Acne in adolescenza: dalle cause agli ingredienti giusti per ritrovare una pelle sana

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 26/10/2026 Aggiornato il 26/10/2026

È un problema che non deve preoccupare, ma va affrontato tempestivamente e con i cosmetici adatti. I consigli della dermatologa Ines Mordente.

Acne in adolescenza

Tra i 14 e i 17 anni circa l’80% dei ragazzi deve fare i conti con l’acne, una malattia infiammatoria cronica cutanea legata alle ghiandole sebacee che interessa viso, spalle e torace.

La comparsa di papule, pustole, comedoni chiusi e aperti, i cosiddetti punti neri, cisti fino alle forme gravi con noduli e fistole piene di pus, è sollecitata dai cambiamenti ormonali adolescenziali e può peggiorare per abitudini scorrette o cosmetici inadeguati.

Come chiarisce la dottoressa Ines Mordente, dermatologa a Milano e autrice di “#Acne Revolution” (Sperling & Kupfer), «l’acne giovanile è un disturbo che non va minimizzato: oltre all’aspetto estetico può intaccare la sicurezza in se stessiin una fase delicata dello sviluppo.

L’acne non scompare da sola con la pubertà, come dimostrano i molti adulti che ancora ne soffrono, ma può guarire se affrontata nel modo corretto». È quindi opportuno rivolgersi tempestivamente al dermatologo per impostare una routine di cura specifica e, se necessario, il ricorso a farmaci orali e topici.

Le cause principali

L’insorgenza dell’acne giovanile è legata a una serie di fattori che spesso interagiscono tra di loro.

Predisposizione genetica e variazioni ormonali

L’acne si manifesta a causa di una forte componente genetica che influenza in modo diretto il numero, le dimensioni e l’attività delle ghiandole sebacee, gioca un ruolo attivo nel regolare la produzione ormonale e agisce modificando il modo con cui la pelle reagisce alle aggressioni di vario genere.

Durante l’adolescenza, l’aumento dei livelli di ormoni androgeni (presenti anche nel sesso femminile), come il testosterone, stimola direttamente i recettori presenti sulle ghiandole sebacee, causandone l’ipertrofia e aumentando drasticamente la produzione di sebo. A

differenza degli androgeni, che stimolano l’acne, gli estrogeni svolgono un ruolo protettivo e regolatore sulla pelle. Agiscono infatti da vero e proprio “freno” naturale contro la produzione eccessiva di sebo. È la ragione per cui in particolari fasi della vita femminile, in fase premestruale o di premenopausa, si ha un peggioramento dell’acne proprio per via di un rapporto sbilanciato tra estrogeni e androgeni, con prevalenza di questi ultimi.

Oltre ai semplici sbalzi ormonali, gioca un ruolo chiave la sensibilità individuale delle ghiandole cutanee agli ormoni presenti nel sangue, un tratto fortemente ereditario. Se in famiglia uno o entrambi i genitori hanno sofferto di acne severa, il rischio di svilupparla aumenta notevolmente.

I fattori genetici influenzano anche la velocità di desquamazione delle cellule della pelle: nei soggetti predisposti, le cellule morte non si staccano correttamente dalla superficie cutanea come normalmente avviene, ma si agglomerano con il sebo in eccesso, creando un vero e proprio “tappo” (il comedone) che ostruisce il poro.

Alterazioni del microbioma e malattie

Normalmente presente sulla superficie della pelle, il batterio Propionibacterium acnes si nutre di sebo: se la composizione del microbiota cutaneo subisce alterazioni per varie ragioni, ecco che prolifera inducendo le ghiandole a produrre più sebo e peggiorando così la condizione della pelle. Moltiplicandosi in eccesso, il Propionibacterium acnes innesca inoltre la risposta infiammatoria responsabile della comparsa di papule e pustole.

L’acne può essere anche la spia o un sintomo secondario di diverse patologie endocrine. In questi casi si parla infatti di acne ormonale secondaria, causata da un’eccessiva produzione endogena di androgeni o da un’alterazione della sensibilità agli ormoni. Soprattutto quando compare in età adulta può essere legata a iperplasia surrenalica o, sia pur molto raramente, a tumori ipotalamici, ipofisari e ovarici.

La causa più frequente di acne giovanile legata a problemi endocrini è la sindrome dell’ovaio policistico. In questi casi le ovaie producono una quantità eccessiva di androgeni; la sindrome si associa spesso a resistenza insulinica che stimola ulteriormente le ovaie a secernere androgeni.

Alimentazione e stile di vita

Accanto a questi vanno ricordati anche, come precisa la dottoressa Mordente, una serie di fattori che portano l’acne ad aggravarsi e che sono legati per lo più alle abitudini di vita. Si tratta di:

  1. dieta scorretta e infiammazione sistemica: un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati, dolci e bevande zuccherate causa rapidi picchi dell’insulina e del fattore di crescita IGF-1. Questo stimola direttamente la sintesi degli androgeni, aumentando la produzione di sebo e l’ipercheratinizzazione follicolare. Anche il consumo in eccesso di latte, latticini, cibi fritti, insaccati, alcol e alimenti ultra-processati favorisce uno stato di infiammazione cronica di basso grado con riflessi negativi sull’equilibrio del microbiota intestinale e sulla salute della pelle
  2. esposizione solare ai raggi UV eccessiva e non protetta: genera uno stress ossidativo che altera la composizione del sebo, rendendolo maggiormente infiammante. Sebbene il sole possa inizialmente sembrare benefico per l’effetto “asciugante” e antibatterico temporaneo, provoca un ispessimento dello strato corneo. Alla fine dell’estate, questo “tappo” ostacola il normale deflusso del sebo dai pori, scatenando il classico “effetto rebound” con riacutizzazioni severe dell’acne
  3. fumo di sigaretta: altera la microcircolazione cutanea e riduce drasticamente le riserve di antiossidanti naturali della pelle, fondamentali per proteggerla dalle aggressioni esterne. Questo favorisce l’iperossidazione del sebo e accentua l’infiammazione. Inoltre, i residui e le sostanze tossiche della combustione depositati sul viso, combinati con il sebo in eccesso, portano alla formazione di comedoni;
  4. stress e mancanza di sonno: lo stress cronico e i ritmi alterati del sonno tipici degli adolescenti portano a un rilascio consistente di ormoni, come la prolattina, che agiscono sulle ghiandole sebacee stimolando sia la produzione di sebo sia il rilascio di citochine pro-infiammatorie. Inoltre, dormire poco e male riduce la capacità di rigenerazione cellulare, altera la funzione barriera della pelle e aumenta i livelli di infiammazione sistemica, rendendo la cute più reattiva, vulnerabile alle infezioni batteriche e lenta nel guarire dai segni e dalle cicatrici lasciate dai brufoli.

Gli errori più comuni che peggiorano l’acne (e come evitarli)

Molte abitudini quotidiane, che spesso hanno come motivazione quella di controllare le manifestazioni dell’acne giovanile, rischiano invece di peggiorarla. Gesti impulsivi dettati dall’ansia di vedere risultati subito e migliorare la condizione della pelle rappresentano errori che aumentano l’infiammazione e rischiano di lasciare cicatrici.

1) Schiacciare i brufoli: perché aumenta il rischio di infezioni e cicatrici

Schiacciare o manipolare in qualunque modo papule, pustole e comedoni è uno dei comportamenti più comuni in presenza di acne giovanile, ma anche uno dei più dannosi.

Quando si applica una pressione meccanica sulla lesione, solo una parte del contenuto di sebo e di pus fuoriesce; la maggior parte del materiale infetto viene spinta ancor più in profondità nel derma: questo provoca la rottura della parete del follicolo pilosebaceo, diffondendo il batterio dell’acne e peggiorando la reazione infiammatoria nei tessuti circostanti.

Inoltre, il trauma meccanico e l’uso di mani o strumenti non sterili possono provocare sovrainfezioni batteriche da stafilococco e danneggiare la pelle, portando alla formazione di iperpigmentazioni post-infiammatorie e cicatrici atrofiche permanenti.

Come evitarlo: si può applicare un pimple patch, un cerottino invisibile che da un lato copre il brufolo evitando la tentazione di toccarlo e dall’altro, essendo imbevuto sul lato a contatto con la pelle di sostanze antinfiammatorie, aiuta ad “asciugare” più velocemente l’imperfezione.

2) Detergere il viso troppo spesso o con prodotti aggressivi

L’idea che l’acne sia causata da una scarsa igiene è un falso mito che spinge molti ragazzi a lavarsi il viso continuamente con saponi sgrassanti o ad eccedere con scrub e acidi esfolianti. La detersione troppo aggressiva e frequente, al contrario, altera la barriera cutanea e il film idrolipidico di protezione.

Questo porta a una perdita di idratazione e innesca un “effetto rebound”: la pelle, sentendosi priva della sua naturale protezione idrica e lipidica, risponde producendo ancora più sebo per compensazione. Inoltre, lo sfregamento continuo con esfolianti granulari danneggia le pustole attive, diffondendo i batteri su aree di pelle sana.

Come evitarlo: meglio detergere il viso al massimo due volte al giorno, mattina e sera, con detergenti delicati a pH affine a quello cutaneo (circa 5.5), privi di tensioattivi aggressivi (come SLS/SLES) e formulati appositamente per pelli acneiche o sensibili.

È opportuno comunque fare sempre una doccia e sciacquare il viso, anche solo con acqua, dopo l’attività fisica, perché il ristagno di sudore occlude i pori.

3) Usare cosmetici occlusivi o non adatti al proprio tipo di pelle

L’impiego di prodotti per la cura della pelle o per il trucco formulati con ingredienti comedogeni (tra questi ci sono oli e burri occlusivi, siliconi pesanti, cere ed esteri grassi) o la scelta di cosmetici non idonei al proprio tipo di pelle possono contribuire ad ostruire meccanicamente i pori.

Questo fenomeno, noto come acne cosmetica, si verifica quando il sebo e le cellule morte rimangono intrappolati sotto un film occlusivo, creando l’ambiente ideale per la formazione di comedoni chiusi e la successiva proliferazione batterica. Anche l’uso improprio di creme solari troppo dense o la mancata rimozione del trucco a fine giornata aggravano drasticamente l’acne in adolescenza.

Come evitarlo: scegliere esclusivamente cosmetici, creme idratanti e solari con dicitura “non comedogeno” o “oil-free”, prediligendo texture leggere in gel, fluido o siero. Ricorrere sempre a una corretta rimozione del trucco la sera con detergenti delicati o acque micellari risciacquabili.

4) Sfregare la pelle con asciugamani ruvidi o non puliti

L’azione di sfregare energicamente il viso con un asciugamano ruvido causa micro-abrasioni sull’epidermide già infiammata e fragile, facilitando l’ingresso dei batteri. Inoltre, gli asciugamani usati e lasciati umidi in bagno diventano un terreno di coltura ideale per batteri, funghi e acari che vengono ritrasferiti sul viso a ogni utilizzo, peggiorando la condizione infiammatoria.

Come evitarlo: non sfregare mai il viso per asciugarlo, ma tamponarlo delicatamente con un asciugamano morbido e pulito riservato esclusivamente al viso. È bene ricordarsi anche di cambiare la federa del cuscino almeno due volte alla settimana.

La skincare routine quotidiana per la pelle a tendenza acneica

Una corretta routine cosmetica quotidiana è fondamentale per prendersi cura della pelle che soffre di acne giovanile.

L’obiettivo principale è ripristinare l’equilibrio della barriera cutanea, regolarizzare la produzione di sebo e tenere sotto controllo l’infiammazione, senza aggredire la pelle, per limitare la comparsa delle imperfezioni e risolvere quelle già presenti.

I gesti basilari:

  1. detersione delicata mattina e sera: ideale un detergente specifico, a risciacquo o senza, per rimuovere l’eccesso di sebo e le impurità accumulate senza “sgrassare” eccessivamente, evitando l’effetto rebound
  2. idratazione: contrariamente a quanto si pensa, anche la pelle acneica ha bisogno di idratazione per mantenere intatta la barriera cutanea, specialmente se si usano farmaci che tendono a seccarla. Vanno preferite texture in gel o fluidi leggeri “oil-free”
  3. protezione solare: l’uso quotidiano di una protezione UV ad ampio spettro, nelle giornate di sole anche in inverno, scelta con texture leggera e non comedogena, previene l’ipercheratosi e le macchie post-infiammatorie.

