Cefalea, ne soffrono 8 studenti su 10

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/11/2015 Aggiornato il 12/11/2015

In Italia la cefalea è molto diffusa e colpisce più le femmine rispetto ai maschi

Cefalea, ne soffrono 8 studenti su 10

La scuola è una delle cause frequenti di mal di testa, anche emicranie con i classici attacchi pulsanti. Questo secondo i dati diffusi da Bruno Colombo, coordinatore del Dipartimento di neurologia-Centro cefalee, all’Irccs San Raffaele di Milano, al congresso nazionale di Paidòss, l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza.

Le bambine sono le più colpite

La cefalea interessa, nel nostro Paese, fino a 8 ragazzi su 10. È la fotografia degli adolescenti italiani, per cui l’inizio dell’anno scolastico rappresenta l’avvio di una serie di malesseri: attacchi di emicrania, nausea e vomito. Condizioni che, stimano gli esperti, possono colpire anche tre volte nello stesso mese e arrivano a costringerli a casa per una settimana ogni anno, una percentuale di assenze superiore a quella causata dall’influenza o dalle malattie bronchiali. Prevedibili, di conseguenza, sono le ricadute sul rendimento scolastico: la concentrazione cala e le difficoltà di apprendimento aumentano, insieme a stress e disturbi dell’umore. Negli adolescenti la frequenza degli attacchi si assesta tra il 5 e il 10% per i maschi e tra il 10 e il 20% per le ragazze. Il rischio, inoltre, è maggiore per i figli di genitori emicranici che, nel 60% dei casi, ereditano il problema.

I campanelli d’allarme

L’emicrania nei bambini è difficilmente individuabile, ma ci sono alcuni campanelli d’allarme che possono aiutare i genitori, soprattutto nel caso di bambini piccoli, spesso non ancora in grado di manifestare il proprio malessere. Quali sono i segnali da non trascurare? Se il bambino sta in disparte, è infastidito dalle luci e dai rumori e vuole stare a letto, il genitore deve sospettare qualche malessere. Lo stesso vale per sintomi quali nausea e vomito ricorrenti, se non dipendono da una causa alimentare.

Nutraceutici e alimentazione

Per sconfiggere il mal di testa dello studente, è opportuno condurre uno stile di vita salutare e seguire un trattamento precoce a base di rimedi nutraceutici. I composti più utili ed efficaci, in grado cioè di ridurre la frequenza degli attacchi di mal di testa e emicrania e la loro intensità, e molto ben tollerati, si sono dimostrati quelli contenenti magnesio, vitamina B2, coenzima Q10 ed estratti di alcune piante, in particolare il partenio e il gilko biloba. Il mal di testa si combatte anche con l’alimentazione. Occorre evitare gli alimenti che scatenano l’attacco emicranico, come il cioccolato, gli insaccati e i crostacei. Prima di andare a scuola bisogna fare colazione: in questo modo si prevengono i cali ipoglicemici che stimolano le crisi emicraniche. Infine, si consiglia di praticare attività fisica per almeno 30 minuti al giorno e di dormire non meno di 8-10 ore a note.

 

 

 
 
 

In breve

PIU’ PROBABILE SE NE SOFFRONO ANCHE I GENITORI

 Se uno dei genitori soffre di emicrania c’è un’alta probabilità che anche il figlio sia afflitto dal mal di testa. Per questo non si devono sottovalutare né i comportamenti né le lamentele di bambini e ragazzini.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Un figlio con il diabete insulino-dipendente: si può?

21/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui si voglia affrontare una gravidanza dopo i 40 anni e con il diabete, è opportuno farsi seguire da un centro specializzato.  »

Bimba di 18 mesi che non vuole più il latte

16/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

A svezzamento completato, il latte non è più indispensabile: come ottima alternativa c'è lo yogurt.   »

Una gravidanza dopo aver smesso l'”anello”: quanto ci vuole?

13/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

La possibilità di rimanere incinta dopo aver smesso la contraccezione ormonale varia da donna a donna: generalizzare non si può.  »

Fai la tua domanda agli specialisti