Uso corretto dello smartphone: diamo il buon esempio

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 26/02/2019 Aggiornato il 26/02/2019

I figli che osservano i loro genitori impegnati per ore davanti allo smartphone, trovano del tutto normale trascorrere molto tempo a fissare lo schermo del telefono, a scapito delle relazioni sociali. Un uso corretto dello smartphone si impara in famiglia

Uso corretto dello smartphone: diamo il buon esempio

Uso corretto dello smartphone ed esempio dei genitori: la relazione è strettissima. E da qui bisogna partire per aiutare i ragazzi più giovani, che sono spesso quasi “prigionieri” della rete.

Un muro alle relazioni reali

Costantemente connessi con il mondo virtuale, i ragazzi sono sempre più isolati dal resto del mondo. Da mero strumento di comunicazione, lo smartphone si è trasformato, così, in un muro tra i giovani e la società reale. Non basta dare la colpa ai dispositivi digitali. Un ruolo fondamentale ce l’hanno i genitori, che devono educare i giovani a connettersi con il prossimo.

Il ruolo (mancato) degli adulti

Secondo  lo psicoterapeuta Domenico Barrilà, autore del libro “I superconnessi, come la tecnologia influenza le menti dei nostri ragazzi e il nostro rapporto con loro”, il problema parte dagli adulti, i quali per primi non hanno un controllo sul loro uso corretto dello smartphone, guardano continuamente il cellulare per stare su internet o sulle chat, rischiando di trascurare i figli. 

I genitori dovrebbero dare il buon esempio

“I figli imparano dai nostri comportamenti, non dalle parole, è impossibile portarli dove noi stessi non sappiamo arrivare – spiega Domenico Barrilà – dunque un genitore che utilizzi in modo immaturo gli strumenti digitali perde autorevolezza e lede le sue chance di correggere i figli”.

Responsabilità educativa

Non serve “disconnettere” i figli dallo smartphone, i genitori hanno una responsabilità educativa. L’esempio è la prima forma di educazione. Piuttosto che  mettere sotto accusa le nuove tecnologie, bisognerebbe mettere sotto accusa anche se stessi e trasferire ai ragazzi “solidi sentimenti comunitari”.  

 

 
 
 

DA SAPERE

L’ultimo rapporto di Agi-Censis rivela che Il 61,7% degli italiani usa lo smartphone a letto. Questa abitudine è diffusa soprattutto tra i giovani dai 18 ai 34 anni. Inoltre il 77% degli internauti non riesce ad addormentarsi senza collegarsi ai social di notte. Il 63%, invece, si connette appena si sveglia.

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