Infanzia depressa per colpa di scuola e social

Pamela Franzisi
A cura di Pamela Franzisi
Pubblicato il 21/11/2018 Aggiornato il 21/11/2018

A provocare stress non sono solo gli impegni scolastici, ma anche i social media. Bambine e adolescenti di oggi sono più infelici

Infanzia depressa per colpa di scuola e social

Adolescenti e bambini oggi affrontano la quotidianità con meno positività. Hanno paura di crescere, di confrontarsi con gli altri, di affrontare le piccole e grandi difficoltà di ogni giorno (come un’interrogazione a scuola o conoscere un nuovo amico). A volte piccoli segnali o alcune reazioni che possono rappresentare un campanello d’allarme vengono sottovalutati. Insomma, infanzia depressa nell’era delle chat e degli amici virtuali perché  i ragazzi sono in realtà più soli e incompresi.

Alti livelli di infelicità

Uno studio, condotto dalla fondazione Girlguiding su oltre 1.900 giovani britanniche ha evidenziato che l’infelicità colpisce metà del campione. A dare preoccupazione non c’è solo la scuola, ma anche i social media. Delle bambine e adolescenti coinvolte nell’indagine, solo una su due afferma di essere felice, contro il 41% di 10 anni fa. Anche Facebook, Twitter e Instagram sono fonte di stress e tristezza. In particolare, il 59% delle adolescenti afferma che i social network  sono tra le principali cause di disagio, mentre per il 69% lo sono argomenti prettamente scolastici (esami e test). Tra bambine e adolescenti si registra anche un notevole aumento di casi di ansia: si passa dal 50% al 64%. E la metà delle giovani che dichiarano di essere infelici afferma pure che questo stato d’animo influisce sul benessere mentale.

Adolescenti insoddisfatte del proprio corpo

Anche per colpa di modelli estetici continuamente propagandati in tv e in Rete, il 41% delle adolescenti non è soddisfatto  proprio aspetto fisico (30% nel 2009), ma sono in lieve aumento le bimbe tra i 7 e 10 anni appagate dalla propria esteriorità (salite dal 44% al 51%). Bambine e giovani sono, però, attente e curiose: il 34% tra i 7 e i 16 anni dichiara di amare lo studio della scienza (era il 24% nel 2009); il 57% tra gli 11 e 21 anni vorrebbe imparare a scuola la finanza e la gestione del denaro.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Il 67% delle ragazze intervistate sente di non avere le stesse opportunità dei coetanei maschi. Il 73% pensa che dovrà faticare molto di più degli uomini (57% del 2011) per riuscire nella vita.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
In che settimana di gravidanza si vede l’embrione con l’ecografia?

In genere l'ecografia permette di vedere il bambino (e il suo cuoricino che batte) a partire dalla sesta settimana di gravidanza.   »

Capricci: aiuto, non so gestirli!

La corretta gestione dei capricci è di fondamentale importanza sia per insegnare che esistono regole che non si possono tragredire sia per favorire la resilienza, che è la preziosa capacità di sopportare le frustrazioni e di affrontare le condizioni stressanti rimanendo il equilibrio.   »

Si ammala spesso: è normale che accada?

Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti