Nuove diagnosi di Hiv: a rischio i più giovani

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 08/07/2019 Aggiornato il 08/07/2019

La maggioranza delle nuove diagnosi di Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti. Le infezioni in Italia non calano soprattutto tra i giovani

Nuove diagnosi di Hiv: a rischio i più giovani

Secondo i dati riportati dall’ultima edizione della conferenza Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), in Italia i casi di infezione da Hiv non accennano a diminuire: 3.443 nuove diagnosi di Hiv registrate nel 2017 (dati Coa, Centro Operativo Aids), pari a 5,7 nuovi casi ogni 100mila residenti, con un andamento che è rimasto pressoché stabile dal 2015. L’incidenza più elevata di infezioni riguarda i giovani. La maggioranza delle nuove diagnosi di Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono circa l’84,3% di tutte le segnalazioni: i nuovi soggetti affetti da Hiv sono per l’88% maschi, etero nel 45,8% dei casi, omosessuali nel 38,5%.

La città più colpita è Milano

Le persone con infezione da Hiv in terapia sono oltre 100.000 in Italia. Con 430 nuove diagnosi di Hiv nel 2018, più di una nuova al giorno (dati di Ats Milano) è il capoluogo lombardo la città con più casi in Italia. Nel 10% circa dei casi, l’Hiv è già progredito in Aids. Il Sindaco Giuseppe Sala ha firmato la “Paris Declaration”, con cui la municipalità di Milano, prima città in Italia, si è impegnata a ridurre al massimo, fino a zero, i nuovi casi di infezione da Hiv nel 2030. Pochi mesi dopo Milano, anche il comune di Bergamo ha firmato il protocollo internazionale di Parigi.

Malati inconsapevoli

Molto preoccupante è il fatto che circa la metà delle persone arrivi tardivamente alla diagnosi e in fase clinica avanzata. Si stima che nel nostro Paese circa 15.000 persone siano infette dal virus senza esserne consapevoli. Questi pazienti non diagnosticati e non in trattamento progrediscono verso la malattia e sono una potenziale fonte incontrollata di trasmissione. La nota positiva è che oltre il 90% dei pazienti che accede alle cure è undetectable, ossia in grado di controllare completamente la replicazione virale. Si tratta di una buona percentuale rapportata a quella globale: in molti Paesi del mondo, degli oltre 37 milioni di persone che vivono con l’infezione da Hiv, la percentuale che è in grado di controllare la replicazione del virus oscilla tra il 50 e il 60%.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Per rispondere ai bisogni clinici dei pazienti, sono necessari non soltanto nuovi famaci, ma nuove strategie terapeutiche. Per ridurre concretamente il numero di nuove infezioni è necessario puntare alla cosiddetta Rapid Art, vale a dire iniziare quasi immediatamente, alla diagnosi, la terapia antiretrovirale.

 

 

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