Sviluppo del linguaggio: smartphone e pc possono ostacolarlo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 14/07/2017 Aggiornato il 14/07/2017

Prima dei due anni di età, l’uso di smartphone, pc e tablet potrebbe interferire sullo sviluppo del linguaggio. Con ritardi e difficoltà

Sviluppo del linguaggio: smartphone e pc possono ostacolarlo

Lo sviluppo del linguaggio è a rischio. Permettere a un bambino che non ha ancora compiuto i due anni di usare lo smarthphone e il tablet potrebbe interferire in modo negativo sui processi di apprendimento e di utilizzo del linguaggio. È questo il risultato di uno studio presentato nel corso del convegno “2017 Pediatric Academic Societies Meeting” , svoltosi di recente a San Francisco (Stati Uniti).

Rischio ritardo nel linguaggio

La ricerca è stata condotta da un gruppo di studiosi dell’ospedale pediatrico SickKinds di Toronto su un campione di 894 bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni di età: il 20 per cento di questi usava abitualmente tablet, smathphone e consolle (videogiochi) per circa mezzora al giorno. E proprio tra questi si è evidenziato un rischio di andare incontro a un ritardo nello sviluppo del linguaggio.

Mai prima dei due anni

Lo studio supporta la raccomandazione dell’Accademia americana dei pediatri, fortemente condivisa anche dai nostri specialisti, di non consentire l’uso dei congegni touchscreen a bambini con meno di due anni.

E non più di un’ora al giorno

<<E anche dopo>> afferma il pediatra Leo Venturelli, <<si può concedere di usarli con cautela e buon senso. Di sicuro non più di un’ora al giorno, meglio se non di seguito, e sotto la sorveglianza dei genitori. La tecnologia interattiva può, infatti, essere fuorviante perché distrae il bambino dall’apprendimento dei codici di comunicazione della vita reale>>. Codici che sono fatti oltre che di parole, di sguardi, silenzi, espressioni del viso.    

Si impara così

Lo sviluppo del linguaggio avviene attraverso l’ascolto delle parole ed è favorito dalle letture e dalla buona abitudine di parlare spesso al bambino, per esempio descrivendogli le azioni che si compiono insieme (ecco, la mamma ti lava le manine) o sottolineando le attività che lui svolge o ha svolto in modo autonomo (bravo, sei andato a prendere la palla). Anche le filastrocche e le canzoncine sono un mezzo per stimolare la sua capacità di esprimersi verbalmente.   

Un errore da non fare

Per favorire l’apprendimento del linguaggio è importante ripetere più volte le parole nuove, senza mai cedere alla tentazione di pronunciarle storpiate come eventualmente fa il bambino. Se è sbagliato infatti correggerlo continuamente, in quanto è l’esperienza la più efficace insegnante, lo sarebbe altrettanto sbagliare apposta, inducendolo in errore, anche se solo per il gusto di scherzare.

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Lo sapevi che?

A due anni i bambini padroneggiano tra le 20 e le 50 parole. La maggior parte sono sostantivi (palla, acqua, mamma, papà e così via). L’uso dei verbi è invece ancora limitato e poco corretto il modo di coniugarli.

 

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