Brutti voti a scuola: sempre colpa dello smartphone?

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 11/04/2018 Aggiornato il 04/08/2018

Lo scarso rendimento scolastico viene spesso imputato all’abuso di smartphone, in quanto oggetto di distrazione. Ma è veramente così?

Brutti voti a scuola: sempre colpa dello smartphone?

Iperconnessi, sempre e ovunque, i nostri ragazzi amano trascorrere il loro tempo libero sui social network a chattare con gli amici. L’utilizzo prolungato dello smartphone è sotto accusa, in primis dai genitori, perché toglierebbe del tempo prezioso allo studio, producendo brutti voti a scuola. Alcuni ricercatori ritengono, però,  che le preoccupazioni di mamma e papà siano infondate.

L’impegno a scuola non si misura sul tempo online

L’uso dello smartphone in classe distoglie l’attenzione e limita la la curiosità degli studenti, ma la connessione fuori dalle mura scolastiche sui social network non è associata ai brutti voti a scuola. Perlomeno questo è quanto sostiene una ricerca degli studiosi tedeschi dell’Università di Würzburg e dell’Università di Koblenz-Landau, coordinati da Markus Appel, e pubblicata sulla rivista medica Educational psychology review.

Risultati controversi

I ricercatori tedeschi hanno esaminato i risultati di 59 studi che avevano affrontato la relazione tra l’uso dei social media e il rendimento scolastico coinvolgendo circa trentamila giovani di tutto il mondo. Secondo l’analisi, gli studenti che trascorrono molto tempo allo smartphone, chattano, postano messaggi e foto ottengono voti leggermente inferiori ma, secondo gli esperti, non esiste prova che i social media sottraggano tempo prezioso agli impegni scolastici. In altri termini, gli alunni che sono particolarmente attivi sui social non necessariamente dedicano meno tempo allo studio. È vero, al contrario, che i ragazzi, già di loro meno interessati allo studio, tendono a utilizzare maggiormente i social network.

Uso intelligente dei social media

L’utilizzo dello smartphone è auspicabile ai fini didattici ma a determinate condizioni. Per esempio, la ricerca di materiale di studio su internet può essere inutile se fine a se stessa ma può essere un prezioso strumento per far sorgere dubbi e domande. L’analisi ha, infatti, dimostrato che gli alunni che utilizzano spesso i social media per discutere con i compagni di argomenti relativi alla scuola tendono ad avere voti anche migliori(). Invece, i ragazzi che utilizzano Facebook, Instagram ed altri strumenti di connessione mentre studiano tendono ad avere brutti voti a scuola rispetto ai loro coetanei.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Il Miur ha recentemente stilato delle Linee guida in 10 punti per l’utilizzo consapevole della tecnologia a scuola. Il punto 5 del decalogo, in particolare recita: “I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine. È la didattica che guida l’uso competente e responsabile dei dispositivi. Non basta sviluppare le abilità tecniche, ma occorre sostenere lo sviluppo di una capacità critica e creativa”.

 

 

 

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