Leggi il nostro approfondimento sulla skincare adatta agli adolescenti

Rimedi e ingredienti efficaci contro l’acne: cosa cercare nell’INCI

Per trattare efficacemente le imperfezioni dell’acne in adolescenza non si possono usare cosmetici scelti a caso che rischiano di peggiorare la condizione della pelle. Utilizzare trattamenti formulati con attivi mirati permette di agire in modo selettivo sulle cause dell’inestetismo rispettando la fisiologia cutanea e accelerando il ritorno a una pelle sana e uniforme.

Acido salicilico e beta-idrossiacidi (BHA) per liberare i pori

L’acido salicilico è il beta-idrossiacido (BHA) più utilizzato nella cura della pelle acneica. Penetra in profondità all’interno del follicolo pilosebaceo, sciogliendo il sebo accumulato e le cellule morte che ostruiscono il poro.

Svolge quindi un’azione esfoliante, cheratolitica e antibatterica naturale, aiutando a prevenire la formazione di nuovi punti neri e comedoni e levigando la grana della pelle. Pur essendo efficace, agisce con maggior dolcezza degli alfa-idrossiacidi (AHA), rispettando la delicatezza di una pelle già fragile per l’infiammazione legata all’acne giovanile.

Lavera propone nella sua nuova linea Pure Beauty, 3in1 Detergente Peeling Maschera, una formula con acido salicilico, zinco, menta bio dalle proprietà antibatteriche e lenitive che consente di pulire e purificare a fondo la pelle senza aggredirla.

Niacinamide e principi attivi lenitivi per ridurre i rossori

La Niacinamide (o Vitamina B3) è un ingrediente fondamentale per la pelle infiammata dall’acne. Svolge infatti un’azione sebo-regolatrice e antinfiammatoria, riducendo visibilmente i rossori legati a papule e pustole. Inoltre, stimola la sintesi delle ceramidi rafforzando la barriera cutanea, previene e aiuta a schiarire le iperpigmentazioni post-acneiche.

Per un effetto lenitivo, è utile cercare nell’INCI anche altri attivi calmanti che spesso sono impiegati insieme alla niacinamide:

  • zinco: dalle proprietà antibatteriche, opacizzanti e sebo-normalizzanti
  • centella asiatica e suoi derivati: promuovono la riparazione dei tessuti e calmano le irritazioni
  • allantoina e pantenolo: in grado di ripristinare l’idratazione e calmare la sensazione di bruciore o secchezza che può essere provocata dalle terapie farmacologiche.

Fluida, leggera, perfetta da usare ogni giorno Acneclin Crema Gel Antimperfezioni di Dermovitamina riduce e previene le imperfezioni con una formula a base di niacinamide, acido succinico e vitamine ad azione uniformante, sebonormalizzante, lenitiva ed opacizzante.

Estratti vegetali e oli essenziali

Le formulazioni trattanti contro l’acne giovanile sfruttano le proprietà antibatteriche, lenitive e sebo-regolatrici in particolare di:

  • oli essenziali della famiglia delle Melaleuca (Tea Tree, Cajeput e Niaouli): possiedono una spiccata azione antimicrobica ad ampio spettro, hanno effetto purificante e decongestionante profonda
  • oli essenziali di Lavanda e Rosmarino: sono dermopurificanti, astringenti e riequilibranti sulla produzione sebacea, aiutando in più a lenire la cute reattiva
  • estratti vegetali di Tè Verde, Bardana e Salice Bianco: il primo è un potente antiossidante che riduce la produzione di sebo e spegne l’infiammazione. La bardana svolge un’azione sebo-normalizzante, mentre il salice bianco apporta salicilina naturale per una delicata esfoliazione lenitiva.

Da Erbamea, la nuova Depur Derm Crema Purificante che riunisce oli essenziali di Cajeput e Niaouli, estratto di radice di Bardana, estratti di Calendula e Amamelide per una delicata azione riequilibrante che permette alla pelle di ritrovare purezza e perfezione.

Quando consultare un dermatologo

Molti credono erroneamente che l’acne sia solo un passaggio obbligato dell’adolescenza destinato a sparire con il tempo, ma sottovalutarla è un errore.

Come sottolinea la dottoressa Mordente: «La pelle degli adolescenti ha un ricambio cellulare più veloce rispetto a quella degli adulti e questo significa che recupera prima eventuali problematiche. L’acne giovanile può essere di più facile guarigione, ma questo non autorizza a trascurarla pensando che si possa risolvere da sola».

Oltre al danno cutaneo, la patologia porta con sé un pesante carico emotivo. Le eruzioni sul viso generano insicurezza e timore nelle relazioni sociali, alimentando un circolo vizioso di ansia e stress che finisce per peggiorare ulteriormente l’infiammazione.

A confermarlo sono i dati scientifici: il primo studio mondiale sull’epidemiologia dell’acne (condotto dai Laboratoires Pierre Fabre e pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology a febbraio 2024) ha evidenziato come ben il 31% delle persone colpite dichiari di sentirsi escluso e in forte difficoltà nelle interazioni sociali.

Rivolgersi tempestivamente al dermatologo è quindi il primo passo fondamentale per interrompere questo circolo vizioso. In particolare, è necessario fissare una visita specialistica quando:

  • l’acne non risponde ai trattamenti da banco dopo 6-8 settimane di utilizzo
  • compaiono forme severe o dolorose con noduli profondi, cisti, lesioni molto dolenti o fistole
  • si formano macchie o cicatrici
  • l’impatto psicologico diventa gravoso al punto da condizionare la vita sociale, l’autostima e le relazioni.

Quando ricorrere ai trattamenti dermatologici topici o sistemici

Solo il dermatologo, sulla base di un’accurata visita e valutando il grado di gravità dell’acne, l’estensione delle lesioni e la risposta ai trattamenti effettuati, può stabilire la terapia di intervento, che può essere topica (da applicare sulla pelle) o sistemica (da assumere per bocca).

Si ricorre in genere ai farmaci topici quando l’acne giovanile si manifesta prevalentemente con punti neri e punti bianchi o presenta papule e pustole superficiali circoscritte, principalmente sul viso. Possono essere usati anche in combinazione con trattamenti orali nelle forme più severe. I farmaci topici più utilizzati sono:

  • retinoidi topici: normalizzano la cheratinizzazione follicolare, evitano l’ostruzione dei pori e hanno un’azione antinfiammatoria
  • perossido di benzile (BPO): dalla potente azione antibatterica
  • acido azelaico: aiuta a “spegnere” l’infiammazione e a schiarire le eventuali iperpigmentazioni
  • antibiotici topici: solo per brevi periodi per evitare che insorgano resistenze batteriche.

I farmaci ad uso orale si rendono necessari quando le sole creme o gel non sono sufficienti a controllare l’infiammazione o quando la patologia rischia di lasciare cicatrici permanenti.

Sono impiegati quindi nelle forme di acne giovanile più gravi, estese o quando le terapie topiche, per quanto ben condotte, non danno risultato dopo due o tre mesi. In questo caso si usano:

  • antibiotici orali: riducono rapidamente la carica batterica e l’infiammazione. Vengono prescritti in genere per cicli di 8-12 settimane
  • isotretinoina orale: derivato della vitamina A, è il farmaco più efficace per l’acne severa. Agisce sui principali fattori dell’acne: riduce drasticamente le dimensioni delle ghiandole sebacee, azzera la produzione di sebo, previene la chiusura dei pori e spegne l’infiammazione. È un farmaco che richiede uno stretto monitoraggio medico ed esami ematici periodici, nonché l’uso di un anticoncezionale nelle donne in età fertile, in quanto teratogeno
  • terapia ormonale: risulta particolarmente indicata per le ragazze con acne di origine ormonale, legata ad esempio all’ovaio policistico, o con riacutizzazioni nel periodo premestruale.
 

In breve

Tra i 14 e i 17 anni l’acne colpisce circa l’80% dei ragazzi. Causata da fattori genetici, ormonali e batterici, può peggiorare per abitudini errate. Per curarla ed evitare che lasci cicatrici, è fondamentale una skincare mirata e delicata, rivolgendosi al dermatologo per un’analisi mirata del problema e una terapia, topica oppure orale, efficace.

 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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