

A confermare che i bambini di due anni sono degli esperti delle tecnologie per l’agevole uso di smartphone e tablet è ora un nuovo studio pubblicato su Archives of disease in childhood e condotto da Deirdre Murray dell’Università di Cork in Irlanda. I genitori di bimbi i tra 12 e 36 mesi sono stati intervistati sul livello di conoscenza dei propri figli riguardo tablet e telefonini. Gran parte di loro (87 per cento) permette ai propri bambini di usare tablet o smartphone in media 15 minuti al giorno e quasi due genitori su tre (il 62 per cento) ha sul proprio telefonino un’app specifica per il proprio bambino.

Per giochi e canzoncine

E ancora 9 genitori su 10 (91 per cento) hanno dichiarato che il proprio figlio di due anni riesce a scorrere le pagine sul tablet o telefono; uno su due che è capace di sbloccare lo schermo. Quasi i due terzi dei genitori (64 per cento) ha raccontato che i loro bambini riescono a cercare le foto o le canzoncine su you tube.  L’uso di tablet e smartphone, a detta dei ricercatori, è indice dello sviluppo e delle capacità intuitive nei bambini di due anni ed, eventualmente, nell’individuazione di deficit e ritardi cognitivi.

 

 
 
 

lo sapevi che?

Il 26 per cento dei bambini di 2 anni e il 38 per cento di quelli di 4 anni usa tablet e smartphone almeno un’ora al giorno.

 

 

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