Oggi è la giornata contro il bullismo e il cyberbullismo

Patrizia Masini A cura di Patrizia Masini Pubblicato il 07/02/2020 Aggiornato il 07/02/2020

Il fenomeno è purtroppo sempre più diffuso e sembra interessare quasi 9 ragazzi su 10. Ecco i consigli, in occasione della giornata contro il bullismo, per i genitori nel cercare di aiutare i propri figli

Oggi è la giornata contro il bullismo e il cyberbullismo

I dati dell’Eures, l’Istituto di ricerche economiche e sociali, sono allarmanti: a fine 2019 il fenomeno del bullismo e cyberbullismo ha interessato 9 giovani su 10. I risultati arrivano da un campione di 1.022 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma: il 66,9% dei giovani è stato almeno una volta vittima di bullismo; l’81,3% è stato spettatore; la scuola il principale luogo dove si sviluppano episodi di violenza (il 57,3% delle vittime afferma infatti di aver subito tali atti all’interno della classe ed il 34,9% all’interno degli istituti). Da qui l’importanza assoluta di questa Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, per accendere il riflettore su questo fenomeno davvero preoccupante.

Fin dalle scuole primarie

Oltre il 90% sono risultati i ragazzi coinvolti nel fenomeno a partire dalle scuole primarie e medie di I grado; oltre il 66% sono le vittime; il 37% dei ragazzi ha commesso atti di bullismo o cyberbullismo in modo ricorrente o in modo sporadico. Il 40% afferma che si tratta di semplici scherzi, il 90% di loro si è trovato coinvolto, mentre solo il 50% ritiene questo fenomeno un’emergenza da affrontare e da estirpare. Nel 50% dei casi si afferma che è un fenomeno che c’è sempre stato e che sono i media ad ingigantirlo.

Incapaci di reagire

Il fenomeno è così diffuso che ormai i ragazzi sembrano rassegnati. Come afferma Fabio Piacenti, direttore scientifico del progetto Eures sul bullismo “È sconcertante rilevare che quanti affermano che bisogna affrontarlo denunciando i casi ai docenti, ai genitori o alle forze dell’ordine (23%,14% o 25%), in realtà non lo affrontano, minimizzano il problema o stanno allo scherzo; in sintesi, i ragazzi sono idealmente consapevoli di cosa sia opportuno fare, ma all’atto pratico non sono in grado, hanno timore o evitano di narrare la situazione e di chiedere aiuto ad un adulto”.

Consigli per i genitori

I ragazzi non reagiscono e spesso non parlano con nessuno di bullismo e cyberbullismo, genitori inclusi. Che cosa possono fare allora le persone vicino per aiutare chi si trova in difficoltà? Alcuni consigli arrivano addiritta dai Carabinieri, perché ci sono reati che gravitano intorno a bullismo e cyberbullismo, come furto, stalking e diffamazione, che vanno affrontati subito e con rigore.

I Carabinieri suggeriscono di essere sempre disponibili al dialogo e aiutare i bambini e i ragazzi ad esprimere le proprie emozioni, anche negative come rabbia e frustrazione. Occorre spiegare loro, per esempio, che la rabbia di per sé stessa non è sbagliata, e quindi da nascondere, ma che diventa dannosa e potenzialmente esplosiva nei casi in cui viene a lungo repressa.

Se il ragazzo cambia atteggiamento

È importantissimo che i genitori prestino attenzione a cambiamenti repentini nel comportamento, nell’umore o nelle abitudini dei loro figli. Occorre mettersi in allarme se per esempio il ragazzo torna a casa da scuola con lividi, tagli, libri o altri oggetti rovinati o se improvvisamente non vuole andare più a scuola adducendo scuse di finti malesseri come mal di pancia e mal di testa.

Scegliere insieme il da farsi

Se i genitori sospettano l’esistenza di un problema di bullismo, il consiglio migliore è cercare di trovare una soluzione insieme al figlio coinvolgendolo nella ricerca della scelta migliore. Ciò che è da evitare assolutamente è dare giudizi frettolosi o facili etichette senza aver prima approfondito come sono andate realmente le cose. Si possono proporre tante strade diverse, dal parlarne con gli insegnanti o a a una persona di fiducia o anche, nei casi seri, rivolgersi alle forze dell’ordine che possono intervenire in maniera diretta.

 

 

Da sapere

LA SCUOLA È FONDAMENTALE

Non è sbagliato cercare di risolvere la situazione chiedendo aiuto alla scuola. Se c’è il coinvolgimento delle scuole, infatti, il 70% dei casi (dati Eures) vede un attenuarsi del bullismo fino quasi a somparire del tutto.

 

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