Diabete giovanile: nuove cure dalla pelle delle rane

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/09/2014 Aggiornato il 12/09/2014

Per la cura del diabete giovanile è stata scoperta una molecola che attiva la produzione di nuove cellule insuliniche

Diabete giovanile: nuove cure dalla pelle delle rane

Ricercatori americani hanno scoperto che nella pelle delle rane potrebbe nascondersi il segreto per curare il diabete giovanile o diabete di tipo uno, potendo così evitare di iniettare insulina al bisogno. Servono ancora ricerche più approfondite ma si aprono nuove frontiere di cura.

Una grave malattia autoimmune

Il diabete giovanile o di tipo uno è una malattia autoimmune cronica, che non ha ancora una cura definitiva, e costringe quindi i malati all’utilizzo di iniezioni di insulina al bisogno per tutta la vita. Per ragioni ancora poco chiare, legate probabilmente a predisposizione genetica, all’improvviso il sistema immunitario, cioè di difesa da agenti esterni, della persona che ne viene colpita va in tilt e attacca e distrugge le cellule beta (quelle deputate alla produzione di insulina) del pancreas, una ghiandola. Questo provoca la drastica riduzione dell’ormone nel sangue e costringe il malato a frequenti iniezioni di insulina per regolarizzare la glicemia.

La cura dalla pelle delle rane

Uno studio condotto dallo Sanford-Burnham Medical research Institute in California  e pubblicato sulla rivista scientifica Cell Death and Disease ha permesso l’identificazione sulla pelle delle rane di una sostanza detta “ceruleina”, che sarebbe in grado di curare il diabete giovanile stimolando il pancreas a produrre nuove cellule beta perfettamente funzionanti.

Iniezioni alternative

I ricercatori hanno iniettato la molecola sia in animali diabetici sia in campioni di pancreas di pazienti in provetta: in entrambe i casi la semplice somministrazione di una dose di ceruleina ha attivato la trasformazione di alcune cellule del pancreas in cellule beta e ha avuto come conseguenza un aumento della produzione di insulina.

Una nuova terapia

Una volta che si sarà compreso il meccanismo d’azione della ceruleina e si sarà riusciti a sviluppare un composto con lo stesso tipo d’azione del pancreas, gli esperti confermano che si potrebbe aprire una nuova strada per creare una terapia mirata per combattere e curare il diabete giovanile.

Malattia in aumento

In Italia le persone affette da questa patologia sono circa 300.000 ma l’incidenza della malattia è in aumento in tutto il mondo, anche tra i bambini. Le cause sono ancora sconosciute ma si ipotizza che dipenda dai cambiamenti ambientali che aumentano la suscettibilità genetica nei soggetti predisposti. In ogni caso, servono sempre nuove cure, per evitare la “schiavitù” delle iniezioni giornaliere. 

In breve

IN GENERE SI SVILUPPA DA ADOLESCENTI

Il diabete di tipo 1, detto anche diabete giovanile o insulino-dipendente, è la forma di diabete che si sviluppa in genere in età adolescenziale con un picco intorno ai 14 anni, ma può comparire anche in bambini molto piccoli (al di sotto dei 5 anni) o in giovani adulti. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa in 16^ settimana: si può prendere l’aereo?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una sospetta inserzione bassa della placenta va confermata con l’ecografia transvaginale a partire dalla 20^ settimana, quindi circa un mese prima di questa data è prematuro diagnosticarla: proprio per questo un viaggio in aereo si può affrontare senza rischi.   »

Dopo tre cesarei si può partorire naturalmente?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Al travaglio di prova dopo un parto cesareo, noto con l'acronimo TOLAC dall'inglese trial of labour after cesarean, possono essere ammesse solo le mamme che abbiano già affrontato l'intervento solo una, massimo due volte.   »

Manovre effettuate durante l’ecografia: possono causare danno al feto?

04/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Battista Nardelli

Nessuna delle manovre manuali esterne effettuate dal medico per poter svolgere l'ecografia nel migliore dei modi può esporre il feto a rischi.   »

Bimbo di 4 anni con una tosse che non passa nonostante l’antibiotico

02/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

È un'eventualità frequente che i bambini della scuola materna passino più tempo a tossire che il contrario. Posto questo, l’antibiotico andrebbe usato quanto la tosse con catarro persiste per più di un mese senza tendenza alla remissione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti