Disprassia: il 6% dei bambini ha difficoltà di parola e movimento

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 02/11/2018 Aggiornato il 09/11/2018

Per disprassia si intende una difficoltà nei bambini di parlare e muoversi non legata a problemi intellettivi o deficit cognitivi. Può essere curata. Ecco come

Disprassia: il 6% dei bambini ha difficoltà di parola e movimento

La disprassia è diffusa soprattutto tra i maschi e, anche se se ne parla poco, ormai colpisce almeno il 6 per cento dei bambini italiani. Si riconosce da una difficoltà di parola e movimento non accompagnata da deficit intellettivi, come se ci fosse un problema confinato solo alla trasmissione di certe informazioni motorie e di linguaggio. Si tratta infatti di un disturbo causato dalla inefficienza che hanno alcuni neuroni del cervello, i “neuroni motori”, nel trasmettere le giuste informazioni ai muscoli, rendendo così difficile anche azioni e gesti quotidiani e provocando un ritardo nelle tappe di sviluppo motorio o del linguaggio dei più piccoli. Per i bambini affetti da disprassia, per esempio, è difficile anche fischiare, saltellare, ridere e giocare.

Non sono meno intelligenti

La disprassia non ha niente a che vedere con un deficit delle facoltà intellettive e cognitive, sebbene i bambini colpiti possono subire ritardi nell’imparare gesti intenzionali abituali, come vestirsi, camminare, muovere lo sguardo, emettere suoni e parole.

Programmi specifici

Ma se a oggi non sono ancora totalmente chiare le cause di questo disturbo, certi sono, invece, i benefici derivabili da un percorso logopedico e programmi di riabilitazione ad hoc. ”È nell’infanzia – sottolineano alcuni esperti  logopedisti – che si creano nuove connessioni nel sistema nervoso e il bambino apprende nuove abilità e competenze. Pertanto, più è precoce il trattamento terapeutico, maggiori saranno le possibilità di miglioramento”. Un percorso programmato con il logopedista può, dunque, aiutare il bambino a coordinare i movimenti, a gestire le difficoltà della vita quotidiana che la disprassia può causare. Il tutto a vantaggio di una migliore resa scolastica e integrazione nel gruppo.

Che cos’è la logopedia

La logopedia (dalle parole greche logos “discorso” e paideia “educazione”) è una branca della medicina che si occupa della prevenzione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio e della parola, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi connessi (relativi, per esempio, alla memoria e all’apprendimento). Si occupa, inoltre, dello studio delle funzioni corticali superiori e del loro fondamento neurobiologico connessi al linguaggio, alla memoria e all’apprendimento.

Il ruolo dell’esperto

Questo specialista lavora alla rieducazione delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando terapie di abilitazione e riabilitazione della comunicazione e del linguaggio (parola), verbali e non verbali. Inoltre, propone l’adozione di ausili, addestra il bambino all’uso e ne verifica l’efficacia.

 

 

 

 
 
 

DA SAPERE

ECCO COME RICONOSCERLA

Ci sono comportamenti da non sottovalutare nel comportamento quotidiano del bambino. Per esempio: arrivare più in ritardo dei coetanei nell’apprendimento di azioni basiche come sedersi, rotolarsi, alzarsi, camminare, vestirsi, disegnare, usare il vasino, masticare e deglutire cibi solidi. Presentare alcune difficoltà motorie, come inciampare o cadere spesso, o comportamentali che mettono il piccolo a disagio nel confronto con gli altri. Essere soggetto a ansia e agitazioni anomale. Avere difficoltà di parola o ritardo nello sviluppo del linguaggio rispetto all’età.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Gravidanza: può iniziare immediatamente dopo un aborto spontaneo?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Di solito è necessario che trascorra almeno un mese da un aborto spontaneo affinché si creino le condizioni fisiologiche che consentono l'avvio di una nuova gravidanza.   »

Incinta nonostante la legatura delle tube: ma è davvero possibile?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In medicina gli avverbi "sempre" e "mai" sono da evitare perché questa scienza non è esatta come la matematica e volta la Natura può sorprendere, sovvertendo regole che si credono incontrovertibili. Quindi sì, anche se remota, la possibilità di avviare una gravidanza con le tube legate c'è.   »

Fai la tua domanda agli specialisti