Fumo: il 12% degli adolescenti è tabagista. Allarme dei pediatri

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 02/10/2017 Aggiornato il 02/10/2017

Dal pediatra per smettere di fumare: è la soluzione proposta per aiutare il 12% degli adolescenti italiani già vittime del fumo

Fumo: il 12% degli adolescenti è tabagista. Allarme dei pediatri

La legge che vieta di fumare in luoghi pubblici non è servita per far desistere i ragazzi dalla tentazione di accendere una sigaretta. Il fumo, infatti, è ancora molto diffuso fra i giovani. Basti pensare che secondo i dati aggiornati, ben il 12% degli adolescenti è tabagista. Occorre dunque studiare nuove soluzioni per combattere quella che si delinea sempre più come una vera e propria piaga sociale. Secondo gli esperti, bisognerebbe istituire la figura del pediatra per smettere di fumare.

Una situazione preoccupante

Ancora oggi, troppi bambini sono esposti al fumo passivo. Si calcola che almeno 1 bimbo su 5 cresca accanto a genitori che fumano. A questi, si somma un 12% di adolescenti considerato tabagista. Numeri troppo alti. Ma non impossibili da abbattere. A patto di adottare misure scientifiche. Compresa l’introduzione di una “nuova” figura medica, un pediatra appositamente formato per aiutare ragazzi e genitori a dire addio al fumo. Ecco perché la Federazione italiana medici pediatri (FIMP), la Società di malattie respiratorie infantili (SIMRI) e l’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (AIPO) hanno promosso un progetto ad hoc, chiamato “Il pediatria come facilitatore di smoking cessation”.

Servono figure appositamente formate

Il primo corso per formare i pediatri in questo senso è già stato realizzato e a breve ne partiranno altri. L’intento è fornire ai pediatri una serie di informazioni e strumenti per aiutarli ad affinare competenze e tecniche in grado di guidare e stimolare mamme, papà e figli ad affrontare e superare il problema del tabagismo. “Vogliamo porre le basi di una rete che metta in relazione gli interventi di primo livello messi in atto dal pediatra con quelli di secondo livello effettuati nei centri antifumo pneumologici. Il fumo, sia attivo sia passivo, è infatti uno dei principali fattori di rischio per le malattie respiratorie infantili come l’asma” ha spiegato Renato Cutrera, presidente della SIMRI.

Prevenzione sempre importante

Gli interventi, però, oltre che ai fumatori, sono rivolti ai giovani che ancora non sono preda del vizio. In questo caso l’obiettivo è preventivo e consiste cioè nell’informare gli adolescenti sui rischi del fumo così che non abbiano la tentazione di accendere la prima sigaretta.

 

 
 
 

In breve

GENITORI, DATE IL BUON ESEMPIO!

È bene ricordare che i genitori che fumano fanno male due volte ai figli. Innanzitutto perché li espongono agli effetti dannosi del fumo passivo e del fumo di terza mano. E in secondo luogo perché danno loro il cattivo esempio. Infatti, se i genitori fumano il figlio ha un rischio più elevato di diventare tabagista a sua volta.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

A letto da un mese per un distacco amniocoriale (eppure non serve, anzi)

01/07/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il riposo assoluto a letto in caso di "distacco" non solo è inutile per assicurare una buona evoluzione della gravidanza, ma può addirittura rivelarsi controproducente in quanto può aprire la strada al rischio di trombosi a livello degli arti inferiori.   »

Sono incinta e non sono immune alla rosolia: è pericoloso fare il vaccino a mio figlio?

28/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dott.ssa Elena Bozzola

Nessuno studio ha mai evidenziato che un bimbo subito dopo essere stato vaccinato contro la rosolia possa trasmetterla. Di conseguenza, anche in gravidanza non si rischia nulla se si hanno contatti con un bambino appena vaccinato.  »

Continue infezioni delle vie urinarie: che fare?

27/06/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui si vada incontro a numerose infezioni delle vie urinarie diventa necessario rivolgersi a uno specialista in urologia o uro-ginecologia per farsi indicare il percorso terapeutico più efficace e, quindi, risolutivo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti