Anoressia e autismo: c’è un legame!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/09/2013 Aggiornato il 17/09/2013

Uno studio conferma che anoressia e autismo non sono due mondi separati. La scoperta sarà utile, soprattutto, per migliorare il percorso di diagnosi e cura dell’anoressia

Anoressia e autismo: c’è un legame!

 

Quella che finora era solo una semplice intuizione, ora potrebbe diventare una certezza scientifica: l’anoressia ha dei tratti in comune con l’autismo. La comprensione di questo legame potrebbe aprire nuove strade per la diagnosi e il trattamento di questo disturbo alimentare.

Alcune caratteristiche in comune

Da tempo si era notato che le persone affette da anoressia presentano alcune caratteristiche tipiche degli autistici: rigidità, mancanza di empatia, tendenza all’isolamento, attenzione eccessiva ai particolari. Finora, però, questo legame non era mai stato dimostrato scientificamente. Il professor Simon Baron-Choen, già docente di psicopatologia dello sviluppo al Dipartimento di psichiatria dell’università di Cambridge ed esperto di autismo, ha voluto approfondire quest’aspetto attraverso il Centro di ricerca sull’autismo dello stesso istituto. I risultati del suo lavoro, effettuato su circa 1.600 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sono stati pubblicati a luglio 2013 e confermano che le ragazze con anoressia presentano dei tratti comportamentali in comune con le persone affette da autismo.

Isolamento e pensieri di tipo ossessivo

Due gli stili di comportamento prevalenti riscontrati tra le ragazze anoressiche: uno tendente all’isolamento, l’altro incline allo sviluppo di tendenze e pensieri di tipo ossessivo. Entrambi i tratti risultano presenti nell’autismo.

L’autismo è sempre più diffuso

L’autismo è uno dei disturbi dello sviluppo più frequenti al mondo: colpisce circa un bambino su 100/150. Si manifesta con un funzionamento mentale e comportamentale anomalo, che compromette la capacità di interagire e comunicare con gli altri, ed è associato a comportamenti ripetitivi e routine rigide. Una diagnosi precoce permette il tempestivo avvio dei trattamenti più efficaci, indicati dalle linee guida dell’Istituto superiore di sanità: terapia mediata dai genitori, interventi sulla comunicazione, metodi psicoeducativi o programmi comportamentali.

L’anoressia è una malattia molto complessa

L’anoressia nervosa è un disturbo psichico che ruota attorno all’ossessione per il cibo, che però viene rifiutato per il timore di ingrassare. Rientra nella sfera dei disturbi ossessivo-compulsivi, in quanto chi ne è affetto tende ad assumere comportamenti ripetitivi, quali pesarsi più volte al giorno, guardarsi in ogni specchio, misurarsi continuamente fianchi, gambe e girovita. Essendo un disturbo complesso, l’anoressia necessita di una terapia di squadra, che comprende internisti, endocrinologi, psichiatri, psicologi e dietisti. 

In breve

ATTENZIONE AI CAMPANELLI D’ALLARME

I sintomi compaiono generalmente durante l’adolescenza (12-25 anni è la fascia più colpita), ma negli ultimi tempi l’età di esordio si sta sempre più abbassando. È fondamentale riconoscere i campanelli d’allarme: drastiche oscillazioni di peso, cambiamenti nel comportamento a tavola, uso ossessivo di bilance e misuratori e improvviso isolamento.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo che si sveglia piangendo: cosa può essere?

22/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

A fronte di un improvviso cambiamento nei ritmi del sonno è opportuno prima di tutto escludere la presenza di un disturbo fisico.   »

Sull’intervallo tra due vaccini vivi attenuati

22/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La somministrazione di due vaccini vivi attenuati a una distanza inferiore alle 4 settimane può compromettere l'efficacia del secondo vaccino.  »

Iperattivita e prodotti omeopatici

16/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

L'iperattività (se di iperattività si tratta davvero) è segno di una malattia seria, non si può pensare di affrontarla con il fai-da-te.   »

Fai la tua domanda agli specialisti