I ragazzi di oggi sono social network-dipendenti

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/12/2013 Aggiornato il 13/12/2013

Sono almeno 5mila i giovani a rischio dipendenza da social network. I pericoli sono notevoli, dall’isolamento sociale al cyberbullismo 

I ragazzi di oggi sono social network-dipendenti

Secondo l’ultimo rapporto del Censis in Italia il 94% dei giovani naviga regolarmente in Internet e il 63,5% degli utenti connessi alla Rete usa Facebook e altri siti di social network. E spesso in modo esagerato.

Almeno 5mila giovani troppo connessi

A essere letteralmente rapiti dai social network sono i giovani: almeno 5mila ragazzi in Italia sono considerati a rischio di dipendenza da social network, visto che trascorrono da 2 a 3 ore al giorno sui vari profili disponibili in Internet. E anche i pediatri sono preoccupati: secondo una recente ricerca otto adolescenti su dieci sono connessi a un social network e aggiornano continuamente il profilo. In realtà, quindi, il numero di adolescenti a rischio di dipendenza da Internet è molto più alto.

Dipendenza difficile da individuare

Il presidente di Netdipendenza Onlus, Enzo Di Frenna, tra i primi a lanciare l’allarme, spiega che “negli ultimi tre anni ci sono giunte oltre 240 segnalazioni di famiglie preoccupate dell’uso eccessivo dei social network da parte dei figli. Il numero in realtà è molto più alto, poiché la social network dipendenza non è facilmente riconoscibile”.

A rischio di cyberbullismo

La prima conseguenza è il rischio di non avere più tempo per le relazioni interpersonali vere e proprie, concentrandosi solo su quelle on line. L’altro grande pericolo è il cyberbullismo. Ad ammetterlo sono proprio le giovani vittime, che hanno dovuto fare i conti con il bullismo nel mare magnum della rete, in particolare nei social network, che pare siano la modalità di attacco preferita dal cyberbullo che colpisce le sue vittime pubblicando e diffondendo immagini denigratorie (59%) o creando on line “gruppi contro” (57%).

Il 25% dei ragazzi ha subito una violenza on line

Una ricerca Ipsos 2013 ha messo in evidenza che in Piemonte il 14% dei ragazzi ha rivevuto sms o e-mail denigratorie, aggressive o minacciose, il 4% ha subito il furto di dati o e-mail, il 4% il furto di una immagine imbarazzante o denigratoria, il 3% è stato vittima di gruppi on line creati apposta per essere preso di mira, il 32% si è visto diffondere una notizia falsa su se stesso, oppure gli è stato chiesto di far parte di un gruppo che voleva prendere di mira qualcuno (20%). In sostanza: il 25% dei ragazzi ha subito una violenza on line; 4 ragazzi su 10 sono stati testimoni di bullismo elettronico (direttamente o indirettamente). 

In breve

A RISCHIO ANCHE GLI ADULTI

Non solo gli adolescenti ma anche mamma e papà sono a rischio di dipendenza da social network. “Se sommiamo il tempo trascorso ogni giorno con il computer, internet, cellulari e tv – spiega sempre Di Frenna – arriviamo a una media di 8-9 ore al giorno passate con uno schermo. Rimane spesso poco tempo per dedicarci ad attività rilassanti e curare le relazioni personali. Il rischio di ammalarsi di videodipendenza e tecnostress è concreto”.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti