Nativi digitali con il tablet alla scuola materna?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/03/2014 Aggiornato il 06/03/2014

I nativi digitali non sanno più usare carta e matita. Perché? Sono troppo tecnologici e avvezzi a smartphone e tablet

Nativi digitali con il tablet alla scuola materna?

I tablet alla scuola materna? I nativi digitali direbbero di sì. Si tratta, infatti, di nuove generazioni che sono perfettamente in grado di utilizzare, a 2-3 anni, tablet e smartphone: un tocco e hanno imparato a scorrere foto, disegnare con un dito e ascoltare fiabe 2.0.

Che cosa ne pensano i genitori?

Il sito britannico Daynurseries.co.uk ha lanciato un interessante sondaggio, intervistando 806 tra genitori ed esperti d’infanzia (educatori, psicologi) circa l’opportunità di introdurre strumenti tecnologici come i tablet già alla scuola dell’infanzia. Ma soltanto il 26% ha considerato questa eventualità in modo positivo. Il restante campione, infatti, ha giudicato l’età prescolare non adatta a un’educazione fortemente digitale. Effettivamente, questi nativi digitali sono così avvezzi al touchscreen che spesso saltano a pié pari tutta quella parte, fondamentale, di sperimentazione manuale. Ciò che viene definito manualità fine, tridimensionale. Infatti, un conto è tenere in mano una matita o un pennarello per fare un disegno e un altro è muovere un polpastrello su uno schermo disegnando come Giotto.

Serve un passo indietro?

Gli esperti sembrano concordi rispetto alla necessità di riportare i nativi digitali in una dimensione 3D: la sperimentazione corporea a 360 gradi è ritenuta indispensabile per un corretto sviluppo psicofisico durante l’età prescolare. Nonostante questo allarme, le scuole dell’infanzia britanniche hanno investito economicamente, e in modo crescente, proprio sui mezzi digitali come gli iPad. In Italia, una realtà simile pare ancora lontana nonostante i bambini italiani siano anch’essi avvezzi alle nuove tecnologie, complici le abitudini dei genitori.

No a troppa tecnologia

Vi è poi da considerare il fattore “pigrizia”: il fatto che tutto sia a portata di click diminuisce il numero di azioni fisiche necessarie a svolgere i piccoli grandi compiti quotidiani dell’infanzia. Così ogni scoperta è facilmente raggiungibile dal divano o, addirittura, dal lettino della cameretta. Infine, l’uso costante di tablet non fa che fidelizzare ulteriormente il bimbo a una tipologia di gioco sedentaria e statica. Se, invece, i piccoli di casa vengono abituati ad aria aperta e giochi creativi (senza schermi e tasti on/off) è più probabile che crescano bambini e adolescenti con manualità più sviluppata, vista più aguzza e minor rischio d’obesità.

In breve

ATTENZIONE ALLE CONSEGUENZE

I bambini tecnologici sono così avvezzi a tablet e touchscreen che non sanno più usare penna e matita. Gli esperti avvertono: si rischia la pigrizia psicomotoria.  

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