Adolescenza

Adolescenza: cosa aspettarsi
L’adolescenza non è solo mordere il freno, ribellarsi ai genitori, sentire dentro di sé una sete di libertà unita all’impulso irrinunciabile di fare esperienze, di misurarsi nel delicato, affascinante ambito dei rapporti amorosi. Non è solo bisogno di trasgredire per affermarsi e comprendere da soli fino a dove ci si può spingere, né solo desiderio di misurarsi e identificarsi con il gruppo dei pari escludendo tutto il resto, arrivando a respingere (almeno formalmente) i genitori. L’adolescenza è sì anche questo, ma c’è di più. In questo periodo così avventuroso (e non di rado destabilizzante per i genitori) i ragazzi accedono al “pensiero simbolico” che è lo sviluppo più alto del pensiero, fatto di sfumature, deduzioni, correlazioni, analisi e in grado di elaborare rappresentazioni non soltanto di quanto vi è di concreto, ma anche di ciò che è “possibile”. E’ adesso che i ragazzi e le ragazze diventano capaci di spaziare attraverso ragionamenti, che possono essere anche complessi o addirittura così sofisticati da stupire, dalla politica all’arte, dalla filosofia alla religione fino alla sociologia e alla psicologia. E’ ora che i ragazzi costruiscono il proprio sistema di valori e un proprio modo di vedere il mondo, sia grazie al modello rappresentato dai genitori sia attraverso una sintesi creativa e unica compiuta analizzando punti di vista differenti. Le nuove capacità oltre a rendere possibili speculazioni sul sapere comportano anche la capacità di riflettere su di sé e di analizzare i propri pensieri: questo permette loro di arrivare gradualmente alla comprensione di se stessi, fondamento di un’identità strutturata e sana.
Cosa fare
Poiché l’adolescenza è una fase di transizione, per sua caratteristica instabile e costituita da oscillazioni in avanti (il futuro di persona adulta) e all’indietro (il recente passato di bambino) i genitori possono avere spesso l’impressione di trovarsi in balia di montagne russe che destabilizzano e anche fanno paura. L’adolescenza di un figlio non è un fatto che riguarda solo il ragazzo, ma è un evento che coinvolge tutto l’intero sistema famigliare: esserne consapevoli è il primo passo per affrontarla nel migliore dei modi. È una fase evolutiva congiunta che chiama l’intero sistema ad accogliere le trasformazioni e a rispondere in maniera adeguata alle nuove richieste. Il continuo cambiare dell’adolescente impone un continuo cambiamento nelle risposte e nei posizionamenti di tutti i membri della famiglia. Per fare un esempio, uno degli aspetti più che più confonde i genitori è l’altalena continua tra il voler essere grande, il richiedere nuovi spazi e nuove autonomie, e il bisogno di coccole o rassicurazioni come nell’infanzia (Prima sbatte la porta e non si può entrare in camera…poi la sera sul divano vuole addirittura venire in braccio ed essere coccolato come quando era piccolo).
Per aiutare i propri figli adolescenti i genitori devono riuscire (ed è di certo più facile a dirsi che a farsi!) a comprendere di volta in volta la richiesta che si cela dietro i vari atteggiamenti, cercando nei limiti del possibile di assecondarla. Da tenere sempre presente è che i ragazzi sono ora direzionati verso l’esplorazione del mondo, verso i nuovi oggetti di attaccamento ed è per loro necessario sentire la certezza dei vecchi legami, avere la sicurezza che mamma e papà che ci sono sempre. E’ così che possono staccarsi da loro (come è sano avvenga) nel modo giusto. Per dirla con Gibran, ai figli si devono dare le radici e le ali. Per regalare a un figlio adolescente la sicurezza di essere amato e sostenuto in questa fase della crescita, di più, che si è felici di quello che sta avvenendo (a tutto vantaggio della sua autostima) occorre prima di tutto avere rispetto di lui. Significa non cercare di prevaricarlo né di sottometterlo, pur continuando a volere che si attenga alle regole (poche e giuste) che si ritiene opportuno imporgli.
Cosa no
Non dichiarare guerra alle (tante) novità che porta con sé l’adolescenza, di cui fanno parte numerosi comportamenti spiazzanti che vanno dai silenzi alla porta della camera chiusa a chiave, dai musi lunghi alla ribellione nei confronti delle consuetudini familiari fino alle rispostacce, alle accuse, agli scatti d’ira. Qualcuno ha detto che quando gli adolescenti lanciano le loro lingue di fuoco i genitori devono riuscire a trasformarsi in muri di ghiaccio (contro cui le fiamme a poco a poco si spengono).
DA SAPERE
Il bisogno di staccarsi dai genitori, che è un impulso sano che con il passare degli anni consentirà all’adolescente di diventare adulto nel significato più alto del termine, si esprime anche con uno spasmodico desiderio di privacy. Da qui il gesto di chiudersi a chiave in camera, che non deve essere osteggiato. Si deve inoltre accettare anche che la cameretta si svuoti dei giocattoli dell’infanzia per riempirsi di simboli nuovi (i poster per esempio) e magari per essere trasformata radicalmente rispetto a prima. La cameretta diviene cioè il teatro di quell’impulso irrinunciabile di sentirsi diverso pur conservando l’appartenenza. Ma c’è di più: il cambiamento del luogo dove il ragazzo o la ragazza soggiornano di norma riflette la trasformazione che sta avvenendo. I genitori devono inoltre considerare tappe obbligate il desiderio di appartenere al gruppo dei coetanei – il cosiddetto gruppo dei pari – l’eventuale presenza di un amico (o di un’amica) del cuore e anche i primi dispiaceri d’amore.
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