A cura di Pamela FranzisiPubblicato il 16/09/2019Aggiornato il 16/09/2019
Molti, giovani e meno giovani, hanno ormai l’abitudine di ascoltare la musica con le cuffiette, per strada o sui mezzi pubblici, mentre studiano e perfino per addormentarsi. Ma a rischiare di più sono gli adolescenti. Ecco perché
La musica rappresenta una forma di evasione per gli adolescenti come per gli adulti. Ascoltarla nel tempo libero rappresenta un modo per esprimere le proprie emozioni. È stato riscontrato, tuttavia, che l’esposizione prolungata alla musica in cuffia può causare danni all’udito.
Non più di un’ora al giorno
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità si dovrebbero tenere le cuffiette nelle orecchie per non più di un’ora al giorno, con un volume non superiore al 60% della portata dell’apparecchio utilizzato, nella maggioranza dei casi lo smartphone. L’esposizione continua ai dispositivi può, infatti, causare danni importanti negli anni: l’udito invecchia molto più velocemente. Secondo i dati dell’Oms, oltre un miliardo di giovani rischia di perdere l’udito semplicemente ascoltando la musica in cuffia, ha dichiarato la dottoressa Shelly Chadha, funzionario tecnico ed esperta di problemi dell’udito presso l’Oms.
I numeri della ricerca
Una persona su 20, 432 milioni di adulti e 34 milioni di bambini hanno una perdita uditiva invalidante con un impatto decisivo sulla qualità della vita. A loro si devono aggiungere, sempre secondo i dati dello studio svolto in collaborazione con l’Unione Internazionale delle telecomunicazioni, un miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni. I danni non sono causati soltanto dalla musica in cuffia: bisognerebbe, in generale, evitare l’esposizione a suoni che durano poco ma ad alta intensità, come quelli generati dai fuochi d’artificio e dal traffico urbano (come i clacson).
Da sapere!
L’American Academy of Pediatrics raccomanda almeno due controlli dell’udito: la prima tra gli 11 e 14 anni e la seconda tra 15 e 17 anni.
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