Mal di testa nei bambini e ragazzi: a scuola colpiti 8 su 10

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/12/2015 Aggiornato il 17/12/2015

Il mal di testa spesso non è un capriccio di bimbi svogliati, ma ha dirette conseguenze sull’apprendimento scolastico. Importanti sono la prevenzione e la correzione dello stile di vita

Mal di testa nei bambini e ragazzi: a scuola colpiti 8 su 10

Il mal di testa in età scolare è frequentissimo. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una scusa di bambini che non vogliono studiare ma di un vero e proprio disturbo che crea problemi.

Effetti sul rendimento scolastico

Otto bambini su dieci di età compresa tra gli 11 e 15 anni lamentano frequenti mal di testa, in alcuni casi vere e proprie emicranie. E ovviamente gli effetti ricadono sulla concentrazione e il rendimento scolastico, ci sono maggiori difficoltà di apprendimento e aumentano gli stati d’ansia.

Assenze a scuola

I dolori possono essere talmente forti e frequenti (anche da una a tre volte in un mese) da portare nausea e vomito e determinare assenze da scuola fino a 7 – 8 giorni in un anno scolastico (più assenze che per influenza e malanni di stagione).

Fattori genetici

A soffrire di più ricorrenti mal di testa sono gli adolescenti, soprattutto le ragazze (ne lamentano il 20 per cento e tra il 5 e dieci per cento tra i maschietti). C’è anche un fattore ereditario: il 60 per cento di figli di genitori che soffrono di mal di testa possono lamentarne i sintomi a loro volta.

Troppo tempo davanti al video

Ci possono essere, poi, alla base del mal di testa fattori ormonali, uno stile alimentare sbagliato, il troppo tempo trascorso davanti a smartphone e tablet, come anche l’abitudine di dormire per poche ore durante la notte che rende difficile affrontare una giornata a scuola senza mal di testa. Per questo la prevenzione e la correzione dello stile di vita possono ridurre gli attacchi a scuola.

Gli integratori al posto dei farmaci

Se il problema è persistente, conviene rivolgersi a uno specialista, anche perché ormai esistono specifici integratori in grado di ridurre i disturbi. “Oggi abbiamo gli strumenti terapeutici – spiega il dottor Bruno Colombo, coordinatore del dipartimento di neurologia, centro cefalee, al San Raffaele di Milano – per intervenire anche a scopo preventivo. Ovvero preparati di tipo nutraceutico che possono evitare che il mal di testa assuma un carattere di cronicità. I composti più utili ed efficaci, in grado cioè di ridurre la frequenza degli attacchi di mal di testa e emicrania e la loro intensità, e molto ben tollerati, si sono dimostrati quelli contenenti magnesio, vitamina B2, coenzima Q10 e estratti di alcune piante, in particolare il partenio e il ginkgo biloba”.

 
 
 

In breve

ATTENZIONE ALLA DIETA

Bisogna fare attenzione anche alla dieta, evitando quegli alimenti che si sono dimostrati il fattore “scatenante” dell’attacco emicranico, come il cioccolato, gli insaccati in genere, e i wurstel.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dubbi sul risultato dell’isterosalpingografia

28/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Quello che conta più di tutto è che l'isterosalpingografia appuri la pervietà delle tube.   »

La mia gravidanza si è interrotta subito: quando riprovarci?

16/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Si può cercare un bimbo immediatamente dopo un aborto spontaneo, avvenuto nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Sono incinta: posso continuare ad allattare?

14/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se lo si desidera, non c'è ragione di smettere di allattare quando inizia una nuova gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti