Cyberbullismo tra adolescenti, è emergenza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/02/2015 Aggiornato il 11/02/2015

Il cyberbullismo tra adolescenti è sempre più diffuso, a subirlo è il 31% dei tredicenni

Cyberbullismo tra adolescenti, è emergenza

l cyberbullismo tra adolescenti è ormai una vera e propria emergenza, perché tende a interessare una percentuale sempre più elevata di giovanissimi. Emblematica è, a questo proposito, l’indagine “Abitudini e stili di vita degli adolescenti 2014”, realizzata dalla Società italiana di pediatria.

Il pericolo social network

Per realizzare questo studio sul cyberbullismo è stato preso in considerazione un campione italiano di 2.107 studenti delle terze medie inferiori. L’indagine rivela che ben il 31% dei tredicenni (percentuale che sale al 35% considerando le sole femmine) ha subito una o più volte il cyberbullismo da parte di coetanei. Questo dato, già allarmante, cresce fino al 45% se l’adolescente in questione è iscritto e attivo su più di tre social network. Fenomeno decisamente frequente tra i giovanissimi, sempre intenti a condividere i momenti della vita con tutto il mondo 2.0, amici “reali” e non.

I rischi della Rete

A essere, quindi ,il luogo più a rischio di cyberbullismo tra adolescenti, è il web. Addirittura si registrano livelli allarmanti di insulti, persecuzioni e minacce su social network (39,4%), nelle chat (38,9%) e persino attraverso gli apparentemente innocui sms (29,8%). Tra gli atti di cyberbullismo più “pesanti” ritroviamo pubblicazione di foto o filmati offensivi (15%) e appropriazione dell’altrui identità, creando profili falsi sui social (12,1%).

Mancanza di fiducia negli adulti

Nonostante la gravità di questi atti, le vittime tendono a non confidarsi con gli adulti: infatti, l’85% degli episodi di cyberbullismo resta nascosto sia ai genitori sia agli insegnanti, ovvero le categorie adulte più vicine agli adolescenti. Ma come reagiscono quindi le vittime di cyberbullismo? Dall’indagine è risultato che gli adolescenti scelgono di “difendersi da soli” (60% dei maschi e 49% delle femmine) e che solo il 14% ne ha parlato con un amico/a, il 16,8% ha comunicato il disagio a un adulto e  l’11,7% ha semplicemente subito in silenzio. Esiguo, invece, il dato di chi ha fatto la scelta più sensata e giusta, ovvero sporgere denuncia alla Polizia Postale (solo il 3,2%). 

Più bravi in teoria che nella pratica

Il dato che fa molto pensare rispetto al fenomeno del cyberbullismo è che i giovani interrogati, che non hanno mai avuto esperienze di questo tipo, dichiarano che qualora le avessero non resterebbero inermi ma si confiderebbero e addirittura denuncerebbero il fatto. A parole, infatti, solo il 28% si difenderebbe da sè. Questo tipo di discrepanza tra teoria e pratica appartiene, però, al genere umano da sempre e non soltanto, quindi, al mondo degli adolescenti.

Il parere dell’esperto

Come afferma Fulvio Scaparro, psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza, si è tutti più  “illuminati” e ragionevoli in linea teorica piuttosto che  in pratica. Inoltre, parlare con un genitore o un educatore di una persecuzione sul web, obbliga l’adolescente a mostrare tutto un mondo, quello social, che oggi equivale all’antico diario segreto e che quindi presuppone una sorta di imbarazzo insuperabile. Si tratta certamente di un curioso paradosso visto che il social, per definizione, mostra al mondo ciò che si vive attraverso la condivisione. Risulta più facile quindi mostrarsi agli estranei da dietro un laptop o uno smartphone piuttosto che aprirsi con i propri genitori.

Necessaria una rete di comunicazione

In questo scenario di pericolosa omertà e di evidente incomunicabilità tra giovani e adulti, si rende, quindi, necessaria una rete di solidarietà, ascolto e denuncia degli abusi. Come dichiara Giovanni Corsello, Presidente della Sip, va favorito il dialogo con l’adulto attraverso l’acquisizione di fiducia.

Il ruolo del pediatra

Alla luce di questi pericoli, Corsello sottolinea l’importanza del ruolo del pediatra come figura di riferimento per bambini e adolescenti. Risulta, quindi, necessario che anche i pediatri abbiano una preparazione tale da poter riconoscere i segnali più subdoli e silenziosi lanciati dalle giovani vittime di cyberbullismo.  E perché ciò avvenga, è fondamentale la cooperazione con la Polizia di Stato.

DA SAPERE!

Le conseguenze del cyberbullismo

Il cyberbullismo, forse ancor più del bullismo tradizionale, presenta conseguenze deleterie e pericolosissime per l’adolescente tanto da essere considerato e indicato come “problema di salute pubblica internazionale” dagli autori della review NixonCL. Current perspectives: the impact of cyberbullying on adolescent health. Review Adolescent Health, Medicine and Therapeutics. Il cyberbullismo ha, quindi, conseguenze terribili sulla salute della vittima poiché può scatenare sindromi depressive, ansia, malattie psicosomatiche e propensione all’uso di droghe e a comportamenti devianti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Distacco: si deve stare a riposo assoluto?

11/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Stare a letto non solo non serve a cambiare in meglio il destino di una gravidanza ma può addirittura rivelarsi dannoso in quanto favorisce la formazione di trombi e peggiora notevolmente il tono dell'umore.   »

Salpingografia: a cosa serve?

10/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La salpingografia è l'esame che indaga sulle tube alllo scopo di verificare se siano aperte o no. Allo stesso tempo, grazie al mezzo di contrasto, durante l'indagine eventuali ostruzioni possono essere rimosse.   »

Incompleto accollamento delle decidue: cosa vuol dire?

05/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La decidua è l'endometrio durante la gravidanza, in cui l'embrione si annida. Al di sotto c'è chorion, che è il "guscio" che delimita la camera gestazionale entro cui c'è la membrana amniotica o amnios, che è come un sacchetto che racchiude feto e liquido amniotico. Viene definito "mancato accollamento"...  »

Bimbo di 19 mesi che cambia spesso umore

04/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Rolando

Non è raro che verso i due anni il bambino inizi ad avere momenti di nervosismo, manifesti rabbia o ribellione, sia capriccioso: accogliere le sue emozioni negative, facendolo sentire compreso e protetto è il modo migliore per contenere le crisi e fargli recuperare in fretta serenità e allegria.   »

Si può concepire con un solo ovaio e una sola tuba controlaterale?

23/05/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se una tuba è efficiente è possibile che durante l'ovulazione, anche se a carico dell'ovaio controlaterale, si muova dalla sua sede abituale e si allunghi per captare l'ovocita.  »

Fai la tua domanda agli specialisti