I tatuaggi dei figli preoccupano mamma e papà

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 05/10/2018 Aggiornato il 05/10/2018

I tatuaggi sono sempre più di moda tra i ragazzi. E i genitori sono in allarme perché temono conseguenze sulla salute. Ecco i potenziali rischi dei tattoo

I tatuaggi dei figli preoccupano mamma e papà

Un genitore su due ritiene che i tatuaggi dei figli possano causare problemi di salute, come infezioni e la trasmissione di malattie serie, come hiv ed epatite. Lo sostiene un gruppo di ricercatori dell’università del Michigan, che ha condotto un sondaggio sui tattoo: la metà dei genitori intervistati ha espresso perplessità sui tatuaggi dei figli.

Genitori divisi

I tatuaggi sono sempre più in voga tra i giovanissimi. Al 27% dei genitori di ragazzi tra i 16 e 18 anni e all’11% di quelli tra  i 13 ed i 15 anni è stato chiesto di farne uno. Il 5% dei genitori ha detto che i figli sono già tatuati, mentre il 32% dei genitori ha un tattoo, mentre il  78% dichiara che vieterebbe al figlio di farsi un tatuaggio. Un genitore su dieci, infine, ammette che potrebbe consentire per un’occasione speciale o se fosse piccolo e nascosto.

Tanti pericoli per la salute

I più frequenti e segnalati sono:

  • reazioni allergiche per le pelli più sensibili;
  • infezioni batteriche da stafilococco delle ferite dovute all’utilizzo di attrezzature non sterili, che si manifestano con sintomi come rossore, dolore, gonfiore e presenza di pus;
  • in assenza della dovuta sanificazione degli attrezzi, con il rischio di contrarre l’epatite B e C e l’hiv;
  • comparsa di cisti o granulomi;
  • utilizzo del pigmento Red 22 che con l’esposizione al sole può diventare tossico o addirittura cancerogeno per l’organismo.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Scegliere sempre un centro specializzato dove si utilizzano aghi sterili monouso per i tatuaggi e verificare che i colori usati non contengano contaminanti come  il nichel o altri composti tossici.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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