Autismo: segnali diversi tra maschi e femmine

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 24/10/2018 Aggiornato il 26/10/2018

Le femmine sembrano avere meno sintomi rispetto ai maschi. Questo può creare ulteriori ritardi nella diagnosi dell'autismo

Autismo: segnali diversi tra maschi e femmine

L’autismo si manifesta in modi diversi in relazione al sesso dei bambini colpiti. Meno sintomi per le femmine. Uno studio recente ha, infatti, evidenziato come la malattia autistica si manifesti in modo differente a seconda che si tratti di bambine o di bambini. Le femmine mostrerebbero un range di sintomi meno ampio rispetto ai maschi. Ad arrivare a tali conclusioni sono stati i ricercatori della Stanford University School of Medicine in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Autism.

Maschi più colpiti

Il campione analizzato, composto da 800 bambini affetti da diverse forme di autismo, ha mostrato tra i sintomi principali comportamenti ripetitivi e limitati, ma non solo. A caratterizzare questo disturbo, vi sarebbero anche alcuni comportamenti sociali e problemi a livello comunicativo. Inoltre, i maschi sembrano più soggetti ad autismo rispetto alle femmine, con un rapporto di 4 a 1.

Diagnosi più difficile per le bambine

Questi dati potrebbero, però, nascondere una sottostima riguardo alla diffusione dell’autismo tra le bambine. Ciò perché nelle femmine i segnali della malattia paiono meno eclatanti e, dunque, più difficili da riconoscere oppure vengono più facilmente confusi con altri disturbi. L’analisi dei dati ha, infatti, evidenziato come le femmine mostrino meno comportamenti caratteristici dell’autismo quali atteggiamenti ripetitivi o limitati.

Differenze a livello motorio

Il campione della ricerca è stato sottoposto anche a risonanza magnetica. Questo esame ha evidenziato una differenza netta tra il cervello femminile e quello maschile dei bambini affetti da autismo. E tale discrepanza si nota soprattutto a livello di funzionalità motoria.

Nessun legame coi vaccini

L’autismo è da tempo al centro di interminabili discussioni per il suo presunto, e sempre smentito, legame con i vaccini. Si sta, invece, perdendo di vista quanto la ricerca stia facendo per riuscire a riconoscere precocemente e con precisione le forme di autismo. Questi passi in avanti fanno in modo che le cure e le terapie diventino sempre più efficaci e garantiscano ai bambini autistici una qualità della vita migliore.

 

 

In breve

 CURE SEMPRE PIU’ EFFICACI

 I passi in avanti compiuti da ricerca e medicina, in merito all’autismo, permetteranno di giungere a diagnosi sempre più precoci. In questo modo, le terapie risulteranno più mirate e più efficaci. I risultati promettono, dunque, di essere positivi sia a livello di qualità di vita individuale sia a livello di benessere sociale.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Prevenire tosse e raffreddore si può?
21/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

Nei primi anni di vita le infezioni respiratorie, come tosse e raffreddore, sono lo scotto da pagare alla socializzazione.   »

Vaccino antivaricella: va fatto agli altri bimbi se c’è in casa un piccolissimo
14/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

I bambini che frequentano l'asilo dovrebbero essere vaccinati (anche) contro la varicella, per scongiurare il rischio di ammalarsi e contagiare un fratellino nato da poco.   »

Fattore Rh negativo: l’immunoprofilassi anti-D va fatta in gravidanza?
11/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' più che opportuno che le donne con fattore Rh negativo che aspettano un bambino eseguano l'immunoprofilassi specifica già durante la gravidanza. L'iniezione (intramuscolare) dovrebbe essere effettuata da personale sanitario.  »

Fai la tua domanda agli specialisti