L’ossitocina, l’ormone dell’amore, contrasta l’anoressia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/04/2014 Aggiornato il 30/04/2014

I disturbi dell’alimentazione come l’anoressia potrebbero trarre giovamento dall’utilizzo dell’ossitocina. Ma che cos’è?

L’ossitocina, l’ormone dell’amore, contrasta l’anoressia

L’anoressia compare solitamente durante l’adolescenza ed è sempre legata a un indice di massa corporea molto bassa. Deriva da uno stato mentale ansioso ed è spesso difficile intervenire tempestivamente, in quanto la persona malata non ricerca quasi mai aiuto, cosa che può portare a gravi disturbi collaterali, quali osteoporosi, pancreatite, aritmia cardiaca.

L’ossitocina, l’ormone dell’amore

Una ricerca coreana, pubblicata sulla rivista scientifica Psychoneuroendocrinology, ha studiato la possibilità di combattere l’anoressia con l’utilizzo dell’ossitocina, denominata “ormone dell’amore” perché prodotta dall’ipofisi durante i rapporti sessuali, l’allattamento al seno e durante il parto per rendere il travaglio meno faticoso e doloroso. Secondo questa ricerca, l’ormone potrebbe essere utile nella cura dell’anoressia perché in grado di attenuare le ossessioni legate a cibo e obesità. L’ormone indurrebbe, infatti, una propensione alla scelta di cibi ipercalorici e una maggior tolleranza verso forme del corpo più rotonde e abbondanti.

L’ossessione per il corpo e il grasso

Per arrivare a tali conclusioni, durante lo studio alcune giovani che soffrivano di anoressia e bulimia sono state invitate a guardare sequenze di immagini relative a diversi tipi di cibo e diverse forme del corpo. I ricercatori hanno misurato la velocità con cui le partecipanti hanno identificato le immagini. In particolare, quando venivano loro mostrate foto di donne obese e cibi grassi, le volontarie reagivano con un senso di disgusto, di riprovazione e di rifiuto. Dopo essere state sottoposte all’inalazione di uno spray contenente ossitocina, le pazienti anoressiche sembravano essere meno ossessionate dalle immagini di cibo e obesità, hanno sostenuto i ricercatori.

Le difficoltà sociali nell’adolescenza

I pazienti affetti da anoressia hanno una serie di difficoltà sociali, che spesso iniziano nell’adolescenza prima della comparsa della malattia. Youl-Ri Kim, professore alla Inje University di Seoul, Corea del Sud, ha spiegato che la ricerca dimostra che l’ossitocina riduce le tendenze inconsce dei pazienti a concentrarsi sul cibo, la forma del corpo e le emozioni negative.

In breve

I NUMERI DI ANORESSIA E BULIMIA

Secondo i dati emersi dalla prima edizione della Campagna Contro l’Anoressia, solo in Italia oltre due milioni di giovani soffrono di un disturbo alimentare grave. Nella maggior parte dei casi, 1,45 milioni, si tratta di bulimia, nella restante percentuale di anoressia.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa: si può fare qualcosa per farla risalire?

27/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Con il passare delle settimane e l'aumento di dimensione dell'utero la placenta tende a spostarsi verso il fondo dell'utero in modo spontaneo, senza che vi sia bisogno di fare nulla per favorire la sua "migrazione".   »

Bimbo di tre anni che colora fuori dai bordi

23/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

E' normale che a tre anni il bambino non riesca ancora a colorare una sagoma senza uscire dai bordi, quindi insistere affinché lo faccia rappresenta solo un'inutile forzatura.   »

L’uso del cellulare è nocivo in gravidanza?

13/01/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Aldo Messina

Durante la gestazione, è davvero poco probabile, anzi si può quasi escludere, che l'utilizzo del telefonino possa avere ripercussioni negative sul bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti