Il vizio del gioco non risparmia nemmeno bambini e adolescenti

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/06/2014 Aggiornato il 11/06/2014

Slot, bingo, lotterie e scommesse sportive attraggono anche i bambini e gli adolescenti, con un altissimo rischio di cadere vittime del vizio del gioco precoce

Il vizio del gioco non risparmia nemmeno bambini e adolescenti

Tutti, ormai, sanno che il gioco d’azzardo nasconde molte insidie, primo tra tutti il vizio del gioco. Solo in pochi, però, sono a conoscenza del fatto che i rischi non riguardano solo gli adulti. Infatti, anche i bambini e gli adolescenti amano slot machine, bingo e scommesse e corrono grandi pericoli. Lo rivela un’indagine nazionale sul vizio del gioco nei minori, promossa dalla Società italiana medici pediatri (Simpe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), presentata durante l’International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin Diseases.

Attenzione alla ludopatia

La ricerca ha coinvolto un campione di genitori e di bambini e adolescenti di età compresa fra i 7 e i 17 anni. Mamme e papà sono stati invitati a rispondere a dei questionari sul vizio del gioco e sulla ludopatia, ossia il gioco d’azzardo patologico. Ai ragazzini, invece, è stato chiesto se e quanto giocassero con slot, bingo e lotterie.

A rischio 800mila bambini

Dall’analisi dei risultati è emerso che sono almeno 800 mila i bambini e gli adolescenti italiani fra i 10 e i 17 anni che giocano d’azzardo. In pratica uno su cinque. Il fenomeno non risparmia nemmeno i più piccoli. Nella fascia d’età sette-nove anni, già 400 mila bimbi hanno speso la paghetta in lotterie, scommesse sportive e bingo.

L’atteggiamento dei genitori

Purtroppo, i genitori non sono di grande aiuto: il 90% non conosce neppure il termine ludopatia e il 70% non ha mai parlato del tema in famiglia. “I genitori percepiscono più o meno chiaramente che il gioco d’azzardo potrebbe essere un problema, ma sembra quasi che sia qualcosa che non li riguardi” ha spiegato Giuseppe Mele, presidente di Simpe e Paidòss. Uno sbaglio. Infatti, a correre rischi non è solo il bambino di oggi, ma anche l’adolescente di domani: un bimbo che sperpera la paghetta alla sala giochi diventerà molto probabilmente un adulto con problemi di ludopatia.

Presto una campagna informativa

Alla luce di questo quadro preoccupante, i pediatri della Simpe hanno organizzato la campagna “Ragazzi in gioco”, che ha l’obiettivo di organizzare corsi dedicati agli studenti nelle scuole e ai pediatri.

In breve

I CONSIGLI PER I GENITORI

Secondo gli esperti, per limitare i rischi, è essenziale che i genitori parlino della ludopatia in famiglia e stabiliscano regole chiare, diversa a seconda che i figli siano bambini o adolescenti. In tutti i casi, devono fare attenzione anche a Pc, tablet e cellulari: oggi, infatti, i ragazzini possono facilmente giocare d’azzardo attraverso questi dispositivi.

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