Adolescenti: i social media aumentano il rischio di depressione?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 29/12/2022 Aggiornato il 29/12/2022

Depressione da social media, cyberbullismo, disturbi della sfera sessuale: i rischi della Rete per i minori sono davvero tanti. Ma ci si può difendere

social media: ragazzi iperconnessi e depressi

Disturbi alimentari , problemi comportamentali, cyberbullismo, disturbi del sonno, problemi psicologici, ansia, problemi legati alla sfera sessuale, distorsione della percezione del proprio corpo, problemi alla vista, ridotta attività fisica, cefalea, disturbi posturali, rachialgia, tendinite, fino ad arrivare al cosiddetto “pollice da sms” e persino alle carie dentali: sono tutti disturbi della salute, molti dei quali anche importanti se non preoccupanti, che riguardano i bambini e i ragazzi che fanno uso di social media.

In molti casi si tratta di rischi che aumentano con l’aumentare del tempo di utilizzo: è quanto emerge da un nuovo studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), che ha effettuato una nuova revisione della letteratura scientifica analizzando 68 lavori scientifici condotti dal 2004 al 2022 con l’obiettivo di indagare i rischi correlati all’uso dei social media negli under 18, in particolare nel pre e post Covid-19, che è stata è pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of environmental research of pubblic health.

L’uso dei social media aumenta il rischio di depressione nei ragazzi?

Dallo studio emerge che più i ragazzi trascorrono tempo sui social media, maggiore è il pericolo di sviluppare sintomi depressivi: un’associazione riscontrata in 19 studi, pari al 27% di tutti quelli presi in esame. La depressione risulta collegata a un rapido aumento della comunicazione digitale e degli spazi virtuali che sostituiscono il contatto faccia a faccia con uso eccessivo dello smartphone e delle chat online. Anche se, sottolineano gli esperti della SIP, non è ancora chiara quale sia la causa e quale l’effetto: “Non è ancora chiaro se l’uso dei social media porti a una maggiore depressione o se questi sintomi depressivi inducano le persone a cercare di più i social media”, spiega Rino Agostiniani, Consigliere Nazionale SIP. “Quello che emerge in maniera inequivocabile è che più tempo i ragazzi trascorrono sui dispositivi digitali, più alti livelli di depressione vengono segnalati. E ciò avviene senza grandi distinzioni geografiche: dalla Svezia all’Egitto”.

Social media: quali utilizzano i giovanissimi?

Tra i social più “navigati” dai giovanissimi ci sono Instagram, Tik-Tok e Youtube.  Il problema non è solo l’uso dei social media da parte di bambini e adolescenti, ma anche il fatto che molti di loro navigano nel web perlopiù da soli. E questo porta “inevitabili conseguenze sulla loro vita: dalle interazioni sociali ed interpersonali al benessere fisico e psicosociale”, aggiunge Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP.

Cyberbullismo: qual è l’età più a rischio?

L’uso problematico dei social media è stato ormai riconosciuto dalla letteratura come un importante fattore di rischio di cyberbullismo soprattutto nei ragazzi di età compresa tra i 13 e i 15 anni. La rete facilita il diffondersi del cyberbullismo, con una crescente divulgazione di messaggi ostili e aggressivi tramite i dispositivi elettronici sotto forma di testi scritti, immagini e video condivisi sui social media.

Sfera sessuale e piattaforme social: quali disturbi?

Tra i pericoli della rete anche quelli legati alla sfera sessuale. Le piattaforme social possono anche alterare la percezione della sfera sessuale degli adolescenti: l’esposizione a materiale sessuale online – anche attraverso finestre pop-up o pubblicità – è un rischio reale e può predisporre a sviluppo di depressione, suicidio e abuso di sostanze.

Come difendersi dall'”overdose” di social media?

Difendersi dall’overdose di social media si può. Come spiega Bozzola, “il dialogo con gli amici e con le famiglie nonché l’attività fisica sono i migliori antidoti contro l’overdose da social media”. Lo sport è così benefico che potrebbe essere considerato una vera e propria terapia: “Un’attività sportiva regolare, anche se lieve/moderata, può addirittura alleviare la depressione in 6-12 settimane in chi ne è già colpito”, conclude Bozzola.

 

 
 
 

In sintesi

Cos’è la dipendenza da social?

La dipendenza da social deve essere inquadrata nel contesto più ampio delle nuove dipendenze. La psicologa clinica Cecilie Schou Andreassen spiega nel suo studio del 2015 intitolato “Online Social Network Site Addiction” che affinché si possa parlare di dipendenza è fondamentale che siano presenti tre fattori: craving, ovvero un desiderio incontrollabile dell’oggetto, o del comportamento, del piacere da cui si ottiene gratificazione; tolleranza, definibile come il bisogno di aumentare lo specifico comportamento così da ottenere gli identici effetti che sono stati sperimentati nel primo uso; astinenza, ovvero l’insieme dei disagi di ordine psichico e fisico che si manifestano quando non è possibile l’accesso all’oggetto del piacere per un dato arco di tempo. La studiosa inoltre aggiunge che in chi ha dipendenza da social il tempo dedicato all’attività svolta sui social network arriva a compromettere ogni altra attività sociale, di lavoro oppure di studio, le relazioni sociali, oltre che il benessere psicologico. Dunque la dipendenza da social network può essere definita come “l’essere oltremodo preoccupati dai social network, l’essere spinti da una motivazione forte a connettersi o a utilizzare i social network”.

Quali sono i segnali che ci fanno individuare una dipendenza da internet?

I sintomi più comuni di astinenza da Internet includono rabbia, tensione e depressione. Questi sintomi possono essere percepiti come noia, tristezza, malumore, nervosismo, svogliatezza e irritabilità quando impossibilitati a “connettersi”.

 

Fonti / Bibliografia

  • Bullismo e Cyberbullismo - MiurBullismo e Cyberbullismo
  • IJERPH | Free Full-Text | The Use of Social Media in Children and Adolescents: Scoping Review on the Potential RisksIn recent years, social media has become part of our lives, even among children. From the beginning of COVID-19 pandemic period, media device and Internet access rapidly increased. Adolescents connected Internet alone, consulting social media, mostly Instagram, TikTok, and YouTube. During “lockdown”, the Internet usage allowed communication with peers and the continuity activities such as school teaching. However, we have to keep in mind that media usage may be related to some adverse consequences especially in the most vulnerable people, such as the young. Aim of the review is to focus on risks correlated to social media use by children and adolescents, identifying spies of rising problems and engaging in preventive recommendations. The scoping review was performed according to PRISMA guidelines, searching on PubMed the terms “social media” or “social network”, “health”, and “pediatrics”. Excluding articles not pertinent, we ...
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