È allarme: autolesionismo per 150 mila adolescenti

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 16/05/2014 Aggiornato il 16/05/2014

Da piccoli taglietti a vere e proprie mutilazioni, l’autolesionismo è un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti. I risultati di un’indagine  

È allarme: autolesionismo per 150 mila adolescenti

Secondo una ricerca effettuata su un campione di ragazzi tra i 13 e i 18 anni provenienti da 4 città italiane (Bologna, Perugia, Bari e Messina), 150mila adolescenti italiani effettuano intenzionalmente atti di autolesionismo, per manifestare un disagio interiore che non riescono a verbalizzare. Fortunatamente, in circa 8 casi su 10, si tratta di piccoli taglietti senza conseguenze per la salute. Ma nel restante 21% dei casi, i ragazzi arrivano a infliggersi vere e proprie mutilazioni corporee.

Un fenomeno in preoccupante crescita

L’autolesionismo (letteralmente “danneggiare se stessi”) è un atto che implica il procurare, consciamente o meno, danni rivolti alla propria persona, sia in senso fisico che psicologico. L’atto più comune è il taglio superficiale alla pelle, ma l’autolesionismo può manifestarsi con altri gesti: bruciarsi, infliggersi graffi (cutting), colpire una o più parti del corpo, strapparsi i capelli, ingerire sostanze tossiche o oggetti pericolosi. Un fenomeno che complessivamente colpisce circa lo 0,25% della popolazione, ma arriva al 5% tra gli adolescenti. I motivi vanno ricercati spesso in un’infanzia difficile, fatta di rigide imposizioni di regole e punizioni corporali. Per adattarsi al dolore fisico e psicologico delle botte ricevute, gli adolescenti, sostengono gli esperti, hanno trasformato questi gesti di violenza in atti di piacere. 

Anche in provincia

Il “cutting” si sta diffondendo anche nelle città di provincia. È allarme, per esempio, a Lodi dove ogni settimana una o due persone di presentano all’Unità di Neuropsichiatria infantile dell’azienda ospedaliera. E anche gli studi privati sono presi d’assalto. Anche qui i ragazzi si fanno tagli con lamette, temperini, punte di compassi. Lo fanno pensando che la sofferenza fisica possa alleviare quella mentale…. E poi postano le foto su Facebook.

In breve

UNA FORMA DI RIBELLIONE E UNA RICHIESTA D’AIUTO

“Attraverso il meccanismo del dolore si reimpossessano del loro corpo – commenta Paolo Veronesi, presidente del centro di psicologia del Lodigiano -. Già il fatto di pubblicare poi le foto su Facebook è una richiesta d’aiuto. Qui però trovano persone che li incitano a farsi più male. Il “cutting” si intreccia così con il cyberbullismo”.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti