Percentuale Bambini Celiaci in forte crescita

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/09/2014 Aggiornato il 05/09/2014

Secondo un recente studio, negli ultimi anni si è registrato un boom dei casi di celiachia fra i bambini. Ecco perché

Percentuale Bambini  Celiaci in forte crescita

Insieme a diabete e obesità, è una delle cosiddette “malattie del benessere”, dovute anche al cambiamento delle abitudini di vita. Lo dimostra il fatto che negli ultimi anni si è registrata una forte crescita di bambini celiaci. La conferma arriva da un recente studio, denominato New Epidemiology of Celiac Disease, condotto da un team di ricercatori italiani e pubblicato su Journal of Pedriatic Gastroenterology and Nutrition.

È un’intolleranza alimentare permanente

La celiachia è un’intolleranza alimentare permanente al glutine, un complesso di proteine contenute in alcuni cereali di uso comune, come frumento, orzo e segale. Se fino a qualche decennio fa era abbastanza rara, negli ultimi tempi è in netta crescita. Ecco perché sono stati condotti vari studi sull’argomento. Alcune recenti ricerche epidemiologiche internazionali hanno dimostrato che la celiachia ha una frequenza media nella popolazione generale pari all’1% circa. Non solo. Dai dati emerge anche che negli ultimi 25 anni l’incidenza è aumentata in maniera vertiginosa, fino a 5 volte, soprattutto in età pediatrica. Ecco perché gli esperti parlano di boom di bambini celiaci.

Molti casi sono “nascosti”

Oltretutto occorre considerare che probabilmente non tutte le persone malate, hanno ricevuto una diagnosi: esiste una percentuale di pazienti che ancora non sanno di essere celiaci. “I dati epidemiologici a disposizione della comunità scientifica tengono conto solo del numero di pazienti celiaci diagnosticati clinicamente o rilevati tramite screening sierologici di un campione di popolazione ed escludono il cosiddetto “icerberg celiaco” di pazienti non diagnosticati” ha confermato Alessio Fasano, direttore del centro per la Ricerca sulla Celiachia (CFRC) dell’Università di Boston e membro del Dr.Schär Institute. Gli esperti calcolano che il rapporto tra casi diagnosticati e non diagnosticati sia addirittura di 1:3-1:5.

Non sottovalutare i sintomi

Per questo, è importante prestare molta attenzione a eventuali sintomi che potrebbero essere ricondotti alla malattia, come diarrea cronica, mancanza di appetito, dolori addominali, malassorbimento, ritardo nella crescita, anemia, osteoporosi, bassa statura, una forma di epatite leggera, stanchezza cronica. Inoltre, per arginare la forte crescita di bambini celiaci sarebbe auspicabile che tutti gli individui a rischio venissero controllati. Quindi, non solo coloro che presentano disturbi sospetti, ma anche i parenti di primo grado di pazienti celiaci, le persone affette da altre malattie autoimmuni e quelle con sindrome dell’intestino irritabile.

In breve

ATTENZIONE ALLO svezzamento

Il boom dei casi di celiachia fra i bambini potrebbe essere legato anche a uno scorretto svezzamento. L’introduzione dei cereali prima dei quattro mesi di vita del bebè, infatti, aumenta il rischio di intolleranza al glutine. È certo, invece, che l’allattamento al seno prolungato protegge il piccolo da questa malattia.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Utero setto: operare o no prima di una gravidanza?

17/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

La tendenza di oggi è di non intervenire sempre e comunque in caso di utero setto, ma solo in determinate condizioni.  »

Gravidanza e dubbi sulla vitamina D

17/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D, anche se assunta in dosi superiori al fabbisogno, non provoca danni al feto.   »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Fai la tua domanda agli specialisti