Sexting tra gli adolescenti: è allarme rosso!

Cresce in maniera preoccupante il fenomeno del sexting tra gli adolescenti. È importante che i ragazzi siano consapevoli dei rischi che corrono, soprattutto nei casi di diffusione incontrollata di materiale inviato e ricevuto

Sexting tra gli adolescenti: è allarme rosso!

Secondo un’inchiesta di Pepita onlus, associazione che si propone di mettere in guardia gli adolescenti dai pericoli del web, in Italia ben 2 ragazzi su 5 hanno dichiarato di aver fatto sexting almeno una volta, almeno uno su 10 ha fatto selfie intimi e “solo” il 3% pubblica questi scatti sui social network.  Insomma, è allarme sexting tra gli adolescenti.

I dati dell’indagine

L’indagine, diffusa con l’hashtag #soloperte, è stata presentata durante la firma di un protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e la casa pediatrica dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco. I risultati sono emersi dal questionario distribuito a campione di 2.800 adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, reclutati in 16 regioni italiane in diversi ambienti (scuole, oratori, associazioni sportive). I dati fanno emergere quanto sia diffuso il sexting tra gli adolescenti: oltre il 40% del campione ha inviato messaggi e contenuti multimediali a sfondo sessuale e il 60% ha ammesso di averne ricevuti.  Poco meno della metà degli intervistati (41%) ha affermato di essersi sentito a disagio dopo gli invii hot e il 64% ha ammesso apprezzamenti e allusioni sul fisico e sull’atteggiamento. 

Anche passivo

Il sexting è, però, spesso “spam”: il 73% dei ragazzi ha dichiarato di aver ricevuto foto e video con contenuti sessuali espliciti senza averlo richiesto, soprattutto da amici e compagni. Interessanti le risposte date alla domanda “per quali ragioni hai deciso di condividere un messaggio/video/foto a contenuto sessuale ricevuto da un’altra persona?” : il 29,5% ha risposto “per dimostrare di essere figo”, il 23,79% “perché è divertente” e il 16,3% “per alimentare le mie relazioni”.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

I contenuti di sesso esplicito vengono condivisi nel 67% dei casi attraverso Whatsapp, seguito da Instagram  con il 57% e da Snapchat con il 43%.  

 

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