Sovrappeso: più a rischio chi va a letto tardi?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/11/2015 Aggiornato il 18/11/2015

A ogni ora di sonno perso corrisponderebbe un aumento del peso corporeo. Problemi anche per i più giovani. Ecco perché

Sovrappeso: più a rischio chi va a letto tardi?

Gli specialisti in medicina del sonno lo dicono da anni: andare a letto tardi è nocivo. L’unica conseguenza negativa, però, non sarebbe l’insonnia. Chi fa le ore piccole, oltre a occhiaie e sonno agitato, rischia di andare incontro anche a sovrappeso. È la conclusione cui è giunto uno studio condotto da un team di ricercatori statunitensi dell’Università di Berkeley, pubblicato sulla rivista Sleep.

Sulla bilancia oltre 3 mila persone

La ricerca ha coinvolto complessivamente 3.300 giovani e adulti. Tutti sono stati invitati a compilare dei questionari riguardanti il proprio stile di vita. In particolare, gli autori hanno chiesto loro di specificare se svolgessero attività fisica o meno e di raccontare le proprie abitudini di sonno, indicando quanto spesso andassero a dormire tardi e a che ora invece si coricassero abitualmente. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per cinque anni, durante i quali sono stati sottoposti ad alcune visite e a misurazioni periodiche del peso e dell’indice di massa corporea o Bmi. Si tratta di un calcolo matematico in grado di catalogare una persona come normopeso, sovrappeso o obesa. Si ottiene dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Lo scopo era capire se fra tendenza al sovrappeso e igiene del sonno ci fosse qualche legame.

Più ore di sonno si perdono e più si ingrassa

Dall’analisi dei risultati è emerso che l’ora in cui si va a letto può influire moltissimo sul rischio di sviluppare sovrappeso. Esaminando i dati raccolti, infatti, gli esperti hanno scoperto che i volontari che avevano l’abitudine di andare a dormire tardi tendevano a pesare di più rispetto a chi, in genere, si coricava a orari normali. Non solo, si è visto che a ogni ora di sonno persa corrispondeva un aumento, nell’arco di cinque anni, di 2,1 punti del Bmi. Chi ha cercato di recuperare concedendosi qualche dormita extra o praticando attività fisica non è riuscito nel suo intento: nella casistica considerata questi accorgimenti non sono serviti per annullare gli effetti negativi delle ore piccole sul peso corporeo.

Maggiore attenzione nei giovani

Gli autori hanno concluso che è importante avere un regolare ritmo sonno/veglia. In particolare nei giovani. “Questi risultati evidenziano come occorre prestare maggiore attenzione alle abitudini di riposo degli adolescenti, potenziale bersaglio per il controllo del peso durante la transizione verso l’età adulta” hanno spiegato gli autori.

 

 

 
 
 

da sapere!

 Recuperare le ore di sonno perse durante il giorno non aiuta. Infatti, il meccanismo che regola l’appetito e la sazietà non dipende solamente dalla quantità di ore dormite, bensì dall’intero ciclo circadiano del sonno: perché tutto funzioni al meglio è essenziale riposare nelle ore di buio ed esporsi al sole durante quelle di luce.

 

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