Denti a macchie: è la malattia dei bambini del 2000

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/11/2019 Aggiornato il 08/11/2019

Si chiama Molar Incisor Hypomineralization (MIH), in italiano “ipomineralizzazione” ed è una patologia dentaria spesso sottovalutata. A rischio soprattutto i bambini

Denti a macchie: è la malattia dei bambini del 2000

1 bambino su 4 ha denti a macchie. Alla base c’è la demineralizzazione dello smalto dei denti. Tra le cause antibiotici e carenza di vitamina D.  Per questo i denti a macchie si stanno diffondendo in tutto il mondo, soprattutto tra i bambini, con una media dal 3% al 25%. Pochi, però, sanno quali sono i rischi connessi a quello che può sembrare solo un problema estetico. Se non diagnosticata con tempestività, invece, l’ipomineralizzazione può portare alla frattura dello smalto dei denti. A lanciare l’allarme sui cosiddetti “denti a macchie” la Società Italiana di Odontoiatria Infantile (Sioi).

Colpiti molari e incisivi

La MIH coinvolge i primi molari permanenti e gli incisivi sin dall’età pediatrica. “È un quadro clinico che oggi osserviamo frequentemente, caratterizzato da una ipomineralizzazione dei denti. Si tratta di un difetto qualitativo dello smalto che tende ad aggravarsi nel tempo – spiegano gli esperti -. I denti ipomineralizzati si presentano con macchie bianco-giallastre o marroni, sono sensibili al caldo e al freddo, durante la masticazione e le manovre di igiene orale e, a causa della anomala porosità dello smalto, possono andare incontro a cedimento strutturale delle aree colpite. La patologia coinvolge principalmente i primi molari permanenti che compaiono dai 6 anni di età”. Secondo gli esperti è la condizione più osservata tra i nati dall’inizio del nuovo millennio in avanti.

Tante cause

Fattore genetico, carenza di vitamina D, problemi di salute nei primi 3 anni di vita, eccesso di fluoro o l’utilizzo di alcuni antibiotici. Sono diverse le cause che provocano la demineralizzazione dello smalto, la sostanza dura (costituita principalmente da composti a base di calcio) che riveste la superficie esterna dei denti. In crescita è anche il problema della carie che colpisce il 22% dei bimbi di 4 anni, il 44% di quelli 12 anni e oltre il 60% dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni.

Indispensabile la prevenzione

“Fondamentale – avverte la Sioi – è la diagnosi precoce e l’identificazione dei soggetti a rischio. La terapia mira al trattamento della ipersensibilità, alla prevenzione della carie, al restauro degli elementi dentali compromessi, considerato comunque che è indifferibile il monitoraggio costante con controlli trimestrali. Va sfatata infine la convinzione diffusa che sia inutile curare i denti da latte: al contrario, questi hanno una grande importanza per la crescita delle arcate dentarie, oltre che per la funzione masticatoria e per lo sviluppo del linguaggio”. Riguardo ai costi dei controlli e dei trattamenti, vale la pena ricordare che “ci sono ospedali pubblici con reparti ad hoc di odontoiatria infantile, dove le cure hanno il solo costo del ticket’”.

Lavare i denti dai 6 mesi di vita

Gli esperti dicono che i denti dei bambini dovrebbero essere lavati dai sei mesi di età. Fino ai 6 anni si dovrebbero utilizzare prodotti contenenti almeno mille parti per milione di fluoro, due volte al giorno.

 

 

 

 
 
 

In breve

SI’ AL FLUORO, MA NON TROPPO

Il fluoro è utile a proteggere lo smalto dei denti, ma se si eccede con le quantità si corre il rischio di provocare la fluorosi (denti macchiati) che comporta un’alterazione endogena dello smalto.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Radiografia ad inizio gravidanza: è pericoloso?

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